Cosa c’è dietro l’accelerata di Calabresi nella corsa per Palazzo Marino

Non è ancora una candidatura, ma è il suo preambolo necessario. Come caricare il fucile prima di andare a caccia. Uscendo da Chora Media, Mario Calabresi ha risolto in un colpo solo gli unici due possibili ostacoli nella sua corsa verso Palazzo Marino. Il primo è una questione di opportunità, perché un leader politico a capo di un media stonava già ai tempi di Berlusconi. Il secondo, più delicato, riguarda gli intrecci societari con l’America di Trump: nulla di illecito, fino a prova contraria, ma argomento molto caldo tra gli oppositori interni.

Cosa c’è dietro l’accelerata di Calabresi nella corsa per Palazzo Marino
Mario Calabresi (Imagoeconomica).

Majorino perde punti, per Pacini e Goisis cambia poco

Poco o nulla conteranno le possibili polemiche sul centrismo del giornalista, perché basterà un programma sufficientemente progressista e inclusivo per confermare la sua piena adesione ai valori del centrosinistra (cosa che peraltro nell’ambiente è già piuttosto nota, ma bisogna parlare a più elettori possibile). Non è casuale la tempistica della scelta. La mossa arriva alla viglia di quella Festa dell’Unità meneghina che Elly Schlein ha deciso di saltare, secondo una logica che – come rivelato da Lettera43 – si traduce in un messaggio netto: non mi immischio con la scelta del candidato sindaco, fate le primarie e tanti auguri. Una posizione che fa perdere punti a Pierfrancesco Majorino, che essendo vicinissimo alla segretaria avrebbe legittimamente piuttosto augurarsi un endorsement, mentre cambia poco per gli outsider Lorenzo Pacini e Tommaso Goisis, i quali certamente hanno messo in conto che prima o poi sarebbe arrivato un adulto a mettere fine alla ricreazione.

Cosa c’è dietro l’accelerata di Calabresi nella corsa per Palazzo Marino
Pierfrancesco Majorino (Imagoeconomica).

Scavuzzo intende restare in campo

Calabresi non solo gode del pieno appoggio della maggioranza delle correnti del Pd e di Azione, ma è anche pronto a misurarsi nelle primarie, se necessarie: così come fu per Giuliano Pisapia, grazie al consenso dei gazebo sarebbe rafforzato nel successivo dialogo coi partiti sulla scelta di assessori e manager delle partecipate. A proposito, si mormora che per il delicato ruolo di DG del Comune sia stata sondata Anna Scavuzzo. La vicesindaca conosce perfettamente la macchina comunale e sarebbe perfetta per il ruolo, ma intende rimanere in campo e giocarsi le sue carte nelle primarie, con ammirevole determinazione. Il succitato Pisapia, sempre secondo rumors, sarebbe invece pronto a sostenere apertamente Calabresi, che già gode del fattivo appoggio di diversi suoi collaboratori della prima Giunta arancione.

Cosa c’è dietro l’accelerata di Calabresi nella corsa per Palazzo Marino
Anna Scavuzzo (Imagoeconomica).

Per chi uscirà sconfitto nessun premio di consolazione

Nulla è ancora scritto, ma il dispiegamento di forze sul lato di Calabresi è così ingente da lasciare intuire i prossimi capitoli della storia. Come l’hanno presa gli altri candidati? Bene, ma non benissimo. La discesa in campo del giornalista era da tempo nell’aria, ma con lo spostamento di lato di Elly Schlein ora sarà più difficile trovare premi di consolazione per chi vorrà cedere il passo. Chi invece proverà a giocarsela dovrà accettare il rischio: con tutti i candidati i campo, i non-vincitori potrebbero uscire dal campo con un punteggio schiacciante e le ossa rotte. Vedremo se prevarrà il coraggio o la lungimiranza politica.