In Asia il settore dell’aviazione civile sta attraversando una fase di profondi cambiamenti innescati da due fattori complementari. Da un lato la guerra in Iran, con l’interruzione delle forniture di petrolio e la conseguente impennata dei prezzi del carburante. Dall’altro la crescita delle rotte, dei passeggeri e degli investimenti nei mercati più dinamici del continente. Il risultato è un quadro in continua evoluzione nel quale si iniziano già a intravedere potenziali vincitori e vinti.
I conti delle compagnie aeree cinesi
In Cina nel primo semestre del 2026 le tre maggiori compagnie aeree statali – Air China, China Eastern Airlines e China Southern Airlines – hanno registrato una perdita complessiva di 8,2 miliardi di yuan (quasi 1,2 miliardi di dollari). A pesare sono stati i costi del carburante aumentati tra il 35 e il 38 per cento. I ricavi sono comunque cresciuti sostenuti dalla domanda internazionale. La compagnia di bandiera Air China ha chiuso il semestre con 341 milioni di dollari di perdite, in aumento del 27 per cento su base annua, e ricavi per circa 13,3 miliardi di dollari (+10,5 per cento). China Eastern si è fermata rispettivamente a 327 milioni (+53,8 per cento) e 11 miliardi (+11 per cento). Infine China Southern: oltre 550 milioni di perdite (+141,8 per cento) e 14 miliardi di ricavi (+9,7%). Eppure i vettori del Dragone stanno continuando ad ampliare le proprie flotte con i velivoli prodotti dalla cinese COMAC, il principale costruttore di aerei commerciali del Paese, e ad aprire nuove rotte internazionali. Si va dal collegamento Pechino–Venezia di Air China allo Xiamen–Londra di Xiamen Airlines, a quelli Pechino–Helsinki e Guangzhou–Bishkek di China Southern fino allo Shenzhen–Sydney di Shenzhen Airlines. Negli ultimi otto mesi la Cina ha inoltre inaugurato 115 rotte cargo: 41 verso l’Europa, 57 in Asia, 13 verso il Nord America, tre verso l’Africa e una verso il Sud America. Il caro carburante pesa sui bilanci ma le compagnie cinesi continuano a scommettere sull’espansione globale per conquistare (nel lungo periodo) nuovi passeggeri e mercati.

La crisi del vettore malese AirAsia
AirAsia, il colosso low cost del Sud-est asiatico, si trova invece in una situazione finanziaria disastrosa. Al 30 giugno presentava passività correnti per 4,5 miliardi di dollari e circa 240 milioni in liquidità, uno dei saldi più bassi tra le compagnie aeree monitorate a livello globale da Bloomberg. La compagnia malese prevede di raccogliere un miliardo sui mercati internazionali entro gennaio per ristrutturare il debito esistente. Secondo Reuters avrebbe però bisogno di almeno 3 miliardi di nuovi capitali per tornare a respirare. Nel frattempo il vettore ha tagliato le rotte meno redditizie, restituito 25 aeromobili alle società di leasing e rinegoziato i contratti con i fornitori per ridurre i costi. «Siamo in salute. Siamo sostenibili», ha dichiarato in conferenza stampa il cofondatore di AirAsia, Tony Fernandes, smentendo le voci sul possibile fallimento dell’azienda.

La crescita dell’India e le fusioni coreane
Per Airbus il mercato dell’aviazione destinato a crescere più rapidamente al mondo è quello dell’India. Nelle previsioni per il periodo 2026-2045 il costruttore ha alzato dall’8,9 per cento al 9,3 per cento la stima di crescita media annua del traffico domestico. Il mercato indiano potrebbe inoltre aver bisogno di 3.480 nuovi aerei passeggeri nei prossimi 20 anni. È anche per questo che Adani Defence & Aerospace, un ramo del Gruppo Adani, tra i maggiori conglomerati del Paese, starebbe valutando l’ingresso nel settore aereo. Una simile mossa aumenterebbe la concorrenza in un mercato oggi dominato da IndiGo e Air India, che insieme controllano oltre il 90 per cento del traffico nazionale. Semaforo verde invece in Corea del Sud per l’acquisizione di Asiana Airlines da parte di Korean Air. Dopo sei anni l’iter è stato approvato dalle autorità. Il valore dell’operazione è di circa 1.800 miliardi di won (1,6 miliardi di dollari) per un altro gigante pronto a sfidare i player indiani e cinesi. In Asia e nel resto del pianeta.
