Il pm molosso che sconfisse la criminalità nel derby della storia

Di Antonio Manzo

Il nuovo palazzo di giustizia aveva aperto da appena un anno, ma Leonida Primicerio volle tornare nel vecchio Palazzo di corso Garibaldi, ormai vuoto e inutilizzato, per ripercorrere le scale e rivedere quegli uffici monumentali che avevano segnato la sua vita di magistrato. Al cronista che lo accompagnava non confessava il rammarico per avere lasciato quelle stanze ma, nella composta commozione, volle varcare la soglia di un’aula del secondo piano del vecchio Tribunale ancora arredata con la gabbia per gli imputai ormai inutilmente deserta, un simbolo d’antiquariato della sua vita di magistrato passato dal ruolo di giovane pm fino a diventare procuratore generale della corte di Appello di Salerno nella nuova sede. Da ieri Leonida Primicerio, 73 anni ci ha lasciati. Il pm molosso che aveva sterminato sul campo la camorra aveva perduto l’ultima battaglia pronunciando solo al novantesimo, dopo le fatiche dello storico derby stravinto con la criminalità organizzata, le ultime parole: “Sono stanco”. Oggi colleghi, amici e popolo lo saluteranno per l’ultima volta nella chiesa di San Francesco e poi lo accompagneranno per l’ultima dimora, in quella Nocera Inferiore che lo aveva segnato per la sua esistenza trascorsa in un servizio allo Stato “richiesto” e dovuto” ma segnato dal silenzio operoso che aveva sempre segnato lo stile di vita contro lo strombazzare della fuffa soprattutto se brandita con la toga. La scomparsa di Leonida Primicerio addolora profondamente la città, la magistratura il mondo che lo ha conosciuto perché rifuggiva l’alterigia del ruolo professionale per adeguarlo al sorriso e all’ascolto attento e sereno che gli era fornito da un’integrità morale che non aveva bisogno di essere proclamata bensì degnamente vissuta.. Leonida Primicerio, figura di primissimo piano della magistratura italiana, è stato un magistrato di profondo rigore, fine giurista e uomo dalle straordinarie doti umane. Ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia giudiziaria del distretto di Salerno dove ha guidato per anni la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dopo aver svolto per lunghi anni la funzione di pubblico ministero sul fronte della lotta alla criminalità organizzata. La sua è stata una carriera esemplare, durata ben 42 anni all’interno dell’ordine giudiziario. ha ricoperto incarichi di grandissimo rilievo: è stato un autorevole sostituto procuratore, ha prestato servizio all’interno della Procura Antimafia e ha portato la sua competenza a livello nazionale come componente del Consiglio superiore della magistratura. All’inizio del 2023, al raggiungimento dei limiti di età, Primicerio aveva lasciato la toga per il meritato pensionamento. E solo dopo il suo pensionamento, i ragazzi del Sacro Cuore di Eboli chiesero al sindaco dell’epoca la cittadinanza onoraria per quel pm che agli inizi degli anni Novanta aveva liberato la città e le loro giovani vite dal cappio criminale della camorra. Quei ragazzi non ebbero risposta, per cieca insensibilità, e dovettero rifugiarsi nel ricordo struggente che riappare in queste ore di dolore. Grazie, Leonida.

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