El Salvador: a Salerno un angolo di Messico e Texas

A raccontare la storia di El Salvador è il suo proprietario, Umberto Russo, che nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza era già presente con altre attività. L’idea di dedicarsi alla cucina messicana nasce però quasi per caso, durante un viaggio di nozze. «Siamo stati in un villaggio dove c’erano diversi ristoranti – racconta Umberto – e sono rimasto colpito soprattutto da un locale messicano. C’erano tantissimi colori, una grande varietà di cibo, musica, allegria. Mi ha conquistato quello spirito così leggero e positivo, quel modo di vivere le cose giorno per giorno». Tornato a Salerno, l’occasione arriva quasi inaspettatamente: si libera un locale in via Roma. Un’opportunità che Umberto decide di cogliere, nonostante un momento economicamente tutt’altro che semplice. «Eravamo già molto impegnati con le altre attività e avevamo affrontato diversi investimenti. Quel locale era vuoto e abbiamo pensato: proviamo, almeno per un anno». Era il 2017 quando prende forma El Salvador. Anche il nome nasce da un gioco di parole e dalla volontà di richiamare immediatamente quell’universo latinoamericano che aveva ispirato il progetto. Fin dall’inizio, Umberto sceglie di puntare sulla formazione e sull’autenticità. Per diversi anni, cuochi messicani hanno affiancato lo staff, rimanendo a Salerno per mesi e contribuendo alla formazione della brigata. «Abbiamo fatto un vero e proprio training. Ancora oggi il personale è in continua formazione e cerchiamo di rispettare il più possibile usi, costumi e tradizioni della cucina messicana». Una filosofia che si riflette anche nella scelta degli ingredienti. La cucina di El Salvador utilizza infatti una grande quantità di prodotti freschi, lavorati quotidianamente. «Circa l’80 per cento dei prodotti che utilizziamo è fresco,il restante arriva proprio dal Messico.. La cucina messicana, per certi aspetti, può essere considerata vicina alla nostra cucina mediterranea: pomodoro, verdure, carne, sono ingredienti che conosciamo. Cambiano però gli abbinamenti, le spezie, le tecniche e soprattutto il modo di interpretarli». E qui arriva uno dei luoghi comuni che Umberto vuole sfatare: messicano non significa necessariamente piccante. «Non è assolutamente vero che tutto quello che si mangia in Messico sia piccante. È una cucina molto speziata e molto varia. Ci sono tantissimi piatti semplici, con verdure, mais, carne e salse. Il piccante è una possibilità, non un obbligo». Tra i piatti più richiesti ci sono naturalmente tacos e burritos, ma negli ultimi tempi sta crescendo anche l’interesse per la carne. La proposta di El Salvador si è infatti ampliata in direzione Tex-Mex e internazionale, con influenze argentine e americane. Tra le novità c’è il brisket, la punta di petto di manzo cotta lentamente per molte ore con spezie, fino a diventare tenerissima e succulenta. Una preparazione che richiede tempo e pazienza, ma che rappresenta bene la volontà del locale di proporre una cucina sempre più ampia. «Vogliamo dare la possibilità alle persone di scegliere qualcosa di diverso. Se vieni qui devi essere pronto a dimenticare, per una sera, pizza, parmigiana e spaghetti. Devi avere voglia di assaggiare qualcosa di nuovo». Ed è proprio questa la carta vincente di El Salvador: non soltanto mangiare, ma vivere un’esperienza. L’ambiente richiama il mondo latinoamericano, la musica contribuisce a creare un’atmosfera allegra e coinvolgente e la proposta gastronomica permette di costruire una vera e propria serata a tema. Non mancano i cocktail tipici, dal Margarita al Paloma, pensati anche per accompagnare le diverse portate. Il locale può accogliere circa un centinaio di persone, tra gli spazi interni e quelli esterni, e la sua posizione centrale lo rende facilmente raggiungibile anche per chi arriva da fuori Salerno. «Abbiamo ormai uno zoccolo duro di clienti molto affezionati. Vengono da Salerno, ma anche dal Cilento, dall’Agro Nocerino, da Napoli e persino da Caserta. Questo per noi è una grande soddisfazione». Una clientela trasversale, fatta di giovani, famiglie, appassionati di cucina etnica e anche turisti. Un pubblico che spesso arriva per curiosità e torna perché trova qualcosa di diverso. Tra le iniziative più apprezzate c’è il Taco Tuesday, una consuetudine nata negli Stati Uniti e ormai diventata un appuntamento anche da El Salvador: il martedì, acquistando due tacos, il terzo viene offerto. Un modo semplice e divertente per avvicinare anche chi non conosce ancora la cucina messicana. Grande attenzione viene riservata inoltre alle tradizioni e alle festività messicane. Tra gli appuntamenti più importanti c’è la celebrazione del Día de los Muertos, che Umberto organizza da diversi anni. «È una tradizione che mi ha sempre affascinato. Quello che mi piace è il modo in cui la cultura messicana vive il rapporto con la morte: non come qualcosa di esclusivamente triste, ma come celebrazione della vita, della memoria e del legame con le persone care». Una filosofia che si traduce in colori, decorazioni, musica e simboli, trasformando il locale in un piccolo angolo di Messico nel cuore di Salerno. Ma El Salvador guarda anche alla contaminazione. Il termine Tex-Mex racconta proprio l’incontro tra la cucina messicana e quella texana e americana. Nel menu trovano così spazio anche hamburger e altre proposte che escono dai confini della tradizione messicana più pura. «Il nostro obiettivo è continuare ad aggiungere qualcosa, senza perdere la nostra identità». E dietro il progetto c’è anche una dimensione familiare. Umberto porta avanti l’attività insieme alla moglie che si occupa del B&B “Anema e Cor”, condividendo impegni e responsabilità di una realtà che, partita quasi come una scommessa, è riuscita a costruirsi negli anni una propria identità. Oggi El Salvador è molto più di un pub messicano. È un luogo dove si viene per mangiare tacos, burritos, carne e specialità Tex-Mex, ma anche per ascoltare musica, bere un Margarita, stare insieme e lasciarsi coinvolgere da un’atmosfera diversa. Raffaella D’Andrea

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