Jannik Sinner è all’ospedale San Raffaele di Milano per accertamenti programmati dopo il malore che lo ha colpito al Roland Garros, con conseguente eliminazione al secondo turno dello Slam francese: l’intenzione del tennista numero uno al mondo è capire bene cosa gli è successo a Parigi nel match contro Juanma Cerundolo, dove era avanti due set e 5-1 nel terzo, prima del tracollo.
Jannik Sinner (Ansa).
Fino al malore Sinner aveva giocato (e vinto) ininterrottamente da marzo
L’eliminazione al Roland Garros è avvenuta il 28 giugno: fino al colpo di calore che lo ha steso a Parigi, Sinner aveva giocando ininterrottamente da marzo, collezionando vittorie a Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid e Roma. Mercoledì 10 marzo riprenderà gli allenamenti a Monte Carlo e, come già annunciato, non giocherà nessun torneo sull’erba prima di Wimbledon.
Il cambio di programma di Sinner, che era atteso per i test al JMedical di Torino
Il fuoriclasse azzurro era atteso inizialmente a Torino al JMedical, il centro medico della Juventus a cui già in passato si era rivolto in altre occasioni. Poi il cambio di programma: relax al mare in Sardegna con la compagna Laila Hasanovic, in attesa degli accertamenti clinici riprogrammati a Milano.
Inizia l’era Sae a La Stampa: sarà Antonio Di Rosa il nuovo direttore del quotidiano appena passato da Gedi al gruppo guidato da Alberto Leonardis. L’indicazione è arrivata dalla prima riunione del nuovo consiglio d’amministrazione. Ad affiancare il 75enne Di Rosa, che assumerà l’incarico dal primo luglio, ci saranno Luciano Tancredi, come vicedirettore vicario, e Alessandro De Angelis, in qualità di vicedirettore. Confermato Giuseppe Bottero, che mantiene la delega per lo sviluppo digitale della testata.
La lunga carriera e le tante direzioni di Di Rosa
Di Rosa – da tempo molto vicino a Leonardis – è già direttore editoriale del gruppo Sae, che negli ultimi anni ha messo insieme un sistema di quotidiani locali acquistati da Gedi. Era stato già a La Stampa dal 1984 al 1996, quando era stato chiamato da Paolo Mieli al Corriere della Sera come vicedirettore. Da via Solferino era poi passato a dirigere il Secolo XIX e poi la Gazzetta dello Sport. Successivamente è stato direttore dell’agenzia LaPresse e de La Nuova Sardegna, quotidiano rilevato nel 2023 da Sae.
Luciano Tancredi e Alessandro De Angelis (Imagoeconomica)
Chi sono Tancredi e De Angelis, che lo affiancheranno
Tancredi, per 25 anni al Messaggero e attuale direttore de La Nuova Sardegna, ha guidato anche Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. È stato direttore editoriale del gruppo Sae. De Angelis, firma politica ed editorialista de La Stampa, ha contribuito alla nascita dell’edizione italiana di HuffPost, di cui è stato vicedirettore.
Dopo sei mesi di attesa, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha nominato il nuovo cda delle Gallerie degli Uffizi per il periodo 2026-2031. Tra i componenti figurano nomi considerati vicini all’attuale maggioranza di governo tra cui Alessandro Campi, storico collaboratore di Gianfranco Fini, Carlo Deodato, segretario generale di Palazzo Chigi, e Stefano Mugnai, già esponente di Forza Italia candidato presidente della Toscana nel 2015. A rappresentare il profilo più strettamente legato al mondo dell’arte è invece Carmen Bambach, tra le maggiori esperte di Leonardo e attualmente responsabile del dipartimento Disegni e stampe del Metropolitan Museum of Art di New York. Proprio questo ruolo ha generato alcune discussioni, con l’ombra di interferenze con un museo che spesso chiede prestiti alle Gallerie. Del nuovo cda fa parte di diritto anche il direttore degli Uffizi, Simone Verde.
Il partito filoeuropeo Contratto Civile, già al governo in Armenia, ha vinto le elezioni parlamentari che si sono tenute nello Stato caucasico. Il risultato conferma Nikol Pashinyan come primo ministro (è in carica dal 2018) e consolida l’allontanamento del Paese dalla Russia dopo decenni in cui l’Armenia, ex repubblica sovietica, era rimasta nella sfera di influenza di Mosca.
Nikol Pashinyan (Ansa).
Pashinyan si è impegnato a continuare il percorso di avvicinamento all’Europa
Contratto Civile ha ottenuto il 49,81 per cento circa dei voti: Pashinyan ha dichiarato che il suo partito governerà da solo, senza alleanze. La principale formazione dell’opposizione, Armenia Forte del miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan (che ha denunciato violazioni e repressione), ha ottenuto il 23 per cento. In parlamento entreranno anche altre due forze di opposizione: l’alleanza Armenia dell’ex presidente Robert Kocharyan e il partito Armenia Prospera. Subito dopo la certezza della vittoria, Pashinyan si è impegnato a continuare il percorso di avvicinamento con l’Occidente, sviluppando allo stesso tempo relazioni amichevoli con la Russia.
Dear @NikolPashinyan, congratulations on your electoral victory.
The spirit of the Velvet Revolution you led in 2018 is alive and well.
We deeply value our partnership with a democratic Armenia that is drawing ever closer to Europe.
Armenia can count on us.
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) June 8, 2026
«Caro Pashinyan, congratulazioni per la tua vittoria elettorale. Lo spirito della Rivoluzione di velluto che hai guidato nel 2018 è vivo e vegeto», ha scritto Ursula von der Leyen su X: «Valutiamo profondamente la nostra partnership con un’Armenia democratica che si sta avvicinando sempre di più all’Europa. L’Armenia può contare su di noi».
Voto in Armenia (Ansa).
Il primo ministro confermato vuole porre fine al lungo conflitto con l’Azerbaigian
Questa tornata elettorale era di fatto un referendum su Pashinyan e e sulle due decisioni fondamentali prese come premier: quella di avvicinarsi all’Ue (mentre la Russia rimane il più importante partner commerciale) e quella di porre fine al lungo conflitto con l’Azerbaigian – iniziato con la dissoluzione dell’Urss – che vede al centro il Nagorno-Karabakh, regione formalmente azera ma abitata da persone di etnia armena. Sostanzialmente perso nel 2023 il territorio (che controllava dal 1993), Erevan dovrà affrontare con Baku la questione dell’exclave azera del Nakhchivan. «Il popolo armeno ha votato per la pace, la prosperità regionale e la cooperazione regionale, e spero che questo venga accolto positivamente da Turchia e Azerbaigian», ha dichiarato Pashinyan. Nel conflitto per il Nagorno-Karabakh l’Armenia è stata sostenuta dalla Russia (che impegnata in Ucraina non ha fatto molto), mentre l’Azerbaigian ha potuto contare sull’appoggio della Turchia.
Un aereo della Nato ha abbattuto un drone che sorvolava la Lettonia. Lo hanno annunciato le forze armate del Paese, secondo quanto riportato dai media locali. Intorno alle 9:20, è stato emesso un avviso riguardante i comuni di Ludza, Balvi e Alūksne, nella zona Est dello Stato, in merito a una potenzialeminaccia allo spazio aereo.
Aveva lavorato a film come Star Crash o Ercole, ma anche a Fantaghirò.
A fine maggio è morto Armando Valcauda, modellista e esperto di effetti visivi ed effetti speciali torinese. Aveva iniziato la sua carriera nel 1961, assunto dallo studio pubblicitario di Armando Testa a Torino: disegnava tempera e plastilina modellata. Aveva poi collaborato alla realizzazione di pupazzi e modelle negli spot televisivi del Caffè Paulista e, negli anni successivi, ad altri cortometraggi pubblicitari.
Ispirato dai film in stop-motion di Ray Harryhausen, aveva animato oggetti di carta e realizzato anche brevi video animati. Valcauda collaborò con... - Leggi l'articolo
Dalla balena bianca di Melville a quelle dei romanzi di oggi, Franco Piccinini ci racconta come i cetacei hanno ispirato anche la science fiction.
Vi ricordate le balene di Star Trek IV – Rotta verso la Terra? Erano, nella fattispecie, delle megattere e nel quarto film della saga cine-televisiva creata da Gene Roddenberry aiutano il capitano Kirk e il suo intrepido equipaggio a salvare la Terra del futuro, dove purtroppo sono estinte. L'equipaggio dell'Enterprise, infatti, è costretta a viaggiare indietro nel tempo, fino agli anni Ottanta, per recuperarne una coppia da riportare nel futuro, perché solo loro sono in grado di dialogare con degli alieni che hanno intenzione di distruggere il nostro pianeta. Del... - Leggi l'articolo
LIBRI - Editoria - 8 giugno 2026 - articolo di Carmine Treanni
Tra i giochi più giocati qualche anno fa, il gioco di Forest Willard è arriveta in streaming su Paramount+.
Pubblicato nel 2018 dallo studio Innersloth, Among Us è stato per un certo periodo uno dei giochi più popolari, prima su Android, poi su Windows e varie consolle. Durante la pandemia il suo successo è stato un vero fenomeno planetario.
Il gioco è ambientato su una nave spaziale che trasporta spazzatura, con un equipaggio di omini monocromatici. Ma c'è un impostore a bordo, e bisogna scoprire chi è.
Un po' a sorpresa la serie è già arrivata in streaming su Paramount+. La serie è prodotta da Owen Dennis, ma tra i... - Leggi l'articolo
Stargate chiude prima di aprire; Star Trek torna al formato classico; i Premi Locus, la nuova stagione di Silo, Delos 276 e le grandi saghe della fantascienza.
C'è grossa crisi, come diceva Guzzanti. Va be', ce ne sono tante grosse crisi e molto più drammatiche, ma anche la fantascienza televisiva vive la sua. Ricapitoliamo: Star Trek in tv per ora è fermo, non ci sono programmi per il futuro. C'è qualcosa di già pronto e ne avremo ancora fino all'anno prossimo, poi stop. Doctor Who ha mollato Disney e ci sono seri dubbi che possa riprendere da qualche altra parte, l'attore ha finito il contratto, uno nuovo non lo si trova (o non lo si cerca), Russell T Davis non si sa bene se sia ancora in charge di qualcosa.... - Leggi l'articolo
Se avessi la possibilità di vivere per sempre, la coglieresti? Un corto sul tema della morte e dell'immortalità
Who wants to live forever?, faceva una famosa canzone dei Queen tratta dalla colonna sonora del film Highlander. Film che trattava anche il tema di questo corto, The Immortal, diretto da Carl Firth, anche se in questo breve filmato di quindici minuti si va decisamente più il là con le conseguenze. Il protagonista, interpretato dall'attore australiano Guy Edmonds, resta sconvolto dalla morte del nonno (James Cromwell) e poi da quella prematura del padre, e decide di opporsi alla morte. Finché non trova il modo di diventare immortale. Le cose si complicano quando si... - Leggi l'articolo
«Una Banca di Sviluppo dovrebbe essere istituita al più presto». Era stato questo il passaggio più concreto del discorso programmatico di Xi Jinping sul futuro dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), pronunciato durante il summit di Tianjin lo scorso settembre. Ora la SCO prova ad accelerare e seguire l’indicazione del presidente cinese, con possibili sviluppi in vista del nuovo vertice annuale di fine agosto in Kirghizistan. Una mossa che potrebbe fornire un nuovo braccio finanziario al blocco eurasiatico, di cui fanno parte tra gli altri Cina e Russia, utile a schermarsi da dazi e sanzioni di Stati Uniti e Occidente.
Xi Jinping (Ansa).
Lo spartiacque della guerra commerciale
Nata nel 2001 per rafforzare la cooperazione tra Cina, Russia e le repubbliche dell’Asia centrale, la SCO oggi rappresenta quasi la metà della popolazione mondiale e una quota crescente della produzione economica globale. L’ingresso di India, Pakistan e successivamente Iran ha ampliato enormemente il peso dell’organizzazione, trasformandola in uno dei principali forum del cosiddetto Sud globale. La SCO è tradizionalmente una piattaforma che si concentra su temi di sicurezza, la cui attività operativa si è sempre limitata ad azioni antiterrorismo e antidroga. Ma, dopo la guerra commerciale del 2025, l’intenzione pare quella di dare una dimensione più operativa al al gruppo che vede tra i suoi membri anche Iran, India, Pakistan, Bielorussia e quattro repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale: Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le consultazioni tecniche tra i governi dei 10 Stati membri, con Pechino che ha elevato il tema a priorità strategica, chiedendo che la banca venga istituita «il prima possibile».
Ad aprile, durante una conferenza nella città cinese di Xi’an, i membri della SCO hanno discusso i settori prioritari da finanziare, i meccanismi di finanziamento non sovrano e l’utilizzo delle valute nazionali e di strumenti finanziari alternativi per costituire il capitale statutario della banca. L’obiettivo è arrivare al summit di Bishkek con progressi tangibili, anche se la nascita formale dell’istituzione potrebbe richiedere ancora tempo.
Vladimir Putin e Narendra Modi al meeting della SCO a Tianjin, nel settembre 2025 (Ansa).
Cina e Russia vogliono ridurre la vulnerabilità alle pressioni occidentali
Per i Paesi dell’Asia centrale, la banca potrebbe rappresentare una nuova fonte di finanziamento per infrastrutture, trasporti, energia e digitalizzazione. Per Cina e Russia, invece, significherebbe dotare il blocco di uno strumento finanziario capace di sostenere l’integrazione economica eurasiatica e ridurre la vulnerabilità alle pressioni occidentali. Secondo diversi analisti, l’idea dell’istituto finanziario rappresenta un tassello fondamentale della più ampia strategia cinese volta a ridurre la dipendenza dei Paesi emergenti dai circuiti finanziari dominati dal dollaro statunitense. Il progetto ha assunto particolare rilevanza dopo l’invasione russa dell’Ucraina e la conseguente ondata di sanzioni occidentali. L’esclusione di molte istituzioni finanziarie russe dai circuiti dominati dal dollaro e dall’euro ha accelerato la ricerca di strumenti alternativi. Una banca multilaterale della SCO potrebbe contribuire a finanziare investimenti, facilitare i pagamenti transfrontalieri e sostenere il commercio tra i membri senza fare affidamento sulle infrastrutture finanziarie occidentali.
Xi Jinping e Vladimir Putin (Ansa).
Il processo di dedolarizzazione coinvolge anche i BRICS
Il piano si inserisce nel processo più ampio di dedollarizzazione che coinvolge sia la SCO sia i BRICS, che a loro volta hanno da tempo istituito una banca di sviluppo. Negli ultimi anni le transazioni regolate in yuan, rubli e rupie sono aumentate in maniera significativa. La Cina e la Russia effettuano ormai quasi tutti gli scambi bilaterali nelle rispettive valute nazionali, mentre anche India e numerosi Paesi dell’Asia centrale stanno incrementando l’utilizzo delle proprie monete nei rapporti commerciali regionali. Dal 2015 al 2024, lo yuan ha visto una crescita costante come valuta di riferimento negli scambi intra-SCO e BRICS. Si partiva da una quota del 10 per cento sul totale nel 2015, salita al 22 per cento nel 2020 e fino a raggiungere circa il 44 per cento nel 2024. In generale, nell’arco di un decennio, l’uso delle valute nazionali nei circuiti SCO e BRICS è passato da una condizione marginale (poco più del 20 per cento complessivo nel 2015) a coprire oltre due terzi degli scambi nel 2024, segnando un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale dipendenza dal dollaro.
L’internazionalizzazione dello yuan è una priorità strategica
Per Pechino, la banca della SCO rappresenterebbe un ulteriore strumento per promuovere l’internazionalizzazione dello yuan. La leadership cinese considera il rafforzamento della propria valuta una priorità strategica. Nonostante il peso economico della Cina, lo yuan continua a occupare una posizione relativamente marginale nei pagamenti globali rispetto al dollaro statunitense. Attraverso nuove istituzioni finanziarie, sistemi di pagamento alternativi e l’espansione delle transazioni in valuta locale, Pechino punta a ridurre il divario. La creazione della banca si collega anche alle recenti aperture della Cina verso l’utilizzo di stablecoin ancorate allo yuan e ai progetti di diffusione internazionale dello yuan digitale.
Un cambio valute yuan dollaro (Ansa).
Gli ostacoli: dalla governance alle rivalità tra membri
Restano ancora degli ostacoli da superare per arrivare al risultato. Uno dei nodi principali riguarda la governance. Stabilire quanto capitale dovrà versare ciascun Paese e come distribuire il potere di voto rappresenta una questione estremamente delicata.
La Cina, in virtù delle sue dimensioni economiche, sarebbe inevitabilmente il principale contributore. Gli altri membri, però, potrebbero temere che ciò si traduca in un’influenza eccessiva di Pechino sulle decisioni strategiche della banca. Anche la posizione della Russia presenta elementi di ambiguità. Mosca ha formalmente sostenuto il progetto, ma secondo alcuni osservatori il Cremlino non avrebbe particolari incentivi a promuovere attivamente una nuova istituzione che potrebbe sovrapporsi al ruolo della Eurasian Development Bank, organismo nel quale la Russia esercita una forte influenza.
Le rivalità interne tra i membri della SCO rappresentano un ulteriore fattore di complessità. L’organizzazione riunisce potenze nucleari rivali come India e Pakistan, economie molto diverse tra loro e Paesi che mantengono priorità strategiche asimmetriche. Storicamente, le tensioni tra Cina e India hanno rappresentato un limite alla piena integrazione del blocco. A tutto questo, si aggiunge la variabile Iran, che aggiunge volatilità dopo la guerra contro Stati Uniti e Israele.
La transizione verso un sistema più multipolare
Eppure, in Cina sono convinti che la creazione della banca di sviluppo della SCO sia solo questione di tempo. Non si tratta di un tentativo di sostituzione dell’ordine finanziario esistente. Il dollaro rimane largamente dominante nei pagamenti internazionali, nelle riserve valutarie e nei mercati finanziari. La banca della SCO potrebbe però diventare uno dei simboli della transizione verso un sistema internazionale più frammentato e multipolare, in cui la Cina mira a far pesare il suo ruolo anche sul fronte finanziario.
Luigi Brugnaro, ex sindaco di Venezia (dal 2015 al 2026), è stato rinviato a giudizio per la presunta violazione della legge sulle spese elettorali relativamente alla campagna per le Amministrative del 2020. Al centro dell’inchiesta che ha portato al processo, un presunto “sforamento” del tetto di spesa elettorale attorno ai 300 mila euro. Con Brugnaro andranno a processo – a vario titolo per falso e finanziamento illecito – anche l’ex capo di gabinetto Morris Ceron, il mandatario delle spese elettorali Adriano Giugie e Walter Bianchi, del Consorzio produzione e sviluppo Nordest. Il processo inizierà il 21 settembre.
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio quattro medici che ebbero in cura il giornalista Andrea Purgatori, morto il 19 luglio 2023. Al radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, entrambi appartenenti alla sua equipe, e il cardiologo Guido Laudani, viene contestato il reato diomicidio colposo. Il processo inizierà il 12 gennaio 2027.
La richiesta di rinvio a giudizio era arrivata a marzo 2025
La procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine per omicidio colposo in relazione alla morte di Purgatori a seguito di una denuncia della famiglia, che aveva chiesto di per fare chiarezza sulla correttezza della diagnosi refertata al giornalista e delle cure a cui era stato sottoposto. La richiesta di rinvio a giudizio per Gualdi, Di Biasi, Colaiacomo e Laudani era arrivata a marzo del 2025: secondo i pm i quattro avrebbero in effetti commesso errori diagnostici e somministrato terapie non adeguate.
Andrea Purgatori (Imagoeconomica).
La morte sarebbe stata causata da una catena di errori
Purgatori, affetto da tumore polmonare, è infatti morto a causa di un’endocardite infettiva (ovvero un’infiammazione delle valvole del cuore) non riconosciuta in tempo: l’errata diagnosi iniziale di metastasi cerebrali, formulata da Gualdi dopo una risonanza magnetica, avrebbe portato a cure inutili e debilitanti. A questo si aggiungono errori di valutazione su una grave ischemia. La catena di errori sarebbe iniziata addirittura un mese prima della morte del giornalista.
È morto all’età di 93 anni Giuseppe “Peppo” Sacchi, di fatto inventore della televisione privata e libera in Italia con il lancio nel 1972 di Telebiella, creata assieme alla moglie Ivana Ramella. Con lui lavorarono Enzo Tortora e Bruno Lauzi. E da questa emittente è partita inoltre la carriera di Ezio Greggio.
Il lancio di Telebiella e la sentenza della Corte Costituzionale
Nato a Como, Sacchi si era trasferito nel Biellese negli Anni 50, dopo aver lavorato in Rai, dove aveva realizzato alcune trasmissioni anche in ambito musicale. In Piemonte fondò nel 1971 Telebiella, primo esperimento di emittente locale in Italia, che iniziò le sue trasmissioni via cavo il 6 aprile 1972 lanciando lo spunto a Silvio Berlusconi per la creazione dei network televisivi privati. La novità, che sfidava il monopolio Rai, portò a un braccio di ferro legale, terminato nel 1974 con la sentenza della Corte Costituzionale che dette il via libera a Telebiella dopo un’iniziale chiusura forzata delle trasmissioni.
Il ricordo del ministro Pichetto Fratin: «Pioniere della tv privata italiana»
Questo il ricordo di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Sacchi è stato un pioniere della televisione privata italiana: con la sua Telebiella ebbe il coraggio e la determinazione di guardare oltre il modello del tempo, aprendo una nuova pagina del rapporto tra tv e cittadini nel Paese. La sua scomparsa mi addolora, perché prima di un grande professionista e di un innovatore è stato un vero amico, profondamente legato al Biellese, suo territorio di adozione».
Gli Stati Uniti hanno consegnato alla Nato un documento che contiene un piano per la riduzione della presenza militare americana in Europa, inclusi aviazione e marina. A rivelarlo è il quotidiano tedesco Welt, che ha analizzato il testo presentato all’Alleanza, secondo cui il motivo di questo disimpegno sarebbe lo spostamento dell’attenzione strategica degli americani verso la regione del Pacifico. Per quanto riguarda i mezzi schierati, le prime riduzioni riguardano le forze aeree. Il numero di aerocisterne KC-135 fornite dagli Stati Uniti all’Alleanza verrebbe ridotto da 71 a 63. Gli otto moderni KC-46 sarebbero completamente rimossi dalla pianificazione, i caccia F-16 passerebbero da 99 a 63 unità e gli F-15E da 54 a 36. Washington prevede inoltre di eliminare dalla pianificazione Nato tutti i droni da ricognizione strategica a lungo raggio e di ridurre quasi della metà il numero dei droni d’attacco MQ-9. Riduzioni anche per la componente navale, per gli aerei da pattugliamento marittimo e per l’aviazione bombardiera. Il quotidiano tedesco sottolinea che la questione di come colmare le lacune sarà discussa a metà giugno dai ministeri della Difesa dei Paesi alleati.
Giorgia Meloni ha annullato all’ultimo la sua partecipazione al summit Ue-Balcani di Tivat, località del Montenegro affacciata sulle Bocche di Cattaro. Il motivo? Ufficialmente, la premier si è attardata alla presentazione di un francobollo a Reggio Calabria. Ma forse dietro c’è altro.
Meloni ha espresso «rammarico» per la disdetta
Il summit Ue-Balcani, che vedeva sul tavolo temi cruciali come l’allargamento dell’Unione europea e l’Ucraina era iniziato ieri sera, con la cena dei leader dei Paesi membri. Ed è proseguito questa mattina. Meloni era attesa alle 15, decisamente in extremis visto che il vertice si sarebbe dovuto concludere alle 15:30. Ma alle 14 è arrivata la disdetta: «A causa del protrarsi della cerimonia, Giorgia Meloni non potrà più partecipare al Vertice Ue-Balcani Occidentali. Meloni ha informato personalmente il presidente montenegrino Jacov Milatović e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, esprimendo il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione».
Giorgia Meloni accanto a Guido Crosetto alla cerimonia per il 212esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri (Ansa/X Arma dei Carabinieri).
Cosa ci sarebbe dietro il forfait di Meloni
Ufficialmente, Palazzo Chigi ha attribuito la mancata partecipazioni di Meloni al vertice Ue-Balcani alle lungaggini della cerimonia per il 212esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, iniziata alle 11, a cui la premier ha preso parte assieme ai ministri Guido Crosetto e Matteo Piantedosi. Meloni ha però poi deciso di partecipare anche alla presentazione di un francobollo dei Carabinieri ed è stato questo, di fatto, a impedirle di arrivare in tempo in Montenegro. Secondo quanto filtra da Roma, la presidente è molto scettica riguardo al coordinamento di Francia, Regno Unito e Germania con l’Ucraina, in vista delle trattative con la Russia, sia per l’esclusione dell’Italia, sia per la mancanza al tavolo degli Stati Uniti. Come riporta Bloomberg, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friederich Merz hanno in programma di incontrare nel fine settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«Contro di noi sono state dette solo tante falsità, siamo stati distrutti». Lo ha detto Jessica Moretti, rendendo una dichiarazione spontanea in apertura dell’interrogatorio a Sion nell’ambito dell’inchiesta sul rogo del Constellation, il locale di Crans-Montana di cui è proprietaria insieme al marito Jacques. Presenti la procuratrice generale aggiunta del Cantone vallese Catherine Seppey e una settantina di avvocati delle parti civili. L’imprenditrice ha assicurato di voler collaborare con gli inquirenti e ha evidenziato di aver sempre risposto alle domande. Nelle sue dichiarazioni, si è anche detta “dispiaciuta” dell’aggressione subita il 12 febbraio scorso con il marito Jacques da parte di un gruppo di genitori della vittime. «Siamo disposi a incontrare le famiglie, se lo vorranno», ha assicurato. Presente anche l’avvocato Romain Jordan, incaricato dal governo italiano nella costituzione di parte civile. Sono numerosi gli aspetti da chiarire durante il processo, a partire dalla gestione della serata, dal tema della formazione dei dipendenti, dal perché sono state chiuse le porte di sicurezza al perché c’era un solo ingresso per fare accedere e defluire le persone. E poi i temi economici legati ai profili di anti riciclaggio.
Il gup di Roma ha condannato in rito abbreviato a 6 anni e 4 mesiTancredi Antoniozzi, figlio del deputato di Fratelli d’Italia Alfredo, vicecapogruppo meloniano alla Camera: il 22enne, che faceva parte di una banda dedita alle rapine di orologi di lusso ai danni di coetanei nel quartiere Parioli, è stato anche ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione. Il gup ha inoltre disposto una condanna a 5 anni e 8 mesi per David Cesarini e a 3 anni per Manuel Fiorani. Assolto invece «per non aver commesso il fatto» Michael Giuliano, indicato inizialmente dall’accusa come uno dei membri del gruppo. Le indagini sulla “banda dei Rolex” era nata da un colpo messo a segno l’11 dicembre 2024: il gruppo aveva rapinato un ragazzo in via Cavalier d’Arpino, sottraendogli – sotto la minaccia di un coltello da cucina – un orologio modello Daytona da 20 mila euro. Antoniozzi avrebbe orchestrato il “colpo”, tentato poi di estorcere denaro al legittimo proprietario del Rolex in cambio della restituzione dell’orologio.
Giovedì, a Tor Bella Monaca, periferia romana, è stato inaugurato un campetto da basket. A un primo sguardo una non notizia, una cosuccia da niente che nemmeno meritava una brevina nelle pagine locali dello sport. E invece c’erano da leccarsi i baffi visti i partecipanti: tutti big della politica sono accorsi al piccolo evento che si è ‘celebrato’ in via Gabbiani, Municipio VI, il cui presidente Nicola Franco è di FdI. Con i fondi del Viminale, è stato tagliato il nastro di un campetto da basket. Assente il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri che ha delegato la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli. Presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, e poi alti gradi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Pure la banda. Guest star: Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia.
«Scende in campetto», si sentiva bisbigliare tra i presenti. Discorso alato quello del numero uno del Viminale: «Questa iniziativa è sostenuta da un concerto di istituzioni che qui vuole portare condizioni di sicurezza non solo attraverso l’ineludibile azione delle forze dell’ordine, ma anche attraverso la sollecitazione degli elementi della coesione sociale». Ovvero, lo sport. E qui arriva la lezione, che a molti è sembrata in versione Istituto Luce del ventennio in orbace: «Occorre dare ai giovani una disciplina, insegnare loro che darsi delle regole, che si fondono sul rispetto del prossimo e sulla capacità anche di piegare la testa quando arriva una sconfitta, predisponendosi al riscatto e preparandosi per la successiva vittoria, significa prepararsi alla vita». Non mancavano, tra il pubblico, gli atleti dei gruppi sportivi militari. Per Arianna Meloni è già cominciata la campagna elettorale sul territorio, nelle periferie, a cominciare da “Torbella”. In molti sono pronti a scommettere su una sua candidatura alle prossime Politiche. Una cosa è certa: quando la sorella della premier presenzia a un evento, i vip governativi accorrono in massa. Sarà anche perché «nel partito le liste dei candidati le fa lei», come malignano a via della Scrofa.
Fratoianni a Milano per Tax the rich
Si parla sempre di tasse, di imposte sulle successioni, accise e tutto ciò che fa fisco: ed ecco che venerdì a Milano spunta Nicola Fratoianni per un appuntamento targato The Left, ovvero il gruppo parlamentare europeo di cui fanno parte, per l’Italia, Sinistra Italiana e il M5s. Il titolo dell’incontro già la dice lunga: “Tax the rich”, ovvero tassa il ricco. E il Frato, come lo chiamano a Roma, la tocca piano: «Da quando è stata diffusa la notizia del meeting che come Alleanza della Sinistra Europea terremo a Milano si è scatenata una vera e propria tempesta mediatica da parte della destra e dei suoi giornali che ha dell’incredibile per virulenza, ossessione, manipolazione della verità. Ci dicono che vogliamo fare l’inutile caccia ai ricchi, che vogliamo graziare gli evasori fiscali e punire l’esausto ceto medio, che vogliamo mettere le mani nelle tasche degli italiani. Assurdo». E ancora: «Sono loro che da decenni in realtà mettono le mani delle tasche di quegli italiani che pagano fino all’ultimo centesimo e che vengono tassati ben oltre le loro capacità contributive». Inutile dire che nel governo di Giorgia Meloni i “meeting” come questi e l’idea di patrimoniali vengano salutati con favore e sono molto ben visti…
Nicola Fratoianni (Imagoeconomica).
Addio a Ettore Torri
Se n’è andato Ettore Torri, classe 1931, magistrato di lunghissimo corso che ha seguito inchieste “pesanti” durante la sua carriera, impegnandosi anche nella giustizia sportiva. Entrò in magistratura nel 1959, e per 47 anni è stato in forze alla Procura di Roma, assumendo gli incarichi più importanti. Le sue dichiarazioni sul doping fecero rumore, aprendo a tutti gli occhi su pratiche che venivano nascoste ma che in realtà erano troppo frequenti. Non aveva peli sulla lingua, quando doveva dire qualcosa non ci pensava due volte. I funerali si svolgeranno nella mattinata di sabato, a Roma, nella chiesa di San Gioacchino in Prati.
L’Azerbaigian si è ritrovato inaspettatamente (e suo malgrado) al centro dei due principali conflitti in corso. Secondo quanto riferito dalle autorità di Baku, cinque marinai azeri sono rimasti uccisi in un attacco di droni contro due navi cargo provenienti dalla Turchia e dirette in un porto russo, che si trovavano nel Mar d’Azov. Il raid, presumibilmente, è stato condotto dalle forze ucraine.
Le presunte operazioni di Israele in Azerbaigian
La notizia segue a stretto giro l’indiscrezione riportata dalla Cnn, secondo cui Israele – nell’ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente – ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d’élite in Azerbaigian nella sua guerra contro l’Iran. Le forze di Tel Aviv, spiega l’emittente americana, hanno operato da diverse località nell’Azerbaigian meridionale, cioè vicino al confine con la Repubblica Islamica, conducendo missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni.
Al via Mgi Italia, una società nata dalla joint venture tra un’azienda britannica, la Mgi Engineering Ltd, e una italiana, la Vigilar Group Spa, per la produzione di droni. La prima è una società di ingegneria con sede nell’Oxfordshire specializzata nell’ingegneria di sistemi ad alte prestazioni nei settori aerospaziale, della difesa e automobilistico. La seconda opera nei settori intelligence, sicurezza e servizi avanzati. «Crediamo che questa partnership rappresenti un passo importante verso la costruzione di un ecosistema di innovazione più forte e l’affermazione dell’Italia come hub strategico per il futuro sviluppo tecnologico e industriale», ha dichiarato Francesco Castro, ad di Vigilar Group. La sede della nuova società è a Modena. Il focus sarà quello di sviluppare soluzioni avanzate per la difesa, la sicurezza, l’aerospaziale e altri settori ad alto valore aggiunto.
In attesa di un volo Ita Airways nella lounge dell’aeroporto di Fiumicino, il senatore meloniano Roberto Menia si è scagliato contro una coppia omosessuale che, durante una videochiamata con amici, si era lasciata andare – a suo modo di vedere – a qualche carezza e abbraccio di troppo. «Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete», ha urlato l’esponente di Fratelli d’Italia alla coppia, formata da due uomini sulla quarantina: «Le effusioni fatevele a casa vostra, non qui». Vista l’ira di Menia, che non accennava a calmarsi, la coppia è stata costretta a chiamare una hostess di Ita Airways per chiedere aiuto.
Menia non si pente: «Sono stati poco civili»
«Sono stati poco civili. Si abbracciavano, si accarezzavano, ma si possono fare queste cose in un aeroporto? Non cambio idea. Questi signori non possono fare quello vogliono. È cattiva educazione», ha detto Menia raggiunto da Repubblica, senza dimostrare alcun pentimento. Il senatore ha poi smentito di aver aggredito verbalmente la coppia perché omosessuale: «Vale anche per un uomo e una donna, vale per tutti. Non c’è una categoria superiore a un’altra. E dopo tutto questo si sono permessi di fare un’altra videochiamata e hanno ricominciato a toccarsi». Sul posto era presente anche il senatore del M5s Luca Pirondini: «Ho detto a Menia che non doveva permettersi, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa».
È morta a 89 anni Vania Traxler, Signora del cinema d’autore italiano. Milanese cresciuta a Bologna, di origine ebraica, erede di una importante famiglia di esercenti, produttori e distributori, nel 1976 fondò la società di distribuzione Academy Pictures, con la quale iniziò a distribuire film d’essai facendo conoscere al grande pubblico importanti registi come Peter Greenaway, Wim Wenders, Éric Rohmer, Jim Jarmusch, Atom Egoyan, Pedro Almodóvar, Krzysztof Kieślowski e Spike Lee. La metodologia di lavoro consisteva nella fidelizzazione del pubblico attraverso la promozione del film e l’attivazione di un rapporto di fiducia con gli esercenti, i quali finivano per dare spazio anche ai film considerati più deboli del loro listino. Negli anni successivi ha continuato il lavoro di distributrice di cinema d’autore internazionale fondando prima la Lady Film e poi la Archibald Enterprise Film.
«Punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia»
«Addio indimenticabile Vania, donna forte, bellissima e dal temperamento inimitabile. Autentica donna di cinema e abile cuoca». Così la casa editrice Edizioni Sabinae con cui aveva pubblicato Sognavamo al cinema, che raccontava la sua avventura imprenditoriale. «Con lei se ne va un punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia», ha aggiunto la Federazione italiana cinema d’essai. «La sua Academy Pictures, fondata assieme al marito, ha contribuito allo sviluppo del cinema d’essai in Italia, a partire da Il matrimonio di Maria Braun di Fassbinder nel 1978, proseguendo con Il cielo sopra Berlino, il cinema di Eric Rohmer, Peter Greenaway e una miriade di altri autori, maestri ed esordienti che hanno impreziosito la programmazione di un numero sempre crescente di sale che hanno creduto nella qualità autoriale e nella diffusione della cultura cinematografica. A lei, che oggi ci ha lasciati, va la nostra gratitudine per una vita di amore per il cinema».
Un drone navale è stato individuato nel porto di Costanza, sulla costa romena del Mar Nero, provocando l’immediata evacuazione dell’area da parte delle autorità. Pochi minuti dopo il ritrovamento, una forte esplosione è stata avvertita nella zona portuale. Il ministero della Difesa, confermando i fatti, ha reso noto che non ci sono feriti. Il mezzo senza equipaggio era stato localizzato presso una banchina utilizzata dall’Agenzia romena per il salvataggio della vita umana in mare (Arsvom). Simile a quelli usati nella guerra in Ucraina, è esploso autonomamente e non è chiaro a chi appartenesse. L’episodio arriva a pochi giorni da un altro incidente avvenuto nella Romania orientale, quando un drone russo di tipo Geran-2 si è schiantato contro un edificio residenziale a Galați, provocando un’esplosione, un incendio e il ferimento lieve di due persone.
Romania's Constanța Port cordoned off after an explosion. A naval drone was reportedly discovered nearby earlier this morning. pic.twitter.com/Hscd7XxzLF
Nel governo sono in corso riflessioni su come rimodulare gli aiuti contro il caro energia. Allo studio c’era l’ipotesi di un voucher per le fasce più fragili della popolazione, il cosiddetto bonus anti-rincari che nelle prime settimane della guerra in Medio Oriente era stato archiviato in favore del taglio generale delle accise, che però non sarebbe piaciuto per niente alla Lega. La misura non convincerebbe troppo nemmeno Fratelli d’Italia, nonostante uno degli sponsor di questo strumento fosse stato il ministro Adolfo Urso. Per il momento quindi, non se ne fa nulla, e in Cdm non sono arrivati provvedimenti per ovviare al caro energia. Si proseguirà dunque per qualche altra settimana con un nuovo taglio delle accise.
Confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni: Xi Jinping incontrerà Kim Jong-un a Pyongyang la prossima settimana, l’8 e il 9 giugno. Da quando è salito al potere, il presidente cinese ha visitato la Corea del Nord una sola volta finora, nel 2019. Ma, dopo anni di rapporti tiepidi, i due Paesi stanno rafforzando i loro rapporti, come aveva già dimostrato il viaggio di Kim a Pechino dello scorso settembre. Inoltre, ad aprile aveva viaggiato a Pyongyang il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. In più, da qualche tempo sono ripartiti i collegamenti aerei e ferroviari tra le due nazioni asiatiche.
Kim Jong-un (Ansa).
Perché Xi volerà da Kim in Corea del Nord
Negli ultimi anni, la Corea del Nord si è avvicinata alla Russia, stringendo accordi che prevedono la fornitura di petrolio, derrate alimentari e tecnologia in cambio di truppe e munizioni per la sua guerra intrapresa da Vladimir Putin in Ucraina. I due Paesi hanno anche siglato, nel 2024, un patto di difesa reciproca. Con il viaggio alle porte, Xi punta a riaffermare la propria influenza sulla Corea del Nord, anche (e soprattutto) per creare deterrenza contro un eventuale aumento della presenza militare Usa nella penisola coreana (dunque vicino alla Cina) e, in generale, nell’Asia-Pacifico. Inoltre, in uno scenario globale caratterizzato dal caos, Xi punta a presentare la Repubblica Popolare come una grande potenza in grado di dialogare con tutti, a differenza del grande rivale rappresentato dagli Stati Uniti.
Trump nel secondo mandato non ha ancora visto KIm
Durante il suo primo mandato, Donald Trump ha incontrato tre volte Kim in Corea del Nord per discutere del programma nucleare del Paese eremita, ma da quando il tycoon è stato rieletto alla Casa Bianca i due leader non si sono ancora rivisti di persona, nonostante la disponibilità – almeno a parole – a un nuovo bilaterale. Nel frattempo Xi è passato da una posizione intransigente sul nucleare nordcoreano a una più morbida, riavvicinandosi pertanto a Kim.
L’addio di Pina Picierno al Pd è stato salutato persino con gioia dagli schleiniani, che evidentemente non vedevano l’ora di liberarsene. Era già accaduto di recente con Elisabetta Gualmini e con Marianna Madia. Festeggiamenti sui social e nelle chat di partito; insomma viva e vibrante soddisfazione per essersi tolti un peso. Come se Picierno stesse bloccando il dibattito pubblico del Pd, ne impedisse lo svolgimento. Come se l’immagine del centrosinistra fosse stata fin qui appesantita dalla vicepresidente del Parlamento europeo.
L’intervento di Pina Picierno all’Assemblea Nazionale del Pd, 14 dicembre 2025 (Ansa).
Il renzismo di Schlein
Ragionevolmente non cambierà niente nel Pd, dove il dibattito pubblico è stato normalizzato con l’arrivo di Elly Schlein, la segretaria inclusiva che non sa ben gestire il dissenso politico; in questo ricorda alcuni aspetti deteriori di Matteo Renzi, anche se a nessuno verrebbe di ammettere che la leadership schleiniana è settaria quanto muscolare era quella dell’ex presidente del Consiglio.
È da quando Schlein ha vinto il congresso che la nuova maggioranza brinda e festeggia. Prima per aver ribaltato il risultato nelle primarie nel 2023, poi per aver azzerato la discussione in un partito litigioso nel quale la linea del segretario di turno è sempre stata impallinata sui giornali, in tv, sui social, un giorno sì e l’altro pure. Il risultato principale di Schlein è dunque quello di aver evitato il logoramento quotidiano che i suoi predecessori hanno sperimentato sulla loro pelle. L’assenza di un’alternativa politica forte – lo sconfitto Stefano Bonaccini si è presto unito al coro schleiniano – ha senz’altro aiutato.
Elly Schlein con Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).
Ciaoni progressisti anche a un pezzo di elettorato
Epperò, fra tutti questi festeggiamenti e brindisi e stelle filanti e giochi di luce stroboscopici, insomma fra tutti questi “ciaoni” in versione progressista non verrà il dubbio a qualcuno che un pezzo dell’elettorato forse non sarà felice del trattamento ricevuto per interposta Madia, per interposta Picierno?
Percularne uno per educarne cento non sembra essere la soluzione migliore per trattenere elettori che forse faticano a stare nel Pd di oggi e che avrebbero bisogno di incentivi a rimanere.
Non manca poi molto alle elezioni politiche e gli scenari di conflitto politico suffragati dai sondaggi testimoniano una vivace polarizzazione in vista del 2027, quando non ci sarà spazio – è vero – per cose centriste, ma ci sarà sempre tutto lo spazio per restare a casa.
Elly Schlein, Maurizio Landini e Roberto Speranza (Imagoeconomica).
La trappola identitaria della segretaria
La trappola identitaria di Schlein non è dunque solo programmatica – la solita patrimoniale – ma insiste su un desiderio di autosufficienza politica. Altro che campo largo, insomma, dove tutti coesistono nella pacifica competizione. Pluralismo è infatti cosa decido io, un po’ come capotavola è dove si siede Max D’Alema. Fin qui il Pd ha scambiato il risultato referendario di marzo per una proiezione politica sul 2027, ma già le elezioni di Venezia – con la vittoria del centrodestra al primo turno – hanno riacceso qualche pensiero funesto, come Fantozzi fu colpito da un leggerissimo sospetto: non è che Giorgia Meloni è tutt’altro che morta politicamente?
Elly Schlein con Marta Bonafoni (Imagoeconomica).
Il duello con Conte tornato in casacca gialloverde
In ogni caso, c’è da aspettarsi – come già sta succedendo a destra per via di Roberto Vannacci – che l’offerta politica del Pd si radicalizzi per rispondere alle fuoriuscite riformiste. D’altronde se la prospettiva è quella delle primarie di coalizione, con il duello fra Schlein e Giuseppe Conte, bisogna già acconciarsi alla singolar tenzone. Conte ancora una volta cerca di buttare la palla in tribuna, prima proponendo le primarie dopo aver appena vinto il referendum, poi rispolverando vecchie tematiche gialloverdi sulla sicurezza dopo il primo turno delle Amministrative.
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).
Il Pd rischia di non potersi tirare indietro nella gara al rialzo (o al ribasso, dipende dai punti di vista) con il M5s e non avrà molta pietà dei riformisti superstiti, nemmeno di quelli che si sono uniti armi e occhiali a goccia alla causa dello schleinismo, nella composizione delle liste elettorali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera indirizzata a Vladimir Putin proponendo un incontro per «porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi». «Oggi, la linea della guerra è la linea da cui deve partire la diplomazia. L’Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati», ha aggiunto nella missiva. «Questa è la prassi consolidata e gli attuali sviluppi relativi all’Iran non fanno che rafforzare questo concetto. Il tentativo di instaurare un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a dialogare». E ancora: «Dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l’Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti. Riteniamo che l’Europa debba far parte di questo processo, coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano far parte del processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo».
La replica di Mosca: «Zelensky è benvenuto per incontrare Putin in ogni momento»
Il Cremlino ha risposto alla lettera dicendo che Zelensky è benvenuto per incontrare Putin a Mosca «in qualsiasi momento». Lo hanno riportato i media statali citando il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che al presidente russo non era ancora stata mostrata la lettera di Zelensky. In un incontro con i massimi dirigenti delle agenzie di stampa internazionali, Putin ha detto che «non è necessario sospendere le ostilità per avviare i negoziati».
Su Urania Jumbo di giugno un romanzo di Nancy Kress e Robert Lanza basato sulla teoria del biocentrismo.
In questo romanzo scritto a quattro mani gli autori sono davvero una coppia improbabile: Nancy Kress e Robert Lanza.
La prima conosciutissima e amatissima dagli appassionati di fantascienza, il secondo praticamente sconosciuto nel campo ma scienziato importante e rispettato.
Alla base di Un altro scrutare c'è la teoria di Lanza del biocentrismo, che postula l'inesistenza dell'universo come realtà oggettiva ma lo mette in relazione con la coscienza umana, filtro che organizza spazio e tempo.
Non camminerò oltre sul ghiaccio sottile del biocentrismo, dato che non... - Leggi l'articolo
Il primo episodio sarà diponibile il 3 luglio e nel trailer scopriamo il destino di Juliette dopo il ritorno a casa
Tra le uscite seriali più attese di questa estate spicca la terza stagione di Silo, la claustrofobica serie Apple TV+ on protagonista Rebecca Ferguson (Dune). L'attrice, che interpreta la protagonista Juliette, ha già vissuto nelle prime due stagioni dell'adattamento della trilogia distopica di Hugh Howey varie avventure dai risvolti sconvolgenti che l'hanno portata a scoprire la verità della vita fuori dal Silo, tuttavia il suo ritorno in quel luogo sembra essere coinciso con una perdita di memoria che rende il pubblico unico testimone di ciò che è... - Leggi l'articolo