Zelensky e l’endemica corruzione in Ucraina: sarà mai possibile estirparla?

Non è un periodo facile per il presidente Volodymyr Zelensky. Mentre le truppe russe premono lungo tutta la linea del fronte e le principali città sono continuamente colpite dai bombardamenti, il capo di Stato ucraino deve affrontare le crescenti tensioni politiche interne legate all’ultimo rimpasto di governo e allo scandalo di corruzione che ha coinvolto alcuni dei diretti collaboratori del presidente.

Uomini vicino al presidente finiti nelle indagini

Iryna Mudra, vice capo dell’ufficio di Zelensky, è stata licenziata il 19 agosto, in seguito alle indagini condotte dal National anti corruption bureau of Ukraine (Nabu) e dalla procura specializzata anticorruzione (Sapo). Secondo gli investigatori, la nuova operazione anticorruzione sarebbe direttamente collegata a quella che ha interessato il settore dell’energia, condotta nel novembre 2025, per smantellare un sistema di riciclaggio e pagamento di tangenti attraverso il quale sarebbero transitati circa 100 milioni di dollari. Dalle indagini erano emersi i nomi dell’uomo d’affari Timur Mindich e dell’ex ministro della giustizia e dell’energia Herman Halushchenko, entrambi molto vicini al presidente ucraino.

Zelensky e l’endemica corruzione in Ucraina: sarà mai possibile estirparla?
Iryna Mudra (foto Ansa).

«Il sistema funziona, ma bisogna migliorarlo»

Olena Halushka, esponente dell’Ong Anti corruption action center, spiega a Lettera43: «Il problema della corruzione sistemica è una piaga che affligge l’Ucraina fin dalla sua nascita dopo il collasso dell’Unione Sovietica. È presente a ogni livello: amministrativo, politico, militare. Fin dalla rivoluzione della dignità nel 2014, abbiamo lottato per garantire l’indipendenza di organi come Nabu e Sapo, implementare il sistema legislativo in materia di anticorruzione e istituire un’Alta corte di giustizia anticorruzione indipendente per giudicare questi reati. Le recenti indagini condotte e le sentenze emesse dimostrano che il sistema funziona, ma bisogna migliorarlo».

Pressioni esterne su funzionari e agenti di Nabu e Sapo

Nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni, l’Ucraina deve ancora compiere importanti passi in materia legislativa per tutelare gli organi impegnati nella lotta alla corruzione. Nel luglio 2026 l’Ong ucraina Zmina ha pubblicato uno studio sulle pressioni esterne a cui sono sistematicamente sottoposti funzionari e agenti di Nabu e Sapo nelle loro indagini. «Da luglio 2025 a maggio 2026 abbiamo riscontrato 29 casi in cui agenti, attivisti e impiegati sono stati sottoposti a presunte pressioni politiche nello svolgimento delle loro funzioni», dice a L43 Hanna Chekhovych, una delle autrici dello studio.

Zelensky e l’endemica corruzione in Ucraina: sarà mai possibile estirparla?
Proteste a Kyiv contro le restrizioni all’autonomia delle autorità anti-corruzione in Ucraina (foto Ansa).

«I dati raccolti hanno mostrato pratiche ricorrenti come perquisizioni nelle abitazioni degli agenti senza precedente autorizzazione da parte dei magistrati, sequestro di pc e smartphone contenenti file legati alle indagini, uso della forza. Molti dei sospettati sono stati interrogati e trattenuti in strutture detentive in attesa di processo. Alcuni di loro sono stati accusati di collaborazionismo con il nemico e di tradimento, per poi essere assolti al processo. Tuttavia, questi procedimenti hanno portato all’interruzione delle indagini che gli agenti di Nabu stavano conducendo».

La necessità di istituire un’agenzia forense indipendente

Secondo Halushka la tutela dell’indipendenza di Nabu e Sapo è un punto chiave da cui il governo e la Bankova devono partire per ottimizzare il sistema legislativo in materia di anticorruzione. «È necessario apportare cambiamenti al processo di selezione per la nomina del procuratore generale e dei funzionari dello State Bureau of Investigation, istituire un’agenzia forense indipendente e libera dalle pressioni esterne, oltre a rafforzare i diversi organi giuridici, tra cui l’Alta corte di giustizia».

Zelensky e l’endemica corruzione in Ucraina: sarà mai possibile estirparla?
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (foto Ansa).

Tema cruciale nel processo di adesione all’Unione europea

Le riforme in ambito giudiziario sono infatti un passo fondamentale nel processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Nel giugno 2022 la Commissione europea ha concesso all’Ucraina lo status di Paese candidato a entrare nell’Ue. Ha poi formalmente avviato i negoziati, articolati in sei gruppi tematici, nel giugno 2024. Tra giugno e luglio 2026 sono stati aperti due di questi cluster, di cui quello più importante riguarda le cosiddette «questioni fondamentali» come la riforma del sistema giudiziario, lo sviluppo di un’economia di mercato, la tutela dei diritti delle minoranze, la modernizzazione dell’amministrazione pubblica e la lotta contro il riciclaggio di denaro.

Bisogna guadagnare la fiducia dei partner europei e internazionali

Secondo Halushka, la lotta alla corruzione assume un’importanza fondamentale soprattutto per dimostrare ai partner europei e internazionali che l’Ucraina è disposta a seguire le direttive indicate dall’Ue e accelerare il processo di adesione. «Il popolo ucraino chiede da anni di entrare a far parte dell’Unione europea e il governo deve fare tutto il possibile affinché ciò avvenga nel minor tempo possibile. Un sistema legislativo e di lotta alla corruzione che funziona non serve solamente a dimostrare all’Ue i progressi compiuti dal Paese in questo ambito, ma è necessario anche dal punto di vista militare e diplomatico. In questo momento storico, con l’Ucraina impegnata in un conflitto da oltre quattro anni, è cruciale che gli aiuti economici forniti dai nostri alleati vengano utilizzati dal governo per sostenere l’esercito, la popolazione civile e migliorare l’amministrazione pubblica. Lottare contro la corruzione e il riciclaggio significa soprattutto evitare che questi fondi vengano utilizzati per scopi personali da coloro che sono incaricati di gestirli».