Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri

«Le donne sorreggono l’altra metà del cielo», recitava la celebre frase attribuita a Mao Zedong, uno degli slogan della parità di genere in Cina. Al Congresso delle donne cinesi del 2023, Xi Jinping ha chiesto: «Compagne, va promossa una nuova cultura del matrimonio e della maternità». Due formule che raccontano priorità diverse. Nella Cina maoista, la partecipazione delle donne alla produzione e alla vita pubblica serviva alla costruzione dell’economia socialista e alla rottura con l’ordine familiare tradizionale. Nella Cina alle prese con denatalità e invecchiamento, la famiglia è tornata al centro delle esigenze dello Stato.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Una statuetta di Mao Zedong (foto Ansa).

Il cambiamento emerge anche dal linguaggio dei media pubblici. In un nuovo studio, pubblicato su Frontiers in Sociology, sono stati analizzati 125.532 articoli pubblicati tra il 1990 e il 2023 sul Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del Partito comunista cinese. I ricercatori hanno rilevato una progressiva riduzione dell’associazione tra le donne e la sfera pubblica, mentre quella con maternità, famiglia e lavoro domestico è rimasta forte e sostanzialmente stabile.

Il richiamo alla vita pubblica è diminuito rapidamente fino al 2010

Nello studio si suddivide il vocabolario utilizzato dal quotidiano in due categorie. Da una parte parole legate alla vita pubblica come leader, combattente, carriera e imprenditorialità. Dall’altra famiglia, procreazione, lavoro domestico e madre amorevole. Hanno poi misurato quanto termini neutri come donna e femminile fossero associati ai due campi semantici. All’inizio degli Anni 90 la distanza era ridotta: la rappresentazione della donna come madre conviveva con quella della lavoratrice impegnata nella modernizzazione del Paese. Dalla fine del decennio le due traiettorie si sono separate. Il richiamo alla dimensione familiare è rimasto stabile, quello alla vita pubblica è diminuito rapidamente fino al 2010, assestandosi poi su livelli molto inferiori. Il divario ha raggiunto il massimo nel 2018.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Un ritratto di Xi Jinping al museo del Partito comunista cinese (foto Ansa).

Ancora nel 1992 il Quotidiano del Popolo titolava in prima pagina: “In passato si diceva che le donne fossero inferiori agli uomini, oggi sorreggono metà del cielo”. L’articolo raccontava una competizione tra lavoratori e celebrava il contributo femminile alla «modernizzazione socialista e alla riforma e apertura». Era sopravvissuta alla transizione post-maoista l’idea della donna come forza produttiva, alimentata dopo il 1949 (anno di fondazione della Repubblica popolare) anche dalla nuova legislazione sul matrimonio e dall’ingresso massiccio delle donne nell’istruzione e nel mercato del lavoro.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Una donna cinese assieme ai figli (foto Ansa).

I motivi della marcia indietro: crisi demografica e problemi col welfare

L’arretramento della dimensione pubblica è cominciato già prima dell’attuale crisi demografica. Gli autori lo collegano all’approfondimento delle riforme di mercato e alla ristrutturazione del welfare. Lo smantellamento di una parte dei servizi garantiti dalle unità di lavoro ha riportato sulle famiglie una quota crescente dei costi della cura dei figli e degli anziani, della gestione domestica e della cosiddetta riproduzione sociale. Un trasferimento che ha pesato soprattutto sulle donne e che il linguaggio dei media statali ha progressivamente incorporato.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Una donna con suo figlio in bicicletta a Shanghai, in Cina (foto Ansa).

Negli ultimi anni, a questa trasformazione strutturale si è aggiunta l’emergenza demografica. La popolazione cinese diminuisce e invecchia, mentre la fine della politica del figlio unico non ha prodotto il recupero delle nascite sperato da Pechino. Il passaggio prima ai due figli e poi ai tre è stato seguito da incentivi economici, congedi, sussidi locali e misure per abbassare i costi della crescita dei bambini. Parallelamente è cambiato il messaggio politico: matrimonio, maternità e famiglia sono diventati elementi della risposta alla contrazione della popolazione in età lavorativa e all’aumento della pressione sul sistema previdenziale.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Donne cinesi a Pechino (foto Ansa).

Pechino vuole più nascite, ma non può permettersi una ritirata dal lavoro

Da qui è arrivato l’appello di Xi sulla «nuova cultura del matrimonio e della maternità». Alle organizzazioni femminili è stata così affidata una funzione prettamente demografica, facendo un passo indietro sul tema della parità di genere. La strategia deve però tenere insieme esigenze difficili da conciliare. Pechino vuole più nascite, ma non può permettersi una ritirata delle donne dal mercato del lavoro mentre diminuisce la popolazione in età lavorativa. Il costo professionale della maternità resta elevato, così come lo squilibrio nella distribuzione delle responsabilità familiari. Dal 2020, non a caso, lo studio ha registrato una moderata ripresa dei riferimenti alle donne nella sfera pubblica, che gli autori collegano anche alle necessità del mercato del lavoro e all’attenzione internazionale sulla parità di genere.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Una donna cinese con suo figlio in braccio (foto Ansa).

Nei ruoli apicali della politica nessuna figura femminile

Ai vertici politici il movimento procede nella direzione opposta. Dal 2022 nessuna donna siede tra i 24 membri del Politburo del Partito comunista, per la prima volta in 20 anni. Sui media internazionali si è parlato molto della foto che ritrae le due delegazioni di Xi e Donald Trump, durante il loro vertice di maggio a Pechino: da ambo le parti c’erano solo uomini. In Cina, la leadership continua a rivendicare l’emancipazione femminile tra i risultati storici della Repubblica popolare, ma la presenza delle donne nei ruoli politici apicali diminuisce. Quasi scompare.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
L’incontro a Pechino il 14 maggio 2026 tra le delegazioni di Donald Trump e Xi Jinping: nessuna donna presente (foto Ansa).

Occhio: le giovani generazioni sono molto diverse dalle precedenti…

La spinta dall’alto verso matrimonio e maternità incontra però una società femminile molto diversa da quella delle generazioni precedenti. Più istruite, economicamente autonome e presenti nelle professioni urbane, molte giovani cinesi considerano sempre meno il matrimonio un passaggio obbligato: un sondaggio della Lega della gioventù comunista condotto tra giovani urbani aveva rilevato una propensione a non sposarsi nettamente più alta tra le donne che tra gli uomini, mentre il crollo delle registrazioni matrimoniali degli ultimi anni ha trasformato la tendenza in un problema demografico nazionale.

Contrordine, compagne! Le donne cinesi devono tornare a essere mogli e madri
Donne cinesi a Shanghai (foto Ansa).

Anche cinema e televisione hanno intercettato questa emancipazione quotidiana, mettendo sempre più spesso al centro delle storie donne single, divorziate, madri sole o insofferenti verso i ruoli tradizionali: ne sono un esempio i successi dei film Hi, Mom (2021) e YOLO: You Only Live Once (2024) scritti, diretti e interpretati dalla stand-up comedian Jia Ling, e il boom di Like a Rolling Stone, ispirato alla storia vera di una donna che a 50 anni abbandona famiglia e marito per attraversare in solitaria la Cina in automobile. C’è poi Her Story di Shao Yihui, diventato un caso proprio per il modo in cui affronta maternità, indipendenza economica e aspettative patriarcali.

In realtà, la leadership non chiede alle donne di rinunciare alla carriera, anche perché una Cina che invecchia non può permettersi di perderne il contributo al mercato del lavoro. Chiede piuttosto di sommare i ruoli: lavoratrici, mogli, madri e principali responsabili della cura familiare. Crescere un figlio è costoso per una coppia cinese, tra casa, istruzione e assistenza. Per una donna il conto comprende anche il rischio di rallentare o compromettere la carriera. Tanto che forse si finisce così di chiedere alle donne della nuova era cinese di caricarsi di un fardello più pesante: sostenere sia la sfera pubblica di lavoratrici sia quella privata di madri. Come se da sorreggere ci fosse più della metà del cielo.