di Angelo Parisi
La primavera 2027 sembra lontana soltanto sul calendario, ma nella Valle dell’Irno la macchina della politica ha già messo le marce alte. A Bracigliano il quadro delle prossime elezioni amministrative inizia a delinearsi con chiarezza attorno a una figura di peso del panorama locale: Giovanni Cardaropoli. Noto e stimato imprenditore del settore edilizio, da sempre radicato nel tessuto produttivo della città e consigliere di opposizione in Consiglio comunale, Cardaropoli è pronto a candidarsi alla carica di Sindaco per offrire un’alternativa di governo alla comunità braciglianese. La sua non è una discesa in campo improvvisata, ma l’approdo naturale di un percorso che unisce la conoscenza profonda delle dinamiche amministrative alla pragmaticità di chi, da una vita, si confronta quotidianamente con i problemi reali del comune, del lavoro e delle famiglie. In una realtà come Bracigliano, ricca di storia, tradizioni artigianali ed eccellenze territoriali ma spesso penalizzata da ritardi infrastrutturali e da una gestione burocratica distante dai bisogni dei quartieri, la figura di un “sindaco-imprenditore” si candida a spaccare gli equilibri tradizionali. Cardaropoli punta tutto su un metodo d’azione preciso: concretezza, ascolto del territorio, efficienza nella spesa pubblica e capacità di attrarre finanziamenti per rilanciare l’economia locale. Con un programma in fase di rifinitura e una squadra civica che mira a unire competenze professionali, giovani energie ed esperienza amministrativa, Giovanni Cardaropoli apre il dibattito sul futuro del paese, lanciando una sfida aperta all’amministrazione uscente.
Consigliere Cardaropoli, è da anni Lei guida un’azienda e al tempo stesso ha incalzato la maggioranza dai banchi dell’opposizione. Se i cittadini le affidassero la guida del Comune, qual è la prima abitudine della vecchia politica che intende spazzare via al Municipio di Bracigliano?
«Più che spazzare io direi cambiare, perché cambiamento è la parola chiave del nostro progetto politico. Bisogna cambiare il modo di fare politica e di amministrare e la prima cosa da fare è quella di dare più voce ai cittadini, far sentire la Casa Comunale la loro casa visto che in questi ultimi anni si è creato un vero e proprio distacco tra chi amministra e la gente comune».
Guardando agli ultimi anni di governo cittadino, qual è stato secondo Lei il fallimento più grande dell’amministrazione in carica e su cosa, invece, si poteva e si doveva fare di più per la comunità?
«Aver abbandonato il paese a se stesso, tralasciando le cose più semplici di una gestione ordinaria come ad esempio la pulizia di strade secondarie, le piccole manutenzioni, tipo la sistemazione di un marciapiede, di uno specchio e/o palo della segnaletica stradale o cosa assurda di ripristinare perdite di lavandini o cassette di discarico dei bagni dei vari plessi scolastici. Per non parlare dei giovani, nulla è stato fatto per dare loro delle valide alternative per farli crescere e divertire nel proprio paese».
Da imprenditore del settore edile Lei conosce bene il valore di un progetto ben fatto. Bracigliano soffre per diverse criticità legate al territorio e alle strutture pubbliche: qual è il primo cantiere strategico che sbloccherà nei primi cento giorni da Sindaco?
«Nei primi cento giorni va subito fatto un accordo quadro di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici comunali, soprattutto delle scuole perché ai nostri ragazzi va garantita sempre la massima funzionalità e sicurezza delle strutture in cui passano gran tempo della loro giornata. Inoltre è necessario intercettare immediatamente risorse per rifare il manto stradale di molte strade comunali ormai dissestate da anni. Quindi nei primi cento giorni di governo vanno subito affrontate dinamiche che possono garantire e migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini».
Molti paesi dell’entroterra salernitano rischiano lo spopolamento e la desertificazione commerciale. Come intende aiutare concretamente i giovani che vogliono restare e le piccole attività artigianali e commerciali del paese?
«Io da imprenditore conosco bene quanto oggi sia difficile portare avanti un’azienda quindi bisogna cercare di fare tutto ciò che è nelle possibilità di un’amministrazione sostenere le attività locali. Ad esempio si potrebbe pensare a piccole riduzioni delle tasse comunali come Imu e Tari per le attività già esistenti, mentre per incentivare i giovani ad aprirne nuove, garantire loro lo sgravio per un anno di queste tasse. Poi cosa fondamentale, affinché le attività lavorino e scongiurare il rischio di non chiudere dopo poco tempo, è incentivare il Turismo, creare delle attrattive importanti sfruttando tutte le nostre bellezze del territorio, eventi di ogni genere in modo che Bracigliano possa essere “invaso” da tantissimi visitatori».
Spesso i piccoli Comuni restano tagliati fuori dalle grandi partite di finanziamento per mancanza di progettualità. Come intende riposizionare Bracigliano all’interno delle dinamiche della Valle dell’Irno e nei rapporti con Provincia e Regione?
«Prima di tutto c’è bisogno di avere idee da mettere su carta, di avere una visione diversa e molto più ampia di amministrare e fare politica, ma soprattutto creare sinergia con i comuni limitrofi e gli enti sovracomunali. Va sicuramente rafforzato e/o affiancato l’ufficio tecnico del comune per la redazione di progetti importanti da candidare a finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Bracigliano all’interno della Valle dell’Irno deve continuare ad vere un ruolo di rilievo perché è un paese ricco di idee e di talenti in ogni campo».
Per vincere serve una proposta credibile, ma per governare serve una squadra forte. Che tipo di coalizione sta costruendo attorno al Suo nome? Ci sarà spazio per volti nuovi e giovani o punterà sull’usato sicuro?
«Noi proponiamo cose semplici da realizzare. Stiamo costruendo una squadra forte, civica, fatta di volti nuovi e giovani che hanno tanta voglia di fare e di mettersi in gioco per il bene comune. Nessuno di noi ha interessi personali, questo va detto e scritto a caratteri cubitali. Ogni candidato, me compreso, ha già una posizione lavorativa ed economica, non ha bisogno di nessuna agevolazione particolare, ma ha solo un obbiettivo: dare tutto se stesso per il bene del paese».
I cittadini sono spesso delusi dalle promesse da campagna elettorale. Perché Bracigliano nel 2027 dovrebbe scommettere proprio su Giovanni Cardaropoli?
«Giovanni Cardaropoli è figlio di questa terra, viene dal basso ed oggi anche se è riuscito a raggiungere buoni risultati economici e politici, è sempre il ragazzo umile di sempre. Giovanni Cardaropoli è quello che non si è mai tirato in dietro su nulla, ha messo sempre la faccia in tutte le cose, è una persona che sa ascoltare e che si è resa sempre disponibile. Bracigliano deve scommettere su Giovanni Cardaropoli perché anche se ha già 20 anni di esperienza politica alle spalle, è un uomo di 45 anni, imprenditore che ha voglia di far crescere il suo paese così come ha fatto con la sua azienda, ha voglia di farlo svegliare dal torpore in cui è sprofondato in questi anni, ha voglia di sentire da suo figlio: papà la sera restiamo a Bracigliano perché salgono i miei amici, ha voglia di far sentire i braciglianesi fieri del proprio paese».
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