Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo

C’è chi al cinema va per dimenticare i problemi e chi, forse, per dimenticare quelli della propria banca. Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, ha scelto la Festa del Cinema di Roma, di cui il suo istituto è main partner fino al 2028, per celebrare il valore della cultura, dell’empatia e dello spirito critico. Tutto molto nobile. Peccato che, lontano dai riflettori dell’Auditorium Parco della Musica, la sceneggiatura sia decisamente meno rassicurante.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Gli stand di Banca Ifis alla Festa del Cinema di Roma (foto L43).

In Borsa il titolo Ifis, che a febbraio aveva toccato i 27,72 euro, è scivolato sotto quota 10, lasciando sul terreno quasi due terzi del suo valore. Un andamento che riflette le preoccupazioni del mercato per una banca impegnata in una complicata riorganizzazione, alle prese con i rilievi della vigilanza e con un’acquisizione, quella di Illimity, che si sta rivelando assai più impegnativa del previsto. Insomma, mentre Fassio si concede il tappeto rosso, agli azionisti è toccato finora uno spettacolo di tutt’altro genere.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
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Il rapporto di Bankitalia e i 215 milioni di possibili rettifiche

La parte meno cinematografica della vicenda è contenuta nel rapporto ispettivo consegnato il 23 settembre da Bankitalia, al termine degli accertamenti condotti tra gennaio e giugno. Il giudizio è stato «parzialmente sfavorevole», con rilievi che spaziano dall’antiriciclaggio ai controlli interni, dalla gestione del credito alle cartolarizzazioni, fino al governo societario e alla sostenibilità del modello di business. Un elenco sufficientemente ampio da suggerire che i problemi non si esauriscano in qualche dettaglio amministrativo.

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Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia (Imagoeconomica).

Non solo. In un’integrazione informativa richiesta dalla Consob, Ifis ha precisato che l’eventuale recepimento delle risultanze ispettive comporterebbe rettifiche sui crediti per complessivi 215 milioni di euro, di cui 157 relativi ai deteriorati e 58 ai finanziamenti in bonis. Su questi ultimi, 45 milioni erano già stati contabilizzati al 30 giugno. La banca ha annunciato piani di intervento per rispondere alle richieste della vigilanza e confermato l’intenzione di cedere il business dei crediti deteriorati. Una revisione profonda di un’attività che ne aveva caratterizzato il modello industriale.

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Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, con Frederik Geertman (foto Imagoeconomica).

Il cambio dell’amministratore delegato e il rating rivisto da Moody’s

Nel frattempo è cambiato anche l’amministratore delegato. Il 24 settembre Frederik Geertman ha lasciato l’incarico, sostituito da Raffaele Zingone. Sullo sfondo, un primo semestre nel quale l’utile è sceso da 88 a 8 milioni e una previsione di risultato netto per il 2026 ridimensionata a 100-110 milioni, rispetto ai 170-190 milioni precedentemente indicati. A completare il quadro è arrivata Moody’s, che il 5 ottobre ha rivisto i rating della banca, mantenendo un outlook negativo.

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Raffaele Zingone (foto Imagoeconomica).

Illimity, l’acquisizione che presenta il conto

Poi c’è Illimity, la banca fondata da Corrado Passera e acquisita da Ifis nel luglio 2025. Un’operazione nata con l’ambizione di creare un gruppo più forte e diversificato, ma accompagnata da svalutazioni e problemi ereditati dalla precedente gestione. La due diligence affidata a PwC aveva individuato la necessità di ulteriori rettifiche per 75 milioni, da aggiungere ai 290 milioni già contabilizzati da Illimity nel corso del 2025. E il conto non si è fermato lì: secondo quanto ricostruito da Repubblica, tra il 2025 e il 2026 le rettifiche e gli accantonamenti riferiti a Illimity hanno raggiunto complessivamente 405 milioni.

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Corrado Passera (foto Imagoeconomica).

A rendere la vicenda ancora più delicata è la prospettiva di un’azione di responsabilità contro gli ex amministratori della banca di Passera. Al centro degli approfondimenti figurano alcuni accordi tecnologici e i trattamenti economici riconosciuti a dirigenti usciti dopo l’acquisizione. In particolare, un audit interno avrebbe individuato la retrodatazione di cinque accordi relativi a liquidazioni particolarmente generose. Il consiglio di Illimity ha avviato ulteriori accertamenti per quantificare gli eventuali danni e verificare le responsabilità.

Si punta a completare la fusione entro la fine dell’anno

Una situazione che solleva anche un interrogativo sulla capacità dell’acquirente di valutare fino in fondo ciò che stava comprando. Non significa che la due diligence abbia necessariamente mancato il suo obiettivo, ma la successione delle rettifiche e delle criticità emerse dopo l’operazione rende legittimo chiedersi quanto fosse effettivamente visibile prima dell’acquisizione. Per il momento Ifis conferma le sinergie attese, pari a 75 milioni annui dal 2027, e punta a completare la fusione entro la fine dell’anno.

Il cinema, la musica e quello «sguardo critico»…

In questo scenario, la banca ha trovato anche il tempo e le risorse per diventare protagonista della 21esima Festa del Cinema di Roma. Non una semplice sponsorizzazione, ma una partnership triennale con la Fondazione Cinema per Roma, corredata da una Banca Ifis Lounge destinata a incontri, interviste e attività di networking. C’è anche un premio musicale, il Banca Ifis Music Award, assegnato per la prima volta al compositore Nicola Piovani, premio Oscar per La vita è bella, al quale Fassio ha consegnato il riconoscimento durante la serata inaugurale.

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Il compositore Nicola Piovani (foto Imagoeconomica).

Naturalmente, non c’è nulla di censurabile nel fatto che una banca sostenga la cultura. E nemmeno che il suo presidente partecipi agli eventi che finanzia. Semmai colpisce il contrasto tra l’immagine che Ifis propone di sé e le difficoltà che sta attraversando. Da una parte le fotografie con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, gli incontri con i protagonisti del cinema e le dichiarazioni sulla responsabilità sociale dell’impresa. Dall’altra i conti da rimettere in ordine, i rilievi di Bankitalia, gli azionisti alle prese con il crollo del titolo e un’acquisizione di cui si stanno ancora misurando le conseguenze.