Ministro Valditara, che fa? Copia? Proprio lei! Qualcuno ha notato il titolo non proprio originalissimo del libro di Giuseppe Valditara, leghista e titolare del dicastero dell’Istruzione e del Merito nel governo Meloni. La rivoluzione del buonsenso – Per un Paese normale è uscito nel 2025, edito da Guerini e Associati, e se la prende, tra le altre cose, con gli eccessi del wokismo, tanto per cambiare. Forse Valditara avrà preso ispirazione da una stretta collega di governo, quasi una compagna di banco, cioè la forzista Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca. Il cui padre – Giorgio Bernini, giurista all’Onu e ministro del Commercio con l’estero nel primo governo Berlusconi, morto a 91 anni nel 2020 – scrisse nel 1993 La rivoluzione del buonsenso: il risveglio dell’impolitico, all’epoca prendendosela con «l’onnipresente e monolitica partitocrazia», nella quale l’autore «ha rifiutato di identificarsi». Di qui «il ruolo di impolitico, spettatore impegnato ma estraneo al sistema del potere». Oltre 30 anni dopo, insomma, Valditara ritenta un’altra rivoluzione, ma chiamandola alla stessa maniera. A giudicare dai commenti su Amazon, non ha scatenato particolare entusiasmo tra i lettori. Sul sito compare infatti una sola recensione, intitolata, che non usa troppi giri di parole «Buono per il camino. Libro delirante di un ministero che finanzia le scuole private e trascura la scuola di cui dovrebbe essere rappresentante».

Conte fa la spesa all’Esselunga per monitorare l’inflazione
Venerdì sera, a Roma. Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio, se ne va solo soletto a fare la spesa alla piccola Esselunga in pieno centro, quella di via Tomacelli: camicia sopra i pantaloni, niente giacca con la pochette d’ordinanza, è in libera uscita, ma viene riconosciuto dai passanti. Il leader del Movimento 5 stelle esce dal supermarket e con una classica busta gialla inizia a percorrere via Condotti e le altre strade del centro mentre è impegnato in una lunga telefonata. Avrà voluto testare con mano a che punto è arrivato il caro vita che attanaglia gli italiani? Del resto anche Giorgia Meloni, rispondendo al Partito democratico durante un’interrogazione in Senato a maggio, aveva confessato di fare la stessa cosa: «L’ultima volta che ho fatto la spesa al supermercato è stato sabato scorso. Io non rinuncio a stare in mezzo alla gente, non rinuncio a fare una vita normale, capisco che intorno a questo governo tanto affetto dopo quattro anni e qualcosa significherà». “Giuseppi” forse sta provando a imitarla…
Vannacci, Alemanno e quella presenza calabrese
Ma quanta paura fa il generale Roberto Vannacci alla destra di governo? I sondaggi vedono crescere ogni giorno i consensi per Futuro Nazionale, e a Orvieto tra una scatenata Laura Ravetto e l’economista Antonio Maria Rinaldi, entrambi ex leghisti, ecco arrivare anche Gianni Alemanno. Sì, l’ex sindaco di Roma, l’ideologo del movimento, tanto che qualcuno ha inventato una sintesi della coppia, “Alemannacci”, crasi perfetta tra Alemanno e Vannacci. C’è chi comunicava in diretta cosa stava accadendo a Orvieto a quelli di Fratelli d’Italia, e molti sono saltati sulla sedia quando hanno saputo della presenza in platea della figlia di donna Assunta Almirante, Giuliana de’ Medici. Un bel segnale per Vannacci, specie in vista delle elezioni suppletive a Reggio Calabria, dato che la consorte di Giorgio Almirante era calabrese al 100 per cento. E il giorno 23 settembre sono tutti convocati a Reggio, per sostenere il candidato Domenico Giannetta, il medico chirurgo, dirigente ospedaliero, che ha sempre militato in Forza Italia per poi abbracciare la causa di Futuro Nazionale. Giannetta è anche cittadino onorario di Cuiabà, la capitale dello Stato del Mato Grosso, in Brasile, e non gli mancherà il sostegno dei carioca.

Te c’hanno mai Mamdami…
Roberto Gualtieri in visita a New York. Il sindaco di Roma ha incontrato il collega statunitense, Zohran Mamdani, nel corso di un faccia a faccia all’Urban 20 Mayors Summit 2026, ospitato e organizzato proprio dal primo cittadino della Grande Mela. Mettendo in allerta i costruttori romani, dato che Gualtieri ha pronunciato queste parole: «Abbiamo deciso di mettere in contatto i nostri rispettivi staff per approfondire delle forme, degli esperimenti, delle modalità di gestione delle questioni abitative di Roma che loro vogliono studiare. E, viceversa, noi studieremo approfonditamente alcuni elementi del loro piano casa, proprio per imparare ciascuno dall’esperienza dell’altro con uno spirito di grande amicizia e collaborazione». Gualtieri insomma pare pronto ad attaccare le politiche nazionali, dell’Italia e degli Stati Uniti: «I sindaci e le città stanno provando a dare risposte, spesso non aiutati dai governi o dovendo trovare soluzioni con strumenti limitati».
Toh, Guerri è a favore degli occupanti dello Spin Time
Ennesima spaccatura a destra, con un altro intellettuale protagonista: non bastava Pietrangelo Buttafuoco con il caos provocato alla Biennale di Venezia con l’apertura ai russi, ora anche Giordano Bruno Guerri ha trovato il modo di mettersi al centro di una polemica, stavolta tutta romana. Sì, perché Guerri ha avuto l’idea di difendere gli occupanti dello Spin Time, parlando alla trasmissione di RaiTre L’Elefante, condotta da Peter Gomez. Cosa ha detto Guerri? «Sullo Spin Time il sindaco di Roma ha provato a comprare lo stabile, a lanciare un’offerta, ma forse lo Stato potrebbe intervenire con maggiore autorità per proteggere questo bene, che è il nostro». Non solo: «La proprietà privata è un fondamento della nostra società e quindi va rispettata. Dall’altra parte vi sono gli espropri. Lo Stato si attribuisce il diritto di prendere la proprietà per costruire un’autostrada o un ponte. E qui è possibile violare la proprietà privata. Adesso bisogna chiedersi se in questo caso vale la pena di farlo. Secondo me sì. Perché quello è un miracolo, perché senza politica, senza sacerdoti, senza benefattori, hanno creato una struttura sorprendente, una sorta di città ideale dove vivono in comunità, hanno risolto problemi e hanno creato arte. Hanno riempito questo edificio, che era un mattatoio, di bellezza, dove vanno artisti a portare e creare nuova bellezza». Ma come, con tutti gli anni che ci ha messo la destra per liberarlo? Con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in prima linea? Ormai, dicono dalle parti di Fratelli d’Italia, «anche Giordano Bruno Guerri lo dobbiamo dare per perso. Che poi magari ce lo ritroviamo in parlamento, con Buttafuoco, eletto con qualcun altro…».




























