La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. Silvio Berlusconi fece ricorso contro l’Italia alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, gli eredi hanno deciso di continuare la causa. Nella sentenza, la Cedu ha esaminato approfonditamente la questione relativa all’imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, spiegando che il ricorso alla Corte di Strasburgo è manifestamente infondato. Nella sentenza con cui hanno dichiarato equo il processo, i giudici hanno esaminato l’imparzialità del collegio giudicante che ha confermato la condanna del ricorrente per complicità in dichiarazioni fiscali fraudolente, e quella sulle dichiarazioni fatte dal presidente del collegio Antonio Esposito. Sia per l’una che per l’altra, la Cedu ha stabilito che non hanno violato il diritto a un equo processo. Per quanto riguarda gli altri punti su cui l’ex premier aveva fatto ricorso, come il non aver potuto partecipare ad alcune udienze, la Cedu non ha rilevato alcuna apparente violazione.
