Fakir, per i periti della Procura lo schiacciamento fu «concausa della morte»

La perizia medico-legale definitiva sul caso di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino deceduto il 19 luglio 2026 a Bologna durante un intervento di due agenti delle volanti della polizia, ha stabilito che lo schiacciamento e la compressione toracica in posizione prona sono stati una concausa della morte, assieme alla presenza di cocaina nell’organismo.

LEGGI ANCHE: La morte di Fakir, l’inadeguatezza dello Stato e l’avanzare della barbarie

Il fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo

La prima autopsia aveva evidenziato la presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, iscrivendo nel registro delle annotazioni preliminari i due agenti della polizia intervenuti nel fermo e i quattro soccorritori della Croce Rossa, tutti non formalmente indagati. I pm si riuniranno il 28 ottobre per stabilire come procedere nell’inchiesta: dovranno decidere se archiviare o formalizzare l’accusa di omicidio colposo per i due poliziotti responsabili del fermo e per i quattro soccorritori.