Nuove ombre su Infantino: secondo stipendio non dichiarato dalla Fifa?

Un’inchiesta del Times sta sollevando forti interrogativi sulla trasparenza delle retribuzioni di Gianni Infantino e sul rispetto delle regole della Fifa, di cui è presidente dal 2016. Secondo il quotidiano britannico il dirigente svizzero, in aggiunta ai 4,57 milioni di euro dichiarati dall’organismo di governo del calcio mondiale nel rapporto annuale, nel 2024 avrebbe ricevuto oltre 1,6 milioni di euro aggiuntivi dalla società statunitense (FWC2026 US Inc) costituita per organizzare i Mondiali di calcio che si sono svolti quest’anno tra Usa, Canada e Messico.

Nuove ombre su Infantino: secondo stipendio non dichiarato dalla Fifa?
Gianni Infantino (Imagoeconomica).

Infantino ancora nella bufera: le rivelazioni del Times

La somma ricevuta da Infantino in aggiunta allo stipendio base e ai bonus previsti dal suo contratto, stando all’inchiesta del Times, non sarebbe stata resa pubblica nel rendiconto della Fifa. Inoltre Infantino avrebbe ricevuto pagamenti analoghi (se non superiori) anche nel 2025 e nel 2026. L’articolo 43 dello statuto Fifa prevede che siano resi pubblici i compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale: la vicenda pone dunque una questione di trasparenza. Una parte dei compensi aggiuntivi sarebbe stata destinata a coprire l’affitto di una villa sul lungomare in una delle zone più ambite di Miami Beach, nelle ultraesclusive Sunset Islands. Una circostanza, questa, confermata dal portavoce del proprietario di un immobile a cui Infantino avrebbe pagato l’affitto per tre anni. La Fifa, senza chiarire perché gli importi aggiuntivi non compaiano nel rapporto annuale, ha spiegato che benefici e retribuzioni sono gestiti dal sottocomitato competente e comunicati alle autorità Usa secondo gli obblighi previsti. Le rivelazioni arrivano mentre Infantino, che ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi alla presidenza Fifa (la scadenza per presentare le candidature è fissata al 18 novembre), è già sotto pressione per altre questioni, su tutte il progetto – poi accantonato – di cedere a investitori privati quote della Coppa del Mondo.