Vance si smarca da Trump e non appoggia apertamente Netanyahu

Probabilmente con un occhio già alle Presidenziali Usa del 2028, JD Vance ha scelto di non appoggiare ufficialmente la rielezione del premier Benjamin Netanyahu in vista del voto in Israele del 27 ottobre, smarcandosi così dalla linea di Donald Trump. Nel corso di un’intervista con il giornalista Mark Halperin, pur ricordando che «ha ottenuto il sostegno più influente nella storia politica americana e internazionale», ha affermato di non essere «né contro né a favore» della sua permanenza al potere di Netanyahu: «Appoggio i candidati americani ed è su questo che mi concentrerò in vista delle elezioni di midterm. Non mi intrometterò in quelle israeliane».

Vance è il principale critico di Israele all’interno dell’Amministrazione Usa

Le elezioni di metà mandato per il rinnovo di Camera e parte del Senato si terranno negli Stati Uniti a inizio novembre. Vance, isolazionista e principale critico di Israele all’interno dell’Amministrazione Trump, a giugno aveva puntato il dito contro alcuni membri del governo di Tel Aviv che, aveva sottolineato, si erano opposti agli sforzi di Trump per porre fine alla guerra con l’Iran. Il mese successivo il vicepresidente Usa ha sostenuto che membri dell’esecutivo israeliano abbiano cercato di influenzare l’opinione pubblica americana per far fallire i negoziati. Le dichiarazioni di Vance arrivano all’indomani della visita a sorpresa in Israele del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth: il capo del Pentagono ha incontrato Netanyahu presso la base aerea di Ovda, nel contesto dei colloqui tra i due Paesi sulla possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran.

Vance si smarca da Trump e non appoggia apertamente Netanyahu
JD Vance e Benjamin Netanyahu (Imagoeconomica).