di Erika Noschese
Riqualificazione energetica e sismica degli edifici, nuovi spazi verdi, recupero delle aree pubbliche e una forte caratterizzazione artistica affidata a murales e opere di street art. Si sono conclusi gli interventi del programma «Sicuro, verde e sociale» dedicati al patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica del centro storico di Salerno. Un progetto finanziato con risorse Pnrr che ha interessato il quartiere «Le Fornelle», restituendo nuovi spazi e fabbricati riqualificati e intervenendo contemporaneamente sul decoro e sulla vivibilità di alcune aree strategiche del centro storico. Il progetto ha coinvolto quattro fabbricati situati tra via Portacatena, vicolo degli Amalfitani, piazza Matteo D’Aiello, vicolo Santa Trofimena e via Gaetano Esposito, caratterizzati da differenti tipologie strutturali, dalla muratura al cemento armato fino alle strutture miste. Gli interventi hanno avuto come obiettivo il miglioramento del comfort abitativo e dell’efficienza energetica degli edifici, portati alla classe energetica B. Sono stati realizzati cappotti termici, sostituiti gli infissi e le caldaie, installate valvole termostatiche sui corpi riscaldanti e impianti di ventilazione meccanica. Parallelamente sono stati individuati e realizzati interventi finalizzati a migliorare la risposta sismica degli edifici. La riqualificazione non si è fermata ai fabbricati di edilizia pubblica, ma ha interessato anche gli spazi pubblici e le aree verdi circostanti. Tra gli interventi figura il recupero dell’Arenile di Santa Teresa, con il risanamento e la messa in sicurezza del solarium progettato dallo studio Cuomo e Associati. L’intervento si è reso necessario anche a causa dei fenomeni di marcescenza che avevano interessato le precedenti travi in legno. Nel rispetto dei vincoli paesaggistici e della geometria originaria a gradonate, la pavimentazione in teak è stata sostituita con doghe in bamboo ad alta resistenza, particolarmente performanti contro la salsedine. Sono state preservate le 18 palme Washingtonia robusta ed è stato effettuato anche il refitting dell’illuminazione delle gradonate. Interessata dai lavori anche piazza Cavour, area precedentemente sottratta all’uso pubblico tra via Roma e il Lungomare Trieste, trasformata in un’isola pedonale verde. Sono stati realizzati circa 489 metri quadrati di pavimentazione in porfido, 370 metri quadrati di prato e nuove alberature, tra cui palme Washingtonia e Jacaranda, oltre a 70 cespugli di Pittosporum. Installati anche quattro nuovi lampioni storici in ferro e ricavati nove posti auto per la sosta. In via Matteo D’Aiello, in risposta alle richieste dei residenti, l’area adiacente al civico 12 è stata trasformata in uno spazio verde ornamentale, con vialetti in calcestruzzo drenante, illuminazione LED ad alta efficienza, una nuova struttura del pergolato e accessi messi in sicurezza, salvaguardando le alberature preesistenti. Gli interventi hanno inoltre riguardato la manutenzione stradale di via Molo Manfredi, all’ingresso della Capitaneria di Porto, dove è stato ripristinato l’asfalto e sono state installate nuove transenne parapedonali in acciaio zincato. Riqualificata anche la pavimentazione in cubetti di porfido di via Antica Corte e quella di via Gaetano Esposito. Una parte significativa della rigenerazione ha riguardato anche la dimensione artistica e culturale del quartiere. La riqualificazione dei fabbricati, in particolare delle facciate, ha fatto da cornice al progetto «Muri d’Autore – Parco della Poesia di Strada», realizzato dalla Fondazione Alfonso Gatto con il sostegno del Comune attraverso le risorse del finanziamento PNRR e i fondi della legge regionale 26 aprile 2023 numero 3, destinati alla conoscenza, al sostegno e alla valorizzazione della creatività urbana, della street art, del writing e del muralismo. Al progetto hanno partecipato artisti di fama internazionale come Guido Van Helten, street artist australiano autore di ritratti monocromatici in stile fotorealistico; Alice Pasquini, illustratrice e scenografa conosciuta per i suoi lavori dedicati all’empowerment femminile, alle emozioni e alle relazioni umane; UNO, artista visivo specializzato in poster, collage, stencil e décollage; e Pino Roscigno, autore delle calligrafie. A fare il punto sugli interventi e sulle prospettive future è stato il sindaco Vincenzo De Luca, che ha definito quello appena concluso «l’ultimo intervento del programma di San Matteo», annunciando però la prosecuzione dei lavori. «Ricominciamo subito dopo perché dobbiamo completare Piazza Cavour, il parco di via Fornari, poi il parco D’Agostino. Insomma, c’è da lavorare», ha affermato. De Luca ha sottolineato il valore della riqualificazione dell’edilizia pubblica, non limitata agli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza. «Non si è fatto solo un lavoro di protezione, con cappotti termici, infissi e quant’altro, ma è nato anche un ambiente molto segnato da opere d’arte, murales, poesie sui muri», ha detto il sindaco, evidenziando anche la crescente presenza di turisti nell’area delle Fornelle. Nel corso della visita, il sindaco ha richiamato anche l’attenzione sull’immobile situato alle spalle di Largo Campo, in prossimità di Porta Rateprandi, dove da circa trent’anni, secondo quanto riferito da De Luca, è presente un’impalcatura risalente al periodo successivo al terremoto. «Abbiamo già fatto un’ordinanza ai proprietari per la demolizione di quella struttura. Attendiamo ancora qualche giorno, altrimenti dovremo procedere come Comune a demolire tutto», ha dichiarato De Luca, sottolineando però la complessità dell’operazione, considerata la presenza, nelle immediate vicinanze, di una chiesa frequentata e di altri immobili. Il completamento degli interventi rappresenta, secondo De Luca, un punto di partenza per un progetto più ampio di recupero del centro storico. «Abbiamo un centro storico bellissimo, abbastanza ignorato. L’idea che mi viene è di avere un progetto unitario di riqualificazione di tutta questa parte del centro storico. Ci vorrebbero una quindicina di milioni di euro», ha spiegato. Il sindaco ha ricordato anche la precedente stagione di interventi realizzata attraverso il programma Urban. «La prima grande operazione di recupero del centro storico la facemmo con un progetto europeo, il programma Urban. Avevamo 40 milioni di euro allora e fu rifatta tutta la pubblica illuminazione, le reti fognarie e quant’altro. Dobbiamo pensare a una cosa simile: un grande programma europeo di riqualificazione del centro storico». Tra le esigenze indicate dai residenti ci sono anche il prolungamento dell’orario di apertura dell’ascensore, interventi sulle fontane e sul verde pubblico. Ma nel piano del Comune rientra anche il collegamento con il Castello d’Arechi: «Stiamo lavorando per avere la funicolare che dal centro storico possa arrivare al Castello d’Arechi». L’obiettivo, ha aggiunto De Luca, è costruire un percorso storico-culturale capace di valorizzare la Salerno longobarda e normanna, insieme ai luoghi simbolo del centro storico, tra cui la casa di Alfonso Gatto. Il tema della riqualificazione si intreccia anche con quello della pianificazione urbanistica. De Luca ha annunciato che il Consiglio comunale del 24 settembre sarà chiamato ad approvare una norma urbanistica di salvaguardia. «Intanto dobbiamo bloccare il consumo di suolo. Prima di pensare ad altre cose, fermiamoci per respirare», ha dichiarato. Parallelamente, l’amministrazione intende lavorare su nuove ipotesi di edilizia popolare e sociale, intervenendo anche su immobili collegati agli ex IACP e su altri interventi nei quartieri cittadini. Tra le aree indicate dal sindaco c’è Santa Margherita, nell’ambito del progetto del Bocciodromo, oltre ai Picarielli. La variante urbanistica dovrebbe essere sottoposta al Consiglio comunale del 24 settembre, mentre successivamente si dovrà valutare il destino di alcuni immobili. «Bisogna fare sempre un calcolo costi-benefici. A volte è più vantaggioso demolire e ricostruire che fare la ristrutturazione», ha spiegato De Luca. Il sindaco ha quindi indicato la necessità di una svolta nelle politiche di edilizia sociale: «Fermiamo la costruzione dei grandi palazzoni nei quali gli appartamenti si vendono a 5.000-6.000 euro al metro quadro. Fermiamoci. Pensiamo ai ceti popolari e vediamo di dare un’alternativa». La conclusione degli interventi alle Fornelle diventa così, nelle intenzioni dell’amministrazione, non il punto di arrivo ma l’avvio di una nuova fase di riqualificazione del centro storico. «Le idee le abbiamo, ci manca solo una cosa: i soldi», ha sintetizzato De Luca, indicando nella ricerca di nuove risorse, anche europee, il passaggio necessario per dare continuità al programma di rigenerazione urbana.
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