Longevità e risultati. Ecco perché e dove il governo Meloni sbaglia

di Aldo Primicerio

 

Tanti errori di miopia politica, tra i più clamorosi ad es. quello sugli infermieri

A metà settembre si terranno le prove di ammissione. Ma quanto accaduto finora è fin troppo eloquente. Le domande sono crollate del 52% nell’ultimo decennio: ormai ci sono meno candidati che posti disponibili. Quest’anno le Regioni ne chiedono oltre 25.000. Ma i candidati non ci sono, e non ci saranno. Il motivo? La miopia politica dei governi. Anche dei precedenti, attenzione, ma quella di questo governo supera tutti, L’Italia ha il 25% di medici in più rispetto alla media europea. Eppure il governo Meloni ha riformato l’accesso a Medicina con il semestre aperto: 54.000 iscritti, piattaforma dedicata, campagna informativa nazionale, un decreto ministeriale per cambiare le regole del gioco. Per gli infermieri, che mancano assai più dei medici, cosa si è fatto? Si sono aumentati solo i posti a bando. E basta. Nessuna riforma strutturale. Nessuna campagna istituzionale. Si sprecano i promo sulle donazioni, sull’arruolamento delle forze armate. Avete mai visto in tv una pubblicità progresso sulla infermieristica? Zero.

 

Sapete quanti infermieri mancao in Italia? 65mila! Da noi ne abbiamo 6,9 ogni 1000 abitanti, una miseria

La media in UE è di 8,4, in Germania ne hanno 13 su 1000. In un bel pezzo di Alessandra Milani si legge che in alcuni reparti 1 solo infermiere segue 16 pazienti. Incredibile. Lo standard europeo di pazienti ne prevede al massimo 7 per infermiere.. Secondo una statistica di The Lancet – una delle riviste scientifiche di medicina generale più antiche, famose e influenti al mondo – ogni paziente in più affidato a un infermiere è collegato  ad un aumento del + 7% di mortalità entro 30 giorni. Se l’Italia vi si attenesse, eviteremmo circa 3.500 morti l’anno. Ma dove sono i nodi? Facile. Il primo è lo stipendio. Un infermiere italiano porta a casa tra 1.650 e msx 1.900 euro netti al mese (notti, festivi e turni inclusi). In Germania guadagnerebbe il doppio. In Svizzera il triplo. Nel 2025, oltre 10.000 infermieri sono usciti dalla professione. Li formiamo con soldi pubblici, poi li perdiamo. “Il giovane si vede consegnare uno stipendio da fame. In cambio, turni massacranti, aggressioni nei pronto soccorso, nessuna carriera. E sceglie altro. Non sta tradendo una vocazione: sta facendo l’unica scelta razionale che questo Paese gli lascia. “La politica spalanca le porte per i medici. Per gli infermieri non si apre nemmeno la finestra. E il conto lo pagheremo tutti. In vite umane, non in punti di Pil.”.  Complimenti Alessandra. Un pezzo che resta nella storia.

 

Esagerazioni, celebrazioni. esegerate, persino una Festa della longevità di un Governo. Ma quante obiezioni s’han da fare

Dopo il superamento dei 1.412 giorni in carica del governo Berlusconi II, le celebrazioni della maggioranza si sono sprecate, Il governo esalta la propria durata come un sinonimo di stabilità politica ed efficienza istituzionale, elementi storicamente rari in Italia e considerati fondamentali per rassicurare i mercati finanziari e le agenzie di rating. Ma quante obiezioni ci son da fare… La prima è un primato favorito dal contesto. Il superamento del record non è necessariamente il frutto di una formula politica innovativa, bensì della forte maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni del 2022 e della mancanza di una leadership alternativa coesa tra gli alleati. Seconda, la durata non equivale ad incisività. Le opposizioni, ma anche buona parte degli italiani che sanno ragionare, sottolineano che la pura sopravvivenza temporale rischia di trasformarsi in una “autocelebrazione nel Palazzo” a fronte di riforme strutturali considerate deboli o assenti. Terza obiezione, una longevità che non equivale a stabilità istituzionale, ma può anche essere effetto di immobilismo. Innanzitutto il primato favorito dal contesto. Il superamento del record non è necessariamente il frutto di una formula politica innovativa, bensì della forte maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni del 2022 e della mancanza di una leadership alternativa unita. E poi una durata che non equivale ad incisività. Il discorso si sposta così dal “quanto” si governa al “cosa” si produce effettivamente per i cittadini.

 

L’esaltazione dei risultati economici. Anche qui, quante contraddizioni..

. 1  Su occupazione e lavoro si celebra il superamento dei 24 milioni di occupati e un tasso di disoccupazione sceso ai minimi storici (sotto il 6%). Gli analisti e i sindacati fanno notare che la crescita dell’occupazione è legata in gran parte a dinamiche demografiche (il calo della popolazione attiva riduce la base di calcolo dei disoccupati) e a dinamiche europee post-pandemiche generali. Inoltre, persistono forti critiche sulla qualità del lavoro: l’aumento dei contratti precari o a tempo parziale e la piaga dei “lavoratori poveri” non offrono un quadro del tutto positivo per il potere d’acquisto delle famiglie. . 2  Su crescita Pil e produzione industriale, l’Italia viene descritta dal governo come un’economia solida che cresce a ritmi in linea o leggermente superiori rispetto ad altri grandi partner europei come la Germania. La crescita del PIL italiano si attesta su livelli comunque modesti (intorno allo 0,7% – 0,8%) ed è in forte rallentamento rispetto al rimbalzo degli anni immediatamente successivi alla pandemia. A destare preoccupazione è soprattutto la produzione industriale, che registra da molti mesi un segno negativo. . 3  Su tasse e pressione fiscale il governo rivendica i benefici del taglio del cuneo fiscale. Ma molti osservatori osservano che la pressione fiscale complessiva nel Paese è leggermente aumentata rispetto al momento dell’insediamento dell’esecutivo nel 2022, smentendo la retorica del “fisco meno oppressivo”. . 4  Su conti pubblici e sanità si rivendicano stanziamenti record.  Ma la spesa viene criticata perché, pur aumentando in valore monetario assoluto, diminuisce o resta ferma in rapporto al PIL, lasciando irrisolti i problemi strutturali delle liste d’attesa e della carenza di personale medico sul territorio . 5  Per concludere, su dati reali e sulla loro percezione, da molti sondaggi (ad es. di Swg) emerge una incongruenza tra racconto governativo e “sentiment” del Paese. Che sottolinea come la maggioranza dei cittadini giudichi negativamente l’operato dell’esecutivo su temi quotidiani come il costo della vita, il potere d’acquisto, la gestione della sanità e la sicurezza. Il principale errore politico del governo, secondo i critici, risiede proprio nel divario tra la narrativa dei primati macroeconomici e la realtà quotidiana delle famiglie. Che continuano a fare fatica ad arrivare a fine mese in un contesto di crescita debole e servizi pubblici sotto pressione. E dovremmo parlare anche di Trump, di Europa, di guerra migratoria con la Spagna, di stop alla transizione energetica, di difesa ad oltranza dei combustibili fossili che sta uccidendo il pianeta, dell’hub migranti in Albania più lager per deportati che luogo trasformazione di un problema, di una soluzione di un fenomeno migratorio strutturale. E di tanto altro. Ma non c’è più tempo e spazio. Il racconto continua. Se ne avremo forza e voglia.

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