Salerno, persiste l’allarme usura

di Erika Noschese

La provincia di Salerno si posiziona esattamente a metà classifica, occupando il 56° posto su 106 province italiane nell’annuale rilevazione sull’indice di criminalità elaborata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, un appuntamento statistico che fornisce il trend totale dei delitti commessi e denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria competente sul territorio nazionale. I dati, che fanno rigoroso riferimento ai delitti emersi nel corso dell’anno solare precedente, ovvero il 2025, restituiscono la fotografia di un territorio provinciale caratterizzato da un andamento ambivalente, dove a un rassicurante calo fisiologico dei numeri complessivi si contrappone la preoccupante persistenza di gravi criticità settoriali. Nello specifico, il Salernitano ha fatto registrare un totale di 32.983 denunce presentate presso gli organi inquirenti, un volume che si traduce in un tasso ponderato di 3.131,4 episodi delittuosi ogni 100.000 abitanti residenti. Questo dato complessivo evidenzia una flessione del 3,9% rispetto al 2024, allineandosi a un trend nazionale che vede una generale contrazione dei reati denunciati sull’intero territorio della Penisola italiana. Tuttavia, scavando accuratamente nelle singole voci che compongono questo imponente database investigativo, emerge un quadro locale decisamente più complesso e per certi versi allarmante per la tenuta della sicurezza pubblica e per le complesse dinamiche socio-economiche che attraversano la comunità provinciale. Tra le pieghe del report spicca in primis un dato che impone una profonda e urgente riflessione sul tessuto produttivo ed economico locale: Salerno schizza incredibilmente al 9° posto assoluto in Italia per l’odioso reato di usura, con 6 denunce totali che generano un’incidenza di 0,6 casi ogni 100.000 residenti. Un posizionamento estremamente preoccupante, limpido sintomo di un’economia sommersa che strangola le imprese e i cittadini in difficoltà, che si affianca a un altro inaspettato 9° posto nazionale, quello inerente agli omicidi preterintenzionali, con 2 episodi accertati e un tasso di 0,2. Il tessuto sociale risente evidentemente anche della latente presenza della criminalità organizzata, come dimostrato dalla 24ª posizione per i delitti di associazione di tipo mafioso, sebbene sia registrata a livello formale 1 sola denuncia specifica nel periodo in esame, e dal 39° posto per l’associazione per delinquere semplice, con 5 casi accertati e un tasso di 0,5. Di pari gravità e di dirompente impatto sul sistema finanziario è il dato sul riciclaggio e l’impiego di denaro di dubbia provenienza, che vede Salerno all’allarmante 12° posto in Italia con 42 casi e un’incidenza del 4,0, a ennesima conferma dell’attrattività del territorio per il reinvestimento dei capitali illeciti accumulati. Ma è sul fronte dei disastri ambientali e dei reati contro il patrimonio naturalistico che il territorio mostra la sua ferita più profonda e sanguinante: la provincia è infatti 4ª a livello nazionale per la piaga degli incendi boschivi, con ben 230 denunce e un tasso del 21,8, mentre si piazza all’8° posto per gli incendi generici, totalizzando 307 denunce complessive pari a 29,1 episodi ogni 100.000 abitanti. Numeri impressionanti che certificano senza possibilità di appello l’estrema vulnerabilità delle aree verdi salernitane e l’assoluta necessità di mantenere altissima l’attenzione istituzionale e preventiva su un fenomeno tanto ciclico quanto devastante per l’ecosistema. A questi reati si ricollegano in parte anche i danneggiamenti seguiti da incendio, che fanno segnare 142 episodi e spingono la provincia in una critica 32ª posizione con un tasso del 13,5. Analizzando ulteriormente il dettaglio analitico dei reati contro la persona, le fredde statistiche evidenziano un aggravamento per gli omicidi volontari consumati, che collocano la provincia al 44° posto con 5 casi e un tasso dello 0,5, le lesioni dolose giunte al 51° posto con 1.198 denunce totali e un tasso del 113,7, le percosse che registrano 365 episodi valevoli per il 37° piazzamento, e i danneggiamenti in generale, che contano ben 2.631 episodi posizionandosi al 98° posto della graduatoria nazionale con un tasso del 249,8. Fortemente negativo e palese indice di una conflittualità diffusa nei rapporti interpersonali risulta l’indicatore relativo alle minacce, dove Salerno balza addirittura al 12° posto nazionale con ben 1.798 casi denunciati alle forze dell’ordine, pari a 170,7 ogni 100.000 abitanti. Da segnalare ai fini statistici, e per comprendere i rischi legati alla sicurezza stradale e sul lavoro, anche il 55° posto per gli omicidi da incidente stradale, con 20 casi complessivi, e il 23° posto per gli omicidi da incidente sul lavoro con 2 denunce depositate. Un andamento non del tutto favorevole viene segnalato per una ulteriore serie di delitti di grave impatto socio-economico: le rapine si attestano al 60° posto con 241 denunce, lo spaccio e la produzione di stupefacenti al 73° posto con 409 casi scoperti, le estorsioni al 40° posto con 212 episodi, lo sfruttamento della prostituzione e la pornografia minorile occupano il 46° gradino con 19 denunce all’attivo, la contraffazione di marchi e prodotti industriali si assesta al 22° posto con 69 episodi, e infine il contrabbando figura al 18° posto con 6 denunce accertate. Non mancano, fortunatamente sul fronte diametralmente opposto, segnali di inequivocabile miglioramento per altre fattispecie criminose di larghissima diffusione che solitamente allarmano i residenti e i commercianti locali. Si registra infatti una sensibile flessione per i tentati omicidi, che scendono a 21 casi posizionando la provincia al 35° posto, per le violenze sessuali, relegate all’84° posto con 79 denunce formali, e per i furti nel loro complesso, che si riducono a 12.729 episodi, valevoli l’incoraggiante 46° posto nazionale con un tasso del 1.208,5. Anche le moderne truffe e frodi informatiche, pur rimanendo un fenomeno di vastissima scala in termini puramente assoluti con 3.964 casi registrati, mostrano indicatori in parziale miglioramento locale che collocano la provincia di Salerno al 93° posto nazionale, in netta controtendenza rispetto al preoccupante aumento generale di questi specifici cyber-reati in altre zone d’Italia. I delitti informatici puri si fermano invece al 66° posto con 312 segnalazioni, mentre la macro-categoria residuale denominata altri delitti assorbe 8.175 casi per il 51° posto in Italia. Per comprendere appieno e contestualizzare il reale peso specifico di questa immensa mole di numeri, risulta essenziale inserire la provincia di Salerno nel più ampio e frastagliato panorama regionale della Campania. In questo scenario macroscopico, la vicina metropoli di Napoli domina tristemente la classifica e si piazza al 12° posto su scala nazionale, vantando la più alta incidenza di denunce a livello locale pari a 131.056 casi complessivi, ovvero un vertiginoso tasso di 4.435,2 ogni 100.000 abitanti. Seguono a notevole distanza la provincia di Caserta al 50° posto, l’area di Salerno al 56°, e infine le zone maggiormente interne e meno densamente popolate con la provincia di Avellino al 91° posto e Benevento che chiude pacificamente la graduatoria campana posizionandosi alla 103ª posizione in Italia, registrando solamente 2.177,4 denunce ogni 100.000 abitanti residenti. Come ricordano puntualmente gli analisti incaricati della stesura del voluminoso dossier, la statistica elaborata annualmente fotografa in maniera esclusiva la criminalità effettivamente emersa, basandosi unicamente sui delitti denunciati in modo formale alle forze dell’ordine, e non rappresenta in alcun modo la totalità assoluta dei reati realmente commessi sul territorio di competenza, moltissimi dei quali rimangono perennemente sommersi nel cosiddetto numero oscuro per via della mancata denuncia da parte delle vittime. Il report annuale offre comunque all’intera collettività, alle forze di polizia e alle istituzioni politiche uno strumento di indagine indispensabile per mappare l’evoluzione sociologica e geografica del crimine nel Salernitano, dimostrando senza sconti che, se da un lato la microcriminalità diffusa sembra allentare in parte la sua morsa portando a una provvidenziale riduzione totale del volume delle denunce presentate, dall’altro lato si rafforzano in maniera subdola fenomeni criminali specifici, sotterranei e profondamente radicati nel tessuto economico come l’usura, l’estorsione e il riciclaggio di denaro sporco, senza mai dimenticare per un solo istante l’eterna e devastante emergenza ambientale dettata dalle mani dei piromani che distruggono sistematicamente il patrimonio boschivo e paesaggistico della provincia mettendo a repentaglio la vita stessa della comunità civile.

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