Morra: “I commercianti della movida chiedonouna maggiore attenzione”

di Monica De Santis

“I commercianti dell’Acs si sono rivolti a me oltre come sindaco di Pellezzano anche per il ruolo che ricopro nell’esecutivo regionale dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, per recepire le loro proposte e portarle all’attenzione del governatore della Regione Campania”. Così Francesco Morra, primo cittadino di Pellezzano, spiega l’incontro di ieri mattina a palazzo di città… “I commercianti sono preoccupati per l’inserimento nel tessuto socio economico del territorio di forze anomale che si stanno inserendo a seguito della chiusura di attività storiche, soprattutto in punti strategici della città e della provincia, dove, soprattutto in vista dell’estate, c’è molta attrazione turistica. I commercianti hanno delle difficoltà per quanto riguarda la legge Bersani sul rilascio delle concessioni e delle licenze. Chiedono attenzione maggiore in questa fase. Abbiamo affrontato poi il tema delle agevolazioni per il comparto – prosegue ancora Morra – ma siamo un po’ tutti bloccati da quello che sarà il riparto da parte del governo centrale delle risorse per il mancato incasso dei tributi e si sta cercando di intervenire con un ristoro di circa il 30-40%, con uno sgravio sui tributi locali”. Il sindaco Morra ha poi parlato anche della situazione idrogeologica che nell’ultimo inverno ha colpito duramente la sua cittadina… “Il territorio di Pellezzano è a rischio idrogeologico molto elevato. Abbiamo fatto richiesta per avere fondi in tal senso: per l’anno 2020 abbiamo ottenuto 2 milioni e mezzo dal ministero dell’Interno. Di cui 700 mila per la messa in sicurezza del costone crollato in via Vittorio Emanuele altri per Capezzano e Cologna. Poi, per 700mila euro abbiamo avuto un finanziamento per il vallone di Coperchia che crea notevoli disagi per i cittadini. Ed ora stiamo intervenendo con dei lavori di messa in sicurezza del muro di contenimento per la riapertura dalla prossima settimana almeno di una corsia della Sp 27”. Morra illustra anche il piano sicurezza messo in atto nelle scuole del territorio…. “Siamo stati tra le poche amministrazioni a installare sanificatori certificati in tutte le scuole con un rilevatore dell’aria per fronteggiare l’aria satura. Attualmente non registriamo casi positivi all’interno della comunità scolastica. Ma questo ovviamente non significa che abbiamo abbassato la guardia”.

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La storia di Abu Al Qassim: “In clinica non mi è concesso seguire il mio regime alimentare, ora basta”

di Erika Noschese

Ricoverato in clinica per alcuni accertamenti contrae il Covid e il suo ricovero si prolunga, inevitabilmente. A 36 giorni dal giorno del suo primo ingresso presso la struttura, non riesce ancora ad avere il pranzo o la cena richiesta, per ragioni legate alla religione. È la storia denunciata da Abu al Qassim, il salernitano convertitosi all’Islam, negli anni scorsi vittima anche di un’aggressione fisica da parte di alcuni salernitani, residenti proprio nei pressi della sua stessa abitazione. L’uomo, a causa di alcuni accertamenti è stato ricoverato presso una struttura di Pellezzano e, nel passaggio tra un “reparto” all’altro, in attesa dei dovuti accertamenti e analisi, si sarebbe contagiato. “Ero negativo al Coronavirus quando sono entrato in clinica ma sono stato spostato da un piano all’altro della struttura e poi sono risultato positivo dopo alcuni giorni di degenza, sono ricoverato in questa struttura da 36 giorni ma per fortuna sono asintomatico”, ha dichiarato Abu Al Qassim, spiegando che la sua religione impone un regime differente dal nostro. “Al momento del mio ricovero ho spiegato di non essere cattolico e che la mia religione vieta di mangiare carne di maiale, così ho chiesto di poter seguire un regime alimentare differente, senza avanzare pretese – ha aggiunto l’uomo – Non ho mai preteso una cucina a parte, solo per me ma la sostituzione di alcuni pasti, magari anche solo con del formaggio ma nonostante le numerose richieste non mi è stato mai concesso”. L’uomo, anche in passato, è stato costretto a ricoveri, tanto in ospedale quanto in cliniche pubbliche ma, ha ammesso, “non ho mai subito un trattamento simile, hanno sempre rispettato la mia religione e le mie necessità, sono un cittadino salernitano ho diritto anche io al rispetto della mia religione”. L’uomo pensa ora di rivolgersi alle autorità per il riconoscimento dei suoi diritti. Il suo stato di salute, infatti, non consente di rinuciare al pranzo o alla cena ma deve nutrirsi con una certa regolarità.

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