I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole

Ratti, non parole! Dopo il gioco dell’Opa sul Fatto Quotidiano e una nuova intervista biascicata, questa volta in radio, a Rtl 102.5, un confuso Leonardino Maria Del Vecchio ha fatto una retromarcia. Anche se ormai era tardi. Consigliato finalmente da qualcuno (chissà se è stato il suo ufficio stampa oppure Fedez, che sembra curargli sempre di più la comunicazione), il rampollo ha cancellato il tweet in cui dava dei «ratti del giornalismo» a Marco Travaglio & co. Lo stesso Travaglio che lui «stima» (pensa cosa avrebbe detto se non l’avesse stimato) anche se «non ci devo andare fuori a cena», col quale però adesso si è messo in testa di voler fare «un confronto pubblico».

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
Il tweet cancellato da Del Vecchio.

A ogni modo, il post su X non ci sarà più, ma l’insulto riecheggia ancora. Tanto che qualcuno l’ha rispedito nella metà campo di Lmdv. «Non possiamo lasciare i giornali da soli in pasto ai ratti del capitalismo: quelli che possono approfittare della crisi dell’editoria per mettere le mani sulle testate compromettendone la linea editoriale nonostante le promesse e le parole di facciata», ha detto Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 stelle e già presidente della commissione di Vigilanza Rai. L’erede di Luxottica intanto ha detto di voler chiudere tutte le cause contro i fratelli: «Basta guerre fratricide». L’unico a non salvarsi è Francesco Milleri: «Ha tradito il mandato di mio padre». Fino al prossimo dietrofront via social.

Vannacci al monastero, ma senza benedizione

Questa volta Roberto Vannacci e i suoi dovranno rinunciare alla benedizione. Nel pomeriggio di martedì 27 ottobre il coordinamento campano di Futuro Nazionale ha organizzato un evento nel complesso monumentale vincenziano di Napoli, con guest star Gianni Alemanno. Ma i religiosi si sono affrettati a prendere le distanze dagli arditi. Con tanto di nota ufficiale: «La nostra realtà non ha preso parte all’organizzazione dell’iniziativa, né ne condivide i contenuti o le finalità, contrariamente a quanto emerso da recenti comunicazioni che potrebbero accostarci al movimento politico». Insomma con i futuristi non vogliono avere nulla a che fare. «La concessione degli spazi», ricorda il comunicato, «è avvenuta secondo la prassi con cui il Complesso accoglie da anni iniziative culturali, civiche e associative nel cuore del Rione Sanità. Tale concessione non costituisce in alcun modo adesione, patrocinio o condivisione dei contenuti dell’evento, né dei suoi promotori. L’uso della denominazione “Monastero dei Vincenziani” nella comunicazione dell’iniziativa non implica alcun coinvolgimento della comunità religiosa». Tra l’altro, l’impegno sociale dei Padri Missionari Vincenziani «si fonda sulla dignità inviolabile di ogni persona, sull’accoglienza dello straniero e del migrante, sulla solidarietà verso chi è fragile, senza distinzione di origine, cultura o religione. Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto è lontana dal nostro modo di intendere la carità». E buona remigrazione a tutti.

Le priorità di Sangiuliano in Campania? Le donne col velo

La camorra? La crisi economica? Il divario Nord-Sud che continua ad ampliarsi? La disoccupazione? No: per Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Campania, il problema di Napoli sono le donne col burqa e col niqab. Non si sa dove siano, non si sa quante siano, ma Sangiuliano, uno che ha il fiuto politico di una volpe, ha deciso su quale argomento puntare per risollevare un partito che in Italia svetta al primo posto della classifica delle forze politiche, mentre a Napoli e in Campania langue. E così Genny ha organizzato un flash mob in Piazza Garibaldi contro le donne col volto coperto. «C’è stata una grande partecipazione», ha scritto l’ex ministro, che ha già prenotato un posto da capolista bloccato al Senato, «abbiamo unito due battaglie che Fratelli d’Italia porta avanti con decisione: quella contro il velo integrale nei luoghi pubblici e la riappropriazione di piazza Garibaldi che deve tornare a essere suolo della Repubblica italiana e non un’enclave afroislamica». La grande partecipazione dalle foto proprio non si vede. Si vede invece Sara Kelany, responsabile immigrazione del partito, arrivata da Roma a dar manforte a Sangiuliano. E si vede pure, sorriso e occhiali da sole, Marco Nonno, coordinatore cittadino di FdI a Napoli, con sul groppone una condanna definitiva a due anni di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. Niente male, per un partito «sempre dalla parte delle forze dell’ordine»…

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
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La Russa contro Ponzani? Per lei c’è la Camera, da Fontana

Da una parte c’è il presidente del Senato Ignazio La Russa che annuncia la querela contro la storica Michela Ponzani, dall’altra c’è il leghista presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana che ospita la stessa Ponzani per la presentazione del libro Ventotene. Le radici della nostra libertà di Federico Fornaro, dialogando insieme ad Anna Ascani, Chiara Braga e Nicola Zingaretti. Ponzani è stata accolta con molta gioia dai parlamentari del Partito democratico, specie dopo il duello con La Russa su quanto accaduto nel 1973 per colpa delle dichiarazioni della professoressa nel corso di Otto e mezzo, la trasmissione di La7, in relazione alla morte dell’agente Antonio Marino.

Il tema dell’incontro alla Camera è stato proprio quel manifesto di Ventotene che già fece arrabbiare Giorgia Meloni, protagonista nel 2025, secondo Ascani, di un commento «sorprendente e scomposto». La vicepresidente della Camera ha parlato poi di «un’Europa federale e di pace», con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni protagonisti. Cosa ha detto invece Ponzani? «L’Italia è un Paese assai smemorato e smarrito», che spesso «ha molta difficoltà a fare i conti con il passato». Citazione (non di merito) pure per Silvio Berlusconi che nel 2003 aveva definito «le isole di relegazione come dei luoghi di villeggiatura, perché da lì si vedeva il mare».

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
Michela Ponzani (foto Imagoeconomica).

Porro cede a Cerno l’intervista a Messina

In tutte le agende era stato scritto che l’intervista al numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, sarebbe stata condotta da Nicola Porro. Ma qualcosa deve essere successo, perché alla fine chi è stato chiamato a porgere le domande al banchiere è stato il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, nello scenario di Palazzo Colonna, nel pomeriggio di martedì 27 ottobre. Che poi la mega kermesse romana, il “Forum Economico Moneta”, alla sua prima edizione e intitolata “Competere nel nuovo scenario globale”, era nata dalla mente di Osvaldo De Paolini, quando ancora si trovava al Giornale, prima di concludere in maniera burrascosa e improvvisa la sua avventura giornalistica con il gruppo Angelucci e tornare a lavorare per Francesco Gaetano Caltagirone alla guida del veneziano Il Gazzettino. I nomi dei partecipanti al forum, che ha il “cappello” di Ambrosetti, sono quelli di Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, e di una sfilza di amministratori delegati: Claudio Descalzi di Eni, Arrigo Giana di Aspi, Pasqualino Monti di Terna, Dario Scannapieco di Cdp, Agostino Scornajenchi di Snam, Gianpiero Strisciuglio del Gruppo Fs, Marco Troncone di Adr, Fabrizio Palermo di Acea, Flavio Cattaneo di Enel, Matteo Del Fante di Poste Italiane. Invitati anche Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, Emanuele Orsini, presidente Confindustria, Antonio Patuelli, presidente di Abi. Alla fine, ma non ditelo a nessuno, è in programma una cena di gala con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma c’è una partita di calcio, allo stadio Olimpico, nella serata: la Roma gioca contro il Cagliari. Guarda caso non è previsto l’arrivo del numero uno di Unipol, il cagliaritano Carlo Cimbri.

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
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