Trotta: Immobili comunali, oltre 3 milioni di euro di morosità

Oltre tre milioni di euro di morosità accumulate tra il 2020 e il 2026 per gli immobili di proprietà del Comune di Salerno concessi in locazione o ad altro titolo. Una cifra che riaccende lo scontro politico a Palazzo di Città e solleva interrogativi sulla gestione del patrimonio immobiliare pubblico e sulle procedure adottate per recuperare i canoni non versati. A denunciare la situazione è la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Ersilia Trotta, che, dopo ripetute interrogazioni, ha ottenuto dall’amministrazione i dati economici relativi alle morosità. La risposta, arrivata il 19 ottobre, fotografa una situazione che l’esponente dell’opposizione definisce particolarmente preoccupante. Nel solo 2026, infatti, oltre il 52% dei conduttori di immobili comunali risulta moroso, per un importo complessivo di 849.856,97 euro. Ancora più significativo il dato relativo all’intero periodo preso in esame: dal 2020 al 2026, secondo i numeri comunicati alla consigliera, le morosità raggiungono complessivamente 3.076.998,19 euro. Nel dettaglio, nel 2020 risultano 252.579,42 euro di canoni non versati, saliti a 333.248,47 euro nel 2021. Nel 2022 l’importo si attesta a 293.949 euro, mentre nel 2023 raggiunge 333.772,13 euro. Nel 2024 si registrano 331.574,68 euro di morosità, prima di un aumento significativo nel 2025, quando la cifra arriva a 682.017,52 euro. Il dato relativo al 2026, pari a quasi 850mila euro, è il più elevato della serie comunicata. Numeri che, secondo Trotta, impongono una riflessione sull’efficacia dell’attività di riscossione portata avanti dall’amministrazione comunale. «Dopo ripetute interrogazioni, il Comune di Salerno mi ha finalmente comunicato l’ammontare delle morosità relative agli immobili comunali concessi in locazione o ad altro titolo. Fino a oggi, infatti, l’amministrazione si era limitata a fornire soltanto dati percentuali, senza indicare il valore economico complessivo dei canoni non riscossi», ha spiegato la consigliera di Fratelli d’Italia. Al centro della contestazione non ci sono soltanto le somme non incassate, ma anche le iniziative intraprese per recuperarle. Trotta riferisce di aver chiesto agli uffici comunali di conoscere nel dettaglio le azioni avviate nei confronti dei debitori, ricevendo risposte che giudica insufficienti. Per il periodo compreso tra il 2020 e il 2025, infatti, la documentazione richiamerebbe genericamente degli «atti esecutivi», con una spesa di 2,78 euro per posizione, importo che la consigliera paragona al costo di una raccomandata. Per il 2026, invece, risulterebbe soltanto l’invio di un bollettino di conto corrente. Da qui l’affondo politico nei confronti del sindaco Vincenzo De Luca, accusato dall’esponente di opposizione di adottare criteri differenti nella gestione delle entrate comunali. «Mentre il sindaco si erge a inflessibile esattore dei tributi e maramaldeggia strutture alberghiere, emerge che a Salerno esistono tre milioni di euro di morosità non versate nelle casse comunali», sostiene Trotta, richiamando anche la situazione finanziaria dell’ente. «Io ritengo che le azioni di recupero debbano essere fatte, debbano essere fatte bene e che debbano essere fatte verso tutti, senza distinzioni», aggiunge la consigliera, chiedendo perché centinaia di locatari continuino, secondo quanto da lei denunciato, ad accumulare debiti nei confronti dell’amministrazione. Ma è soprattutto sulla conoscenza dell’identità dei debitori che si concentra ora la battaglia politica di Fratelli d’Italia. Trotta ha infatti chiesto di ottenere i nominativi dei soggetti morosi, richiesta alla quale il Comune avrebbe opposto motivazioni legate alla tutela della privacy e a una circolare del Ministero dell’Interno del 2023. Una risposta che la consigliera contesta, richiamando l’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali, che riconosce ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato, fermo restando l’obbligo di segretezza nei casi previsti dalla legge. Secondo Trotta, conoscere i nominativi sarebbe necessario non soltanto per verificare lo stato delle procedure di recupero, ma anche per accertare l’eventuale esistenza di conflitti di interesse, diretti o indiretti, tra i soggetti morosi e il mondo politico. Si tratta, allo stato, di una richiesta di verifica avanzata dalla consigliera, non accompagnata nella nota da elementi che dimostrino l’esistenza di tali rapporti. Proprio per questo, il 19 ottobre l’esponente di Fratelli d’Italia ha presentato una nuova interrogazione, chiedendo formalmente di poter accedere alle informazioni richieste. «Il Comune di Salerno deve essere una casa di cristallo e i consiglieri comunali devono sapere», ribadisce Trotta, annunciando che continuerà a insistere per ottenere chiarimenti. Infine, un messaggio diretto al primo cittadino: «Che sia chiaro al sindaco: in me e nel mio partito troverà un muro. La ricreazione è finita per davvero». La vicenda apre così un nuovo fronte di confronto tra maggioranza e opposizione sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale. Resta da chiarire quale parte delle somme indicate sia effettivamente recuperabile, quali procedure siano state avviate negli anni e quali risultati abbiano prodotto. Questioni sulle quali Trotta chiede risposte puntuali all’amministrazione, mentre il dato degli oltre tre milioni di euro di morosità torna a porre al centro del dibattito politico il tema della riscossione delle entrate comunali.

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