Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Tira aria di repulisti nel mondo dei megafoni della destra. Carta stampata o televisione, fa poca differenza: le scosse di terremoto si avvertono su tutto l’impero mediatico. Prima la defenestrazione di Mario Sechi dalla direzione di Libero, accusato dall’editore (parlamentare leghista) Angelucci di essere troppo schiacciato su posizioni meloniane, in particolare sulla linea di Giovanbattista Fazzolari (anche se il sostituto, Alessandro Sallusti, non è certamente meno sintonizzato sulla lunghezza d’onda di Giorgia). Ora sembra muoversi qualcosa anche tra i conduttori tivù: Paolo Del Debbio ha infatti annunciato a sorpresa che dal primo giugno va in pensione, a 68 anni: oltre a Dritto e Rovescio, pure 4 di Sera chiude i battenti. Nella serata di giovedì 28 maggio Corrado Formigli col suo Piazzapulita (La7) l’ha superato in termini di ascolti, mentre addirittura nella fascia access prime time è stato doppiato da Otto e mezzo di Lilli Gruber. Ma in un settore in cui l’età non è certo uno scoglio per tenersi la poltrona (l’82enne Bruno Vespa sulla Rai non molla l’osso di un centimetro), l’accompagnamento forzato di Del Debbio ai parchetti assieme ai giocatori di bocce («Continuerò a lavorare», ha però giurato lui) sembra più una mossa figlia della strategia dei Berlusconi che vorrebbero una Mediaset più moderata e meno sdraiata sull’animo populista e destrorso di Meloni-Salvini. Vediamo cosa succederà anche con Mario Giordano

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
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Una mostra italiana. E il presidente arriva in… Audi

Al Maxxi una mostra celebra l’architettura italiana. Arriva il ministro della Cultura Alessandro Giuli con un’italica Alfa Romeo Stelvio. E poi ecco il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con la tedeschissima Audi blindata. C’era una volta la Maserati presidenziale, ormai si è spezzato anche il tabù delle auto straniere al Quirinale

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
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Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

Campa Cavallino: prima criticano la Ferrari e poi ne scrivono bene

Dopo aver visto la Ferrari Luce non si sente una voce a favore. Almeno nei bar e nei discorsi tra amici. Pure Fiorello ha detto la sua, da Rai Radio 2, massacrando la nuova vettura elettrica di Maranello e beccandosi gli strali di chi controlla la trasmissione dai “piani alti”. Però nessuno ne scrive male, compresi quelli che sono andati all’evento di presentazione, a Roma, alla Vela di Calatrava. Già, perché la stampa invitata a Tor Vergata, composta da quei “pochi eletti” che molti colleghi hanno invidiato, dopo aver maledetto gli organizzatori per la scelta della location sobbarcandosi il traffico del Grande raccordo anulare per arrivare in quella zona «lontana da Dio e dagli uomini» (resteranno indimenticabili le proteste della regina dei motori del Tg2, Maria Leitner, giunta con le scarpe munite di tacchi, come se fosse la prima del Teatro La Scala), guardando il modello ha sgranato gli occhi, emettendo commenti irriferibili. A bassa voce. In perfetta linea con quanto poi hanno ideato i geni dei social, con la Ferrari che evocava ogni tipo di oggetto ma non certo una supercar.

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
Maria Leitner (foto Ansa).

Per non parlare di Taffo, quello delle pompe funebri, che ha immediatamente colto l’occasione per uno spot con claim spietato: «Abbiamo sentito Enzo rigirarsi nella tomba». Poi quel colore, che sembra quello dei fondali delle piscine pubbliche per dare l’effetto “acqua di mare”. Eppure, sui “giornaloni” sono apparsi articoli entusiastici, che si spiegano solo con le esigenze del “commerciale” dei gruppi editoriali, attentissimi agli incassi provenienti dalle pubblicità. Perché, se dalle bocche sono usciti giudizi negativi, le stesse persone quando hanno vergato i loro articoli hanno improvvisamente cambiato idea, trovando solo superlativi e positività: modello dottor Jekyll e mister Hyde, evidentemente. Tipici casi di sdoppiamento della personalità, ma di fronte agli investitori questo e altro…

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
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Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole

John Grisham compra casa a Cortona

Chi non conosce i gialli giudiziari di John Grisham? Il socio, The Innocent Man, Il cliente sono solamente alcuni dei più famosi successi dell’autore e politico statunitense. Che ora, forse anche per tutte le polemiche che investono la giustizia in Italia, con casi come Garlasco, ha preso una decisione immobiliare, investendo in una magione italiana, in quel di Cortona, nella provincia di Arezzo. Sì, proprio il luogo caro a Jovanotti. «Una villa sul poggio», dicono nel comune toscano. Qualcuno sostiene che Grisham si occuperà dei notissimi delitti del mostro di Firenze: non resta che attendere.

Lo strano pensionamento di Del Debbio, l’Audi di Mattarella e le altre pillole
John Grisham (foto Ansa).

Panetta come il papa, un dossier sull’IA

Fabio Panetta sulle orme di papa Leone XIV. A metà delle sue considerazioni, a Palazzo Koch, il governatore della Banca d’Italia ha annunciato che sta per uscire un dossier di Bankitalia sull’intelligenza artificiale. La mossa di Prevost di scrivere un’enciclica dedicata proprio a questo tema, con il titolo Magnifica Humanitas, ha causato un terremoto nelle istituzioni finanziarie: la rivelazione di Panetta non era prevista, ma si sa che andare sulla scia del Vaticano, nella città eterna, ha sempre il suo perché…

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Fabio Panetta (Imagoeconomica).

Bankitalia, Letta accanto a Padoan

«Hai visto come vanno d’accordo Gianni Letta e Pier Carlo Padoan», dicono a Palazzo Koch i partecipanti al tradizionale incontro della Banca d’Italia, per ascoltare le considerazioni del governatore Panetta. Padoan, ex ministro del Tesoro, attuale presidente di UniCredit, sempre impegnato nelle battaglie in terra germanica per conto dell’ad Andrea Orcel. Età media, comunque, molto alta: da notare la prima fila conquistata da Renato Brunetta, presidente del Cnel. «Organo costituzionale», come viene sempre ripetuto nella sede di Villa Lubin, dai brunettiani di ferro, e gran pernacchia al referendum costituzionale renziano che lo voleva abolire nel 2016…

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Pier Carlo Padoan (foto Imagoeconomica).

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno

La storia sembra uscita dal Codice da Vinci, ma la penna non è quella di Dan Brown. Tutto parte da Papa Leone XIV che alla presentazione dell’enciclica Magnifica Humanitas, dedicata all’intelligenza artificiale, ha voluto seduto vicino Christopher Olah, cofondatore di Anthropic insieme a Dario Amodei.

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno
Pope Leone XIV con Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (Ansa).

Proprio in questi giorni la società di Olah sta facendo tremare la BCE. Tanto che lunedì 26 maggio Christine Lagarde ha convocato un meeting urgente con le banche dell’area euro per lanciare l’allarme su Claude Mythos, il nuovo modello di IA targato Anthropic, che sarebbe in grado di individuare le vulnerabilità dei sistemi delle banche, quelle falle finora nascoste da cui potrebbero entrare i cybercriminali: chi lo ha, può gestire il futuro del mondo finanziario. Solo alcuni privilegiati di Wall Street hanno testato Claude Mythos, a cominciare da Jp Morgan, e questo ha fatto drizzare le antenne a Francoforte che ha esortato gli statunitensi a condividere le informazioni a cui finora le controparti europee non hanno avuto accesso.

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno
Christine Lagarde (Ansa).

Ma che c’entra Papa Leone XIV in tutto questo? A sentire alcuni cardinali c’entra eccome. Non solo perché «in teologia magari non sarà ferratissimo ma è un matematico di prim’ordine che conosce la tecnologia meglio di tutti gli altri, tra i Sacri palazzi», ma anche per il suo interesse nella finanza. Prevost ha profondamente riformato lo IOR con ottimi risultati visto che il bilancio 2025 si è chiuso con un utile di 51 milioni di euro, in crescita del 55 per cento rispetto al 2024, anche grazie a una «gestione attiva e disciplinata dei portafogli». Bene, si mormora che Claude Mythos sarebbe già entrato tra le mura digitali dell’Istituto per le Opere di Religione. Se fosse confermato, la finanza vaticana avrebbe un vantaggio enorme rispetto a quella italiana ed europea. Non a caso molti porporati concordano sul fatto che «far diventare Papa uno che di numeri ci capisce davvero è stata proprio un’ottima scelta». Sotto questa luce, quel «camminare insieme» pronunciato da Olah al cospetto di Leone, assume tutto un altro significato.

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno
Christopher Olah (Ansa).

Vannacci, Alemanno e la “presa” di Roma

Gianni Alemanno uscirà dal carcere tra un mese e ad aspettarlo, politicamente si intende, ci sarà Roberto Vannacci. Il movimento Indipendenza dell’ex sindaco di Roma ha infatti stretto un’alleanza con Futuro Nazionale, il partito del generale che il 13 e il 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione celebrerà l’assemblea costituente. L’obiettivo del patto di ferro? Dare vita «a un polo sovranista, identitario e nazional popolare». Caso vuole che proprio il 13 giugno, a Roma, sia stata indetta una manifestazione nazionale per la remigrazione, promossa dal comitato Remigrazione e conquista, sotto il cui ombrello si muovono CasaPound, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani. Il generale saluterà i “patrioti” in marcia sulla Capitale?

Papa Leone, Anthropic e il giallo di Claude Mythos: le pillole del giorno
Gianni Alemanno (Imagoeconomica).

Tra i protagonisti dell’alleanza Alemanno-Vannacci oltre a Ramona Castellino, sorella dell’ex leader di Forza Nuova Giuliano (attualmente a Rebibbia come Alemanno), ci sono anche i futuristi Riccardo Corsetto – un passato di responsabile dell’ufficio stampa del Delegato del sindaco di Roma alle Politiche agricole e di militanza prima nella Lega e poi in FdI – e Marco Pomarici, presidente dell’Assemblea capitolini ai tempi di Alemanno, che è stato forzista, leghista e meloniano prima di essere folgorato dalla folgore Vannacci. A quanto pare una folgorazione ricambiata: si sussurra che Pomarici possa essere il candidato futurista per le Comunali a Roma, in caso in cui il generalissimo decida di non entrare nella coalizione di centrodestra. O non venisse invitato a farne parte.

LEGGI ANCHE: Il futuro del centrodestra e il bivio della Lega nell’era Vannacci

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

La Fiamma resta sempre accesa, ci mancherebbe. Soprattutto quando c’è chi, a destra che più a destra non si può, cerca di scipparla (vero generale Vannacci?).

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno

Nel 38esimo anniversario della morte di Giorgio Almirante, Giorgia Meloni ha tenuto a ricordare il fondatore del MSI, con un post sui social: «Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante, il mio pensiero va a una figura che ha segnato profondamente la storia della destra italiana», scrive la premier. «Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l’amore per l’Italia e una concezione della politica vissuta con passione, dignità e rispetto. Un ricordo che continua a vivere nel percorso della destra italiana e nella memoria di una comunità politica che, ancora oggi, non si risparmia, per aggiungere il proprio pezzo di cammino, con coraggio e determinazione».

Puntuale è arrivato anche il ricordo di Ignazio La Russa. «A 38 anni dalla sua scomparsa ricordiamo e rendiamo omaggio alla figura di Giorgio Almirante. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla politica e alla Nazione, con coerenza, passione e profondo rispetto delle Istituzioni repubblicane e dell’avversario politico, come quando tra lo stupore generale, arrivò a Botteghe Oscure per rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer», scrive il presidente del Senato postando a corredo l’immagine di una frase di Giorgio Napolitano.

Una botta di nostalgia e un esercizio di memoria selettiva che non sono andati giù al dem Andrea Orlando: «Oggi sui suoi profili social Giorgia Meloni rivendica la continuità con il percorso politico di Giorgio Almirante. Un percorso iniziato con la redazione della rivista La difesa della razza, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi poi con la stagione delle trame nere e dell’estremismo neofascista. Un bel percorso davvero!». Ma per la destra a essere divisivo resta il 25 aprile.

Calderone e marito al Festival del Lavoro

Riecco Marina Elvira Calderone & Rosario De Luca. La ministra del Lavoro e il marito, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro (fondatori della società di consulenza CDL passata in mano a lui dopo la nomina di lei) sono protagonisti del Festival del Lavoro, kermesse che si tiene a Roma negli spazi della Nuvola dal 21 al 23 maggio e che riunisce istituzioni, imprese, professionisti, studiosi e parti sociali. Nel tardo pomeriggio di venerdì, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, Sport e Salute e Inail, si tiene presso il Centro di Preparazione Paralimpica di Via delle Tre Fontane, la Run4Job, seguita, come recita il programma, «da un momento dedicato al networking e alle riflessioni su sport, pari opportunità e valore sociale del lavoro, anche con la partecipazione di atleti paralimpici». Tra l’altro Ignazio Marino, omonimo dell’ex sindaco di Roma ed ex ItaliaOggi, è il direttore della comunicazione del Festival del Lavoro, ed è stato il portavoce di Calderone prima di lasciare il posto a Marco Ventura che a sua volta, a gennaio 2025, lo ha passato a Gianmario Mariniello. Tanti i ministri presenti alla tre giorni. Venerdì alle 15 il vicedirettore del Tg5, Giuseppe de Filippi, dialogherà con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Sabato sono previsti interventi di Paolo Zangrillo, ministro della PA, e di Adolfo Urso, titolare del Mimit. Ma gli occhi sono puntati su Calderone che a mezzogiorno sarà intervistata dalla vicedirettrice del Tg2 Maria Antonietta Spadorcia. A seguire la cerimonia di chiusura condotta da De Luca.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Marina Elvira Calderone e Rosario De Luca (Imagoeconomica).

Riotta gioca in Difesa

Pochi lo ricordano, ma l’ex direttore del Tg1 Gianni Riotta fa parte del Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa, istituito nel 2023 da Guido Crosetto. Un think tank «creato per promuovere la consapevolezza e la conoscenza delle tematiche di geopolitica, sicurezza e interesse nazionale». Giovedì alla Camera, nella biblioteca dedicata a Nilde Iotti, con la benedizione del forzista Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e già sottosegretario alla Difesa nel governo Draghi, si è tenuto il convegno Cultura della Difesa con annesso “tomo”. Nella sala qualcuno bofonchiava: «Me lo ricordo bene, Gianni, quando era nella redazione del Manifesto»…

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Gianni Riotta (Imagoeconomica).

Urso, pure un francobollo per Frate Indovino

La passione di Adolfo Urso per i francobolli è cosa nota. Da quando è al Mimit, ne ha emessi oltre 270 (tra cui quelli dedicati a Silvio Berlusconi, Aldo Moro, Giacomo Matteotti, Sergio Ramelli, Enrico Berlinguer, Giorgio Napolitano, i fratelli Mattei, Giovanni Spadolini, ma anche alle Winx, a Goldrake e alla Pimpa). Da poco alla lista se ne è aggiunto un altro per celebrare il Calendario di Frate Indovino. Il 14 maggio, al Salone del Libro di Torino, si è tenuta la cerimonia di primo annullo filatelico del francobollo ordinario appartenente alla serie tematica «Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano». L’immagine «riproduce la figura iconica di un frate cappuccino, il cui volto sereno accompagna i lettori dal 1946, anno di inizio della pubblicazione». Alla cerimonia hanno partecipato della sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto, del direttore commerciale Italia di Poste Italiane Marco di Nicola e di fra Carlo Maria Chistolini, Presidente della Fondazione Assisi Missio ETS.

Dite a Meloni e La Russa che anche Almirante è divisivo: le pillole del giorno
Il francobollo di Frate Indovino (dal sito del Mimit).

Cassese e padre Benanti, che coppia

Appuntamento imperdibile al Festival dell’Economia a Trento, nella mattinata di domenica: nell’incontro intitolato “Gli imperi digitali, la vecchia e la nuova globalizzazione”, protagonisti saranno padre Paolo Benanti, in qualità di Presidente del comitato per l’intelligenza artificiale presso il dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e il giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, Sabino Cassese.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno

Genny è quasi magia. Sangiuliano pare essere riuscito nell’impresa di mettere d’accordo un centrodestra spaccato. Dopo l’affaire Boccia, l’addio forzato al ministero della Cultura, il ritorno al giornalismo come corrispondente Rai da Parigi e la seconda vita politica da consigliere regionale in Campania per Fratelli d’Italia, ora sul suo nome è arrivata la tanto agognata convergenza politica: farà il capo dell’opposizione in Campania, ruolo ereditato da Edmondo Cirielli, che dopo la sconfitta si è dimesso da consigliere regionale ed è tornato a fare il viceministro degli Esteri a tempo pieno. Alla fine anche Forza Italia si è convinta, come ha detto il segretario regionale degli azzurri, Fulvio Martusciello, dopo l’incontro alla Farnesina proprio con Cirielli: «C’è un accordo nazionale e intendiamo rispettarlo. Prendiamo atto dell’indicazione di Fratelli d’Italia». Non proprio un’adesione entusiasta. Anche perché i forzisti rivendicavano per loro questo ruolo e avevano già individuato il nome giusto, quello del consigliere Massimo Pelliccia, mister preferenze (17 mila): «Il capo dell’opposizione deve essere chi ha ricevuto più voti», aveva detto Martusciello. Poi evidentemente si è fatto convincere. La Lega, invece, si è schierata da subito con Sangiuliano. Alla fine tutti più o meno d’accordo, con qualche sorriso tirato. L’intesa era delicata anche perché ci sono da giocare le partite in programma tra fine maggio e inizio giugno ad Avellino e soprattutto a Salerno, dove Gherardo Maria Marenghi deve sfidare un pezzo da novanta come Vincenzo De Luca. L’obiettivo realistico? Puntare al ballottaggio. E non ci si poteva permettere di rimanere spaccati. Se al Sud le frizioni sono state superate, a Milano, con prospettiva 2027, su Maurizio Lupi ancora non c’è unità. Il leader di Noi Moderati è appoggiato da Ignazio La Russa, ma la Lega è contraria e Forza Italia resta divisa. Forse dovranno chiedere a Genny qualche consiglio per andare d’amore e d’accordo…

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
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Dalla prima lettera di Buttafuoco ad Avvenire

Ha fatto molto discutere la lettera vergata dal musulmano Pietrangelo Buttafuoco e apparsa in prima pagina sul quotidiano della Cei, Avvenire. I vescovi italiani sembrano aver fatto una scelta di campo, dando spazio al presidente della Biennale di Venezia: Buttafuoco, onoratissimo, in realtà ha risposto all’intervento di padre Antonio Spadaro, teologo e sicilianissimo come Pietrangelo (il religioso si chiama in realtà Antonino ed è di Messina), e ha gettato la bomba, incurante del pericolo. Ricordando che «alla Biennale Arte del 1997 viene attribuito il Leone d’oro a Marina Abramovic per la performance Balkan Baroque, ispirata alla tragedia della guerra dei Balcani, partecipante della mostra centrale curata dal compianto Germano Celant». E ancora: «Più di una volta abbiamo letto o sentito appelli rivolti alla “denazionalizzazione” della mostra, auspicando l’abbandono della formula ottocentesca che prevede le partecipazioni nazionali. Ma se la Biennale di Venezia ha assunto nel tempo e ancora riveste – come clamorosamente in questi mesi si è visto – un valore simbolico riconosciuto nel mondo, ciò lo si deve proprio alla dialettica poc’anzi ricordata fra le sue due componenti originarie, la mostra centrale e le mostre proposte dalle nazioni». Non una parola sul ministro della Cultura Alessandro Giuli, completamente assente nei ragionamenti di Buttafuoco. L’unico impegno del presidente della Biennale di Venezia era quello di applaudire il conterraneo padre Antonino Spadaro.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa).

Melandri entra nella moschea

La grande moschea di Roma è vicina al Maxxi. La distanza è di poche centinaia di metri. Sarà anche per questo che Giovanna Melandri, già ministra dei Beni culturali, poi sempre in quota Partito democratico diventata presidente del Maxxi, nella giornata di mercoledì sarà nella moschea per il convegno “Architetture di pace” assieme ad Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia-Grande Moschea di Roma, Nader Akkad, imam della Grande Moschea di Roma e direttore generale del Dipartimento di Studi Islamici Cuirif e Paolo Cancelli, direttore sviluppo della Pontificia Università Antonianum e presidente Cuirif, per parlare di politiche urbane e scenari geopolitici, «ponendo al centro il ruolo delle città come piattaforme relazionali capaci di generare coesione, costruire pace e attivare nuove forme di cittadinanza». Vasto programma.

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Giovanna Melandri (foto Imagoeconomica).

Il riso non abbonda sulla bocca degli italiani

Il vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio, che voleva fare il ministro dell’Agricoltura al posto del meloniano Francesco Lollobrigida, “spara” sull’Europa che ha deciso di non tutelare il settore del riso dalle massicce importazioni di prodotto a dazio zero, in particolare da Myanmar e Cambogia. Per Centinaio, gli squilibri del mercato negli scambi commerciali tra i produttori di riso dell’Unione europea e quelli dei Paesi meno avanzati (Pma), stanno venendo al pettine: per il settore del riso, di cui l’Italia è primo produttore europeo con oltre il 50 per cento dei quantitativi, viene messa a rischio la tenuta delle imprese e dei territori rurali, visto che è sempre più complicato competere in un mercato globale così instabile. Non solo riso, comunque: Centinaio sottolinea che «il giorno dopo l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Ue e Mercosur, il Brasile ha fatto arrivare in Grecia tre tonnellate di carne di pollo che è risultata per l’80 per cento contaminata da salmonella. Per fortuna, almeno in questo caso, i controlli sono riusciti a bloccarla prima che arrivasse nei supermercati. Ma sarà sempre così?».

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Gian Marco Centinaio (Imagoeconomica).

Cazzullo nel mirino della Gialappa’s

GialappaShow su Tv8, dove protagonista è il mago Forest, ha messo nel mirino Aldo Cazzullo. Il giornalista del Corriere della sera e di La7 è stato “puntato” da Edoardo Ferrario, che ha creato un nuovo programma, Una giornata di merda. Anche Maurizio Crozza sul Nove aveva creato un personaggio terribile, sempre evocando Aldo Cazzullo, ma presto ha smesso di prenderlo in giro: lì era stata inventata Una ca**ata particolare. Peccato perché il pezzo dedicato a Paolo Petrecca, con Cazzullo che spiegava la carriera del giornalista Rai, era straordinario. E pure quello sulla nascita del Partito democratico, con Walter Veltroni sotto tiro: ma “Uolter” è sempre stato una preda amatissima da Crozza.

Ci sarà ancora la finta Toffanin?

Al GialappaShow la brava Brenda Lodigiani ha debuttato con un personaggio originale, Bereguarda, «una cantante un po’ naïf che si lamenta sempre delle sue sfortune sentimentali, e ha lo sguardo triste per non aver ancora raggiunto il successo tanto agognato». E poi eccola nei panni della finta Silvia Toffanin, protagonista delle nuove puntate di Vererrimo. Ma alcuni dicono che non durerà tanto, questo sketch, anche perché la famiglia è già all’attenzione del pubblico con Ubaldo Pantani nei panni di Pier Silvio Berlusconi.

A Chiocci non piace il calcio a “colazione”

“Un titolo vale più di un lungo articolo”, dice una massima del giornalismo: e al Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci accade ogni giorno. Nella mattina di martedì 12 maggio ecco che il suo telegiornale spara “calcio a colazione di domenica”, una sintesi mirabile per condannare la scelta di giocare il derby Roma-Lazio il 17 maggio alle 12.30, quando di domenica, nella Capitale, i vip si sono appena alzati. Tra l’altro poi la prefettura ha spostato il match alla giornata di lunedì 18 maggio, ore 20.45, per la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia al Foro Italico. Che poi tutti con la primavera di solito a mezzogiorno vanno a un bel brunch negli alberghi di lusso con terrazza spettacolare. Pezzo impeccabile, quello del Tg1, ma quelle impronte digitali sul titolo…

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Gian Marco Chiocci (Imagoeconomica).

La7, Sardoni scivola sull’editore

«Ma che fa, mi scivola sull’editore?». Per Alessandra Sardoni è stato come cadere su una buccia di banana, appena iniziata la trasmissione su La7, Omnibus. Doveva trattare con i guanti bianchi il corrierista Goffredo Buccini, pronto a parlare del suo libro Tyrannis. Il secolo delle nuove autocrazie e l’ultima reazione democratica, ma Sardoni, dopo aver pronunciato il titolo, ha detto che è stato pubblicato «da Guanda». Orrore! Buccini subito l’ha corretta, dicendo «Neri Pozza», ma ormai la frittata era stata fatta. La prossima volta Buccini farà bene a pubblicare con Solferino, sempre sotto l’ombrello di Urbano Cairo, editore sia del Corriere della Sera sia di La7.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
Goffredo Buccini (foto Imagoeconomica).

Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno

Alla fine Alessandro Giuli è entrato nel mood di chi non deve più niente a nessuno. I tempi di osservanza al diktat meloniano, dopo aver dovuto fare a meno a inizio mandato del suo primo capo di gabinetto Francesco Spano (ai Fratelli evidentemente non andava giù il suo essere «pederasta» e comunista), paiono essere terminati. Giuli – che già ha animatamente discusso con Pietrangelo Buttafuoco sul dossier Biennale, scaricato amabilmente la direttorissima Beatrice Venezi al suo destino e battibeccato con Matteo Salvini che aveva criticato sui social la sua decisione di non presenziare all’inaugurazione della Biennale – ha deciso di procedere con un suo personale repulisti che è anche una completa desangiulizzazione (e demelonizzazione?) del ministero di via Collegio romano. Così, via Emanuele Merlino, emblema del potere di Giovanbattista Fazzolari. E, per lanciare un altro segnale a via della Scrofa, via anche Elena Proietti Trotti, che era in quota Arianna Meloni.

Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno

Nei corridoi di FdI dicono che «facendo così, non verrà messo nelle liste elettorali dei candidati alle prossime politiche». Chissà se a Giuli interessa davvero entrare in Parlamento dopo l’esperienza di ministro… Intanto mentre al MiC si registra l’ennesimo terremoto, la sottosegretaria Lucia Borgonzoni che fa? Si prepara a volare a Cannes dove sarà presentato il festival Italian Global Series. La leghista, che a fine 2025 era arrivata ai ferri corti con il ministro, è pronta a presentare in anteprima alcuni highlight del programma della seconda edizione dell’iniziativa che si terrà a Rimini e Riccione, luoghi a lei carissimi, dal 3 all’11 luglio. L’incontro, dal titolo “From Italy’s Riviera to Cannes. The Series Season Starts Here”, si terrà lunedì 18 maggio al Lucia Beach di Variety. Sì, Lucia Beach. Borgonzoni interverrà insieme alla presidente dell’Apa, l’Associazione Produttori Audiovisivi, Chiara Sbarigia – che un anno fa aveva presentato le dimissioni dalla presidenza di Cinecittà, si disse, su spinta di Giuli – alla madrina Matilde Gioli e al direttore artistico Marco Spagnoli.

Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
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Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno

Report indaga su Daniela Porro, “scortata” da un ex Unità

Report ha indagato sulle proprietà di Claudio Lotito, patron della Lazio e senatore di Forza Italia: nel mirino la supervilla romana, a Porta Latina, dove sono stati compiuti lavori edili importanti, e l’attività (o l’inattività?) della soprintendenza guidata da Daniela Porro. L’inviato di Sigfrido Ranucci Luca Chianca ha tentato di intervistare Porro al Maxxi, dove era intenta a parlare con la presidente Emanuela Bruni: a fare da barriera “fisica” al giornalista c’era l’addetto stampa di Porro, Luca Del Fra, che una volta, ovvero una ventina di anni fa, scriveva su l’Unità, dando spazio alle proteste della Cgil. Altri tempi, quando Del Fra attaccava i governi di destra…

Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno

La gentilezza del possibile candidato Mario Calabresi

A Roma si parla di Mario Calabresi, ex direttore di Stampa e Repubblica e co-fondatore di Chora media. Dicono che lui ha buone chance di essere candidato sindaco alle prossime elezioni comunali milanesi, una prova di campo largo. Intanto ha preso spazi sulla tv dei vescovi: Paola Cortellesi, Alessandro Barbero, Stefano Mancuso, Cristiana Capotondi, Nicola Zingaretti sono tra i protagonisti della sua nuova serie podcast, Sulla gentilezza, disponibile su Play2000, la piattaforma on demand di Tv2000 e radio inBlu2000, ogni domenica. Si tratta di una «personale indagine sulla gentilezza», la serie è di Fondazione Amplifon e Chora Media, promossa e raccontata dallo stesso Calabresi.

Il ministero della Cultura trema e Borgonzoni vola a Cannes: le pillole del giorno
Mario Calabresi (Imagoeconomica).

La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno

«Ma lo sapete che la sorella del leader dell’opposizione lavora al fianco del vice del capo del governo? Non si è mai vista una situazione simile», dicono tra il serio e il faceto dentro Fratelli d’Italia. In effetti è proprio così, e politicamente la coincidenza è curiosa: alla Farnesina, negli uffici che ogni giorno hanno a che fare con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, si aggira anche Susanna Schlein, che è la sorella di Elly, la segretaria del Partito democratico. Le cronache si erano occupate di lei solo una volta, quando lavorava nell’ambasciata d’Italia ad Atene: su un “dispaccio” Ansa del 2022 si dava conto di un attentato degli anarchici che aveva «distrutto le auto della prima consigliera d’ambasciata d’Italia ad Atene Susanna Schlein, sorella dell’esponente del Pd Elly Schlein». Un episodio che ovviamente aveva scatenato anche la pronta solidarietà dello stesso Tajani. Da allora non si è più parlato di lei: nel frattempo, e sono passati ormai tre anni e mezzo, la diplomatica è stata promossa, ed è arrivata a lavorare a Roma, nel cuore del potere del ministero degli Affari Esteri, la Farnesina. A stretto contatto con il ministro Antonio Tajani, che è di Forza Italia. L’attuale incarico di Susanna Schlein è alla direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo, una delle più potenti del Maeci, con il ruolo di “capo unità”. Una situazione che ha fatto dare di gomito qualcuno nel partito di via della Scrofa, dove si guardano con estrema attenzione le mosse di Forza Italia, non solo di Tajani ma anche di Marina Berlusconi: da qui a dire che questa “vicinanza lavorativa” possa provocare un ribaltone governativo e un asse “silenziosamente attivo” tra il Pd e i forzisti ce ne passa, ma del resto la fantapolitica non dorme mai. «Ve lo immaginate se in un governo presieduto da Bettino Craxi, dove il ministro degli Esteri era Giulio Andreotti, poi alla Farnesina vi trovavate la parente più stretta del capo del Pci Achille Occhetto?», è la battuta che circola tra i più ostili a Forza Italia…

La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno

Metti Folgiero e Gubitosi a tavola

Cosa si saranno detti, martedì a pranzo, nel ristorante romano Al Ceppo, uno dei migliori luoghi della Capitale per “apparecchiare” i potenti, due personaggi come Pierroberto Folgiero e Luigi Gubitosi? Il dialogo tra l’amministratore delegato di Fincantieri e l’ex direttore generale della Rai, oltre che della Luiss che ha la sede proprio lì vicino, è stato fittissimo…

La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno

Rubio va Dal Bolognese

Alla fine, anche l’americano Marco Rubio non ha saputo resistere al fascino della “dolce vita” romana: e così, al termine della giornata di giovedì 7 maggio, ecco il segretario di Stato Usa e la moglie Jeanette Dousdebes Rubio a cena a piazza del Popolo, nel ristorante Dal Bolognese. Tre ore d’inferno per il centro storico, con il divieto di transito anche ai pedoni su tutta la piazza: dalla porta del Popolo fino a un buon punto di via del Babuino, via del Corso e via Ripetta, blindature con un esercito di forze dell’ordine e di mezzi antisommossa, tanto che ci voleva una ventina di minuti per fare un giro lunghissimo per superare gli ostacoli. E tutti hanno ricordato quanto era stata differente la visita del presidente francese Emmanuel Macron e la moglie Brigitte, sempre nel locale di piazza del Popolo, ma senza dare così tanto fastidio ai romani.

La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
Papa Leone con Marco Rubio (Imagoeconomica).

L’ex senatore forzista D’Anna contro il governo

È stato senatore di Forza Italia, Vincenzo D’Anna. Da presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei biologi, ora D’Anna bombarda il governo di Giorgia Meloni. Tutta colpa del «grave ritardo» nell’avvio dei bandi e nell’assegnazione dei finanziamenti per le scuole di specializzazione post laurea di area sanitaria. D’Anna, che è un combattente, lamenta che «nonostante i numerosi solleciti inviati», il ritardo rischia di avere «gravi ricadute sul regolare svolgimento della specializzazione».

La sorella di Elly Schlein a stretto contatto con Tajani e le altre pillole del giorno
Vincenzo D’Anna (foto Imagoeconomica).

Ma in Confindustria vige ancora il Protocollo Montante?

Sul sito della confederazione degli Industriali si trova un documento del 2010 relativo alle «iniziative per accrescere i livelli di legalità e di concorrenza leale nello svolgimento dell’attività d’impresa». Ma c'è di più: il loro coordinamento risulta affidato all'imprenditore siciliano coinvolto in vari scandali e tuttora colpito da obbligo di dimora ad Asti.

Quando si dice la tempestività della comunicazione. Se vi capita di entrare nel sito della Confindustria – ma ci vuole una password – a sinistra troverete una serie di voci, tra cui una chiamata “Normativa di sistema”.

Dentro trovate un documento di 10 anni fa dal titolo “Protocollo di legalità 10 maggio 2010” siglato tra il ministero dell’Interno e Confindustria, i cui contenuti sono poi stati rinnovati il 19 giugno 2012. Trascuratezza, direte voi. Certo, perché un sito con in bella vista documenti così vecchi è a dir poco scarsamente o distrattamente manutenuto.

DIECI ANNI DI NULLA DI FATTO

Ma non finisce qui. Perché, vi si legge, «quel Protocollo si inserisce nel contesto delle numerose iniziative promosse da Confindustria per accrescere i livelli di legalità e di concorrenza leale nello svolgimento dell’attività d’impresa». Allora voi penserete: vuol dire che negli ultimi 10 anni su questo terreno la Confindustria non ha più fatto niente. Imperdonabile, ma c’è ancora di peggio. Perché – si legge sempre – «lo sviluppo e il coordinamento di tali iniziative, sia all’interno del Sistema associativo che nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con le principali componenti della società civile ed economica impegnate nel contrasto alla criminalità, è stato affidato ad Antonello Montante, sulla base di una specifica delega per la Legalità, istituita nel 2008 con la Presidenza di Emma Marcegaglia e riconfermata nel 2012 dal Presidente Giorgio Squinzi».

Il Protocollo di Legalità sul sito di Confindustria.

IL PROTOCOLLO MONTANTE È ANCORA VALIDO?

Sì, avete letto bene: Montante. Proprio l’imprenditore siciliano, diventato simbolo della lotta alla mafia e salito ai vertici di Confindustria nazionale, che è stato coinvolto in vari scandali e arrestato, e tuttora colpito da obbligo di dimora in quel di Asti. Domanda: ma quel documento è ancora valido? Le modalità per l’adesione al Protocollo e per la realizzazione dei relativi impegni – poi precisate nelle linee guida attuative e negli altri documenti predisposti dalla commissione per la Legalità, istituita presso il ministero dell’Interno e composta dai rappresentanti delle parti firmatarie del Protocollo – sono ancora attuali per cui le imprese oggi possono farvi riferimento? Perché delle due l’una: o sono cose superate, e allora sarebbe bene toglierle di mezzo, o sono ancora pienamente operative, e allora se si vuole rendere minimamente credibile quel Protocollo sarebbe bene togliere di mezzo il nome di Montante, che ha scritto una delle pagine peggiori della storia della confederazione degli industriali. Come si vede, c’è lavoro da fare per il nuovo Presidente

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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