Fondazione Cassa Rurale Battipaglia, aiuto a pediatria

Una monetina può sembrare poca cosa. Un centesimo, due centesimi: valori ormai quasi dimenticati, spesso lasciati in fondo a una tasca o in un cassetto. Ma tante monetine insieme possono diventare qualcosa di utile, concreto e importante per la comunità. È questo il senso di “Monetine in…utilissime”, il progetto con il quale la Fondazione Cassa Rurale Battipaglia apre il nuovo anno di attività e che è stato presentato IERI mattina nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la sede di Banca Campania Centro, ente fondatore della Fondazione. L’iniziativa prevede la raccolta delle monete da 1 e 2 centesimi attraverso appositi contenitori che saranno collocati anche nelle filiali di Banca Campania Centro. La raccolta avrà una durata di sei mesi e quanto ottenuto contribuirà all’acquisto di una strumentazione destinata all’UOC di Pediatria dell’Ospedale di Battipaglia, diretto dalla dottoressa Eleonora Ardia, presente alla conferenza stampa. Un progetto semplice solo in apparenza, perché accanto alla finalità concreta della raccolta porta con sé un messaggio più ampio: recuperare ciò che sembra non avere più valore e trasformarlo, attraverso la partecipazione di tante persone, in un gesto di solidarietà. Nessun gesto è troppo piccolo quando una comunità decide di farlo insieme. Alla presentazione hanno preso parte il presidente della Fondazione Franco Poeta e il presidente di Banca Campania Centro, Camillo Catarozzo, a testimonianza del rapporto tra la Fondazione e l’ente che l’ha costituita e continua ad accompagnarne l’azione sul territorio. La programmazione del nuovo anno sociale “Monetine in…utilissime” rappresenta il punto di partenza di un programma molto più articolato che la Fondazione svilupperà nei prossimi mesi, concentrando la propria attività soprattutto sulla conoscenza del territorio, sui giovani, sulla coesione sociale e sulla valorizzazione delle comunità locali. Tra i progetti di maggiore rilievo figura la ricerca sull’emigrazione giovanile, affidata a C. Borgomeo & Co., che interesserà quindici Comuni della provincia di Salerno: Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Cava de’ Tirreni, Eboli, Giffoni Valle Piana, Mercato San Severino, Montecorvino Rovella, Nocera Superiore, Olevano sul Tusciano, Pontecagnano Faiano, Salerno, San Cipriano Picentino, Serre e Siano. Alla realizzazione del Progetto contribuiranno i giovani Soci della Bcc del Club Kairòs che si occuperanno di somministrare i questionari e si confronteranno con la società di ricerca guidata da Carlo Borgomeo. A loro si sono uniti anche giovani rappresentanti dell’Associazione Scientiae Fabri Civitatis Campaniae e giovani laureati dell’Università di Salerno. L’obiettivo è comprendere dimensioni, motivazioni e conseguenze della partenza dei giovani dal territorio, andando oltre la semplice rilevazione statistica per raccogliere informazioni utili alla costruzione di politiche e iniziative capaci di creare nuove opportunità. A questa attività si affiancherà un focus sulle trasformazioni economiche e sociali del territorio, con particolare attenzione alle dinamiche dell’area agro-nocerino-salernitana. I “Quaderni della Fondazione” Tra le nuove iniziative assume particolare rilievo anche il progetto editoriale dei “Quaderni della Fondazione”, pensato come uno spazio stabile di approfondimento sui temi economici, sociali, culturali e civili che riguardano il territorio. Il programma prevede la pubblicazione di tre volumi all’anno, con l’ambizione di costruire nel tempo un patrimonio di studi, esperienze e riflessioni capace di accompagnare l’attività della Fondazione e di offrire strumenti di conoscenza anche alle istituzioni, alle associazioni e alla comunità locale. “Radici – Casa della Comunità di Battipaglia” Particolarmente significativo è inoltre il progetto “Radici – Casa della Comunità di Battipaglia”, legato alla possibilità di restituire ad una funzione sociale un bene confiscato alla criminalità in via Belvedere. L’idea della Fondazione è quella di contribuire alla nascita di uno spazio aperto alla comunità, alle associazioni, ai giovani e alle iniziative sociali: un luogo nel quale un bene sottratto all’illegalità possa diventare simbolicamente e concretamente patrimonio collettivo. È uno dei progetti attraverso i quali la Fondazione intende rafforzare nei prossimi anni il proprio ruolo non soltanto come soggetto erogatore, ma come promotore di reti, idee e processi di sviluppo sociale. Nella stessa direzione si collocano le iniziative rivolte ai giovani e alle fragilità sociali, tra cui il sostegno ad attività di ascolto e accompagnamento realizzate sul territorio. Una Fondazione che vuole conoscere prima di intervenire Il filo conduttore della nuova programmazione è la volontà di partire dalla conoscenza dei bisogni reali delle comunità. Ricerca, analisi, ascolto, cultura e solidarietà diventano così parti di un unico percorso: comprendere come sta cambiando il territorio e individuare, insieme alle istituzioni e alle realtà sociali, strumenti capaci di produrre effetti duraturi. In questa prospettiva anche un progetto apparentemente piccolo come “Monetine in…utilissime” acquista un significato più ampio. La Fondazione vuole partire infatti proprio da un gesto quotidiano, accessibile a tutti, per ricordare che una comunità cresce quando ciascuno è disposto a mettere a disposizione qualcosa: una moneta, un’idea, una competenza, una parte del proprio tempo.

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