Una giornata da ricordare, a Il Messaggero, quella del saluto di Guido Boffo alla redazione. Era pure rivolto all’editore, quell’addio, dato che era presente Azzurra Caltagirone, pronta a tributare i dovuti onori a chi è stato, nel passato, direttore del quotidiano “principe” della casata. Mentre qualcuno pare abbia borbottato un «beato lui che ce l’ha fatta ad andarsene», con tono di chi vorrebbe seguirlo e nutre una certa invidia per il successo dell’operazione, altri mettono in conto le prossime iniziative caltagironiane. Pasteggiando in via del Tritone assieme a Boffo, tra un “dolce e salato” e brindando all’uscita del vicedirettore, girava una domanda: «Ma Pini quando arriva?».

Già, perché sembra il segreto di Pulcinella, ma per uno come Boffo che va a Qn alla corte di Leonardo Maria Del Vecchio c’è chi potrebbe compiere lo stesso percorso, ma al contrario: voci di corridoio fanno proprio il nome della direttrice Agnese Pini, 41 anni. Anzi, la “tridirettrice”, per la precisione, visto che tiene in piedi tre giornali, ossia La Nazione (prima donna a guidare lo storico quotidiano fiorentino nel 2019, a soli 34 anni), Il Resto del Carlino e Il Giorno (dello stesso consorzio fa parte anche Il Telegrafo di Livorno, ma nessuno se ne ricorda mai). Scenario davvero possibile o solo rumors? In via del Tritone non c’è ancora stata una donna al timone, e Roberto Napoletano a maggio ha compiuto 65 anni. Pini poi gode della massima considerazione da parte di Bruno Vespa, e nel salotto di Porta a Porta è molto più comodo arrivarci in presenza lavorando a Roma, piuttosto che nel resto d’Italia (non solo del Carlino). L’aria dell’ultimo giorno di agosto comunque era scanzonata: tutti felici e contenti della soluzione trovata, i colleghi gioivano per la fortuna (sempre decisiva nella professione giornalistica) di Boffo, l’editore per quello che storicamente viene detto quando un capo se ne va, ossia un costo in meno, l’organizzazione perché si libera una stanza. Ora, nel risiko dei giornali, l’eventuale uscita di Agnese Pini da Qn spalancherebbe le porte della direzione del gruppo caro a Lmdv proprio a Guido Boffo, pronto a scendere in campo tornando a rivestire i galloni di numero uno di un quotidiano. Staremo a vedere…
Sergio vuole tenersi San Marino, in attesa di rientrare nel cda
Scherza con i fanti ma lascia stare San Marino. Roberto Sergio ha deciso di lasciare la Rai il 30 settembre, ma vuole tenersi la poltrona della televisione sammarinese. «Magari si trasferisce lì nella Repubblica del Titano e mette sull’auto la targa RSM», scherza un suo vecchio amico. In realtà il suo obiettivo è rientrare in quello che sarà il nuovo consiglio di amministrazione. Di certo però è l’ennesimo caso estivo che pone in fibrillazione la Rai: tra un Paolo Corsini che sta in vacanza con la figlia in Irlanda e deve occuparsi della grana di Report e di Sigfrido Ranucci, ecco affacciarsi l’uscita di Sergio, che tecnicamente ha i suoi diritti per restare alla tivù “straniera”. A suo favore esistono altri precedenti: tra tutti è da ricordare quello riguardante Franco Siddi e la sua permanenza alla presidenza di Confindustria Radio Televisioni. Siddi, “il sindacalista”, già a capo della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana, era entrato nella compagine in qualità di consigliere di amministrazione della Rai, ma rimase alla guida della Confindustria di settore anche dopo l’uscita dal board di Viale Mazzini, per anni, con un sontuoso ufficio nella centralissima piazza Santi Apostoli (mica a viale dell’Astronomia, all’Eur, dove si trovano le altre sigle confindustriali). Sergio, a differenza dei meloniani, conosce perfettamente codici e pandette della televisione pubblica, anche perché molti testi li ha scritti lui. Insomma, teniamoci San Marino, per ora, in attesa di trovare un posto nel prossimo cda.












