Salerno, Question time in Consiglio comunale, è già scontro

di Erika Noschese

Inizia tra le polemiche l’avventura della commissione Statuto e Regolamenti, presieduta dal consigliere comunale Fabio Piccininno, eletto con la lista A Testa Alta. Nel corso della prima riunione, infatti, il presidente ha illustrato alcune modifiche che potrebbero essere introdotte nel regolamento per le adunanze consiliari, a partire dalle modalità di presentazione e discussione di interrogazioni e interpellanze. La proposta riguarda, in particolare, gli articoli dal 37 al 47 del regolamento, relativi a interrogazioni, interpellanze, mozioni e raccomandazioni. La principale novità sarebbe l’introduzione del cosiddetto «question time», uno spazio dedicato alle domande dei consiglieri al sindaco e agli assessori competenti. «La mia proposta, che sarà discussa anche martedì nelle prossime riunioni di commissione, è di modificare questi articoli con l’introduzione dell’istituto del question time, ovvero dare la possibilità a tutti i consiglieri di fare delle interrogazioni mensili al sindaco e all’assessore competente», ha spiegato Piccininno. In sostanza, interrogazioni e interpellanze non verrebbero più discusse direttamente durante le sedute ordinarie del consiglio comunale, ma troverebbero spazio in una seduta dedicata, della durata ipotizzata di circa un’ora, sul modello di quanto già avviene in altri organi istituzionali, a partire dal Consiglio regionale. Una modifica che ha già alimentato le prime contestazioni da parte dell’opposizione. Secondo Piccininno, però, l’obiettivo sarebbe esattamente opposto a quello denunciato da alcuni consiglieri: «A mio avviso questa modifica va ad aumentare la democrazia e a dare maggior peso al ruolo del consigliere comunale, perché oggi il consigliere, per fare un’interpellanza o una mozione, deve attendere la convocazione del consiglio». Il presidente pone inoltre l’accento sui costi delle sedute consiliari. «Invece di chiedere la convocazione del consiglio comunale, che tra l’altro comporta dei costi per la cittadinanza, perché i consiglieri prendono il gettone di presenza, ci sarà il question time che non prevede alcun gettone», ha aggiunto. Secondo la proposta, il question time dovrebbe essere discusso entro un mese dalla presentazione dell’interrogazione o dell’interpellanza, su proposta del presidente del Consiglio comunale. Una tempistica che, nelle intenzioni dei promotori della modifica, dovrebbe consentire ai consiglieri di ottenere risposte in tempi più rapidi senza dover attendere la convocazione di una seduta ordinaria. Ma proprio sulla modifica delle modalità di confronto in aula si è aperto il primo fronte polemico. «Una piccola parte dell’opposizione ha visto questa proposta come un tentativo di limitare le loro funzioni, gridando all’antidemocrazia, al tentativo di mettere il bavaglio, quando in realtà vogliamo solo aumentare le funzioni del consigliere comunale», ha affermato Piccininno, precisando però che si tratta ancora di una proposta suscettibile di modifiche e integrazioni nel corso dei lavori della commissione. Resta, inoltre, il nodo della trasparenza. Il question time, secondo quanto emerso, non dovrebbe essere trasmesso in diretta streaming. E, almeno per il momento, non sembra esserci un’apertura alla diretta delle sedute del consiglio comunale. Per quanto riguarda le commissioni, invece, i consiglieri continueranno ad avere la possibilità di partecipare ai lavori anche da remoto. La discussione è dunque soltanto all’inizio. Le modifiche dovranno essere approfondite dalla commissione Statuto e Regolamenti prima di arrivare all’esame dell’assemblea cittadina. La parola finale sull’approvazione del nuovo regolamento spetterà, come previsto, al consiglio comunale. Sarà quindi nelle prossime riunioni che si capirà se la proposta sul question time riuscirà a trovare una convergenza politica o se diventerà uno dei primi terreni di scontro tra maggioranza e opposizione. A contestare il regolamento il consigliere comunale nonché capogruppo di Forza Italia, Gabriele Casaburi.

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