Netanyahu chiede un’indagine contro i militari di ‘Naza’

In una lettera indirizzata alla procuratrice generale Gali Baharav-Miara, al capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, e al direttore dello Shin Bet, David Zini, Benjamin Netanyahu ha chiesto l’apertura di un’indagine penale nei confronti dei 24 militari israeliani che nel documentario Naza, in forma anonima, hanno raccontato di aver preso parte a uccisioni di massa di civili nella Striscia di Gaza.

Netanyahu ha accusato gli autori del film – i registi Rachel Szor e Yuval Abraham – di diffamare Israele e le sue forze armate, chiedendo che le persone coinvolte siano perseguite penalmente per violazione della sicurezza delle informazioni e per i danni arrecati agli interessi politici e militari dello Stato ebraico. In un messaggio pubblicato su X, Bibi ha definito il documentario «un’operazione falsa, ingannevole e faziosa che diffama lo Stato di Israele» e il suo esercito, sostenendo che il film danneggia anche la reputazione internazionale del Paese.

Netanyahu chiede un’indagine contro i militari di ‘Naza’
Rachel Szor e Yuval Abraham, registi di Naza (Ansa).

Naza ricostruisce i sistemi di pianificazione degli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023. Nel documentario i testimoni raccontano che l’IDF seleziona gli obiettivi da colpire stimando in anticipo quanti civili potrebbero morire nell’attacco: il titolo richiama un acronimo militare utilizzato dall’intelligence, derivato dall’espressione Nezek Agavi, ovvero «danno collaterale», che indica il margine di vittime civili considerato tollerabile. La pellicola si è aggiudicata il Premio speciale della giuria nell’ultima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.