Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai

Chiamalo se vuoi Sevizio pubblico. La Rai meloniana travolta da addii, defezioni, nuovi editti e cacciate può solo appellarsi a Santo Stefano De Martino, sperando nella grazia sanremese e nella reunion dei Maneskin all’Ariston. Per il resto, tra Report e Belve – per citare solo gli ultimi due casi – la situazione comincia a essere insostenibile.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Stefano De Martino (Ansa).

I motivi dietro l’insofferenza di Francesca Fagnani

Francesca Fagnani ha intenzione di mettere fine al suo contratto. Si è compromesso il rapporto di fiducia, ha spiegato, accennando a idee divergenti con l’azienda. Tra le motivazioni ci sarebbero anche i cachet troppo onerosi degli ospiti. Fatto sta che perdere Belve e il suo share (con picchi del 12 per cento) è un rischio che questa tivù pubblica non può permettersi. E infatti è subito intervenuto Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time. «Francesca Fagnani è un asset fondamentale e una risorsa preziosa per la Direzione Intrattenimento Prime Time ed è legata all’azienda da un contratto di esclusiva», ha messo in chiaro. «Durante l’estate ci sono state varie interlocuzioni sugli sviluppi del programma. Oggi siamo al lavoro». I problemi legati a un’eventuale uscita di Fagnani non finiscono con le percentuali di ascolto. Come ha scritto Il Fatto Quotidiano, perdere Belve, co-prodotto dalla Rai e da Fremantle, significherebbe perdere pure l’accordo economico siglato con Disney+ attraverso la controllata Rai Com. Di sicuro, Fagnani non avrebbe problemi a ricollocarsi. Per lei si potrebbero aprire le porte di Mediaset, anche ai grazie ai buoni rapporti con Maria De Filippi, magari in accoppiata con Enrico Mentana, sempre più insofferente a La7.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Francesca Fagnani (Imageconomica).

Il caso Report e l’autogol dei vertici Rai

C’è poi il caso Report. La cacciata di Sigfrido Ranucci dalla conduzione ha avuto l’effetto di compattare la redazione. Fino a luglio, la stragrande maggioranza della squadra convergeva su una soluzione collegiale ma, dopo la bufera mediatica sollevata contro il conduttore dai giornali di destra, gli inviati hanno fatto fronte comune minacciando di lasciare in blocco la Rai. Evidentemente i vertici dell’azienda pensavano che bastasse come garanzia la doppia nomina a capo-autore di Bernardo Iovene e Giulio Valesini, ma è andata diversamente. I due hanno risposto picche ed è partita la rivolta contro i nuovi volti imposti dai vertici: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Destinato alla sede campana della TgR, Piervincenzi a Napoli non ha mai messo piede. Circostanza che, a posteriori, ha corroborato l’ipotesi che la scelta di Presutti e Piervincenzi fosse stata presa da tempo dai vertici, senza minimamente consultare la redazione, informata dall’avvicendamento solo da un lancio d’agenzia. Un pasticcio che ha infiammato animi già surriscaldati. Ora anche il cdr dell’Approfondimento Rai invita alla battaglia per difendere il «gior­na­li­smo di inchie­sta».

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Sigfrido Ranucci (Ansa).

Il botta e risposta tra Ranucci e Piervincenzi

Ranucci, che con i suoi legali sta preparando la causa contro il suo allontanamento, dai teatri e dalle serate firmacopie continua a cannoneggiare contro l’azienda. «Ci sono impren­di­tori pronti a finan­ziare la bat­ta­glia per la libertà di stampa e aiu­tare i col­le­ghi esterni con cen­ti­naia di migliaia di euro», ha tuonato. «Anche su You­Tube, faremmo numeri più alti di certe tra­smis­sioni», attaccando di nuovo i due presunti usurpatori con cui ha ingaggiato un botta e risposta a distanza. I maligni sussurrano che alla fine potrebbe persino candidarsi con il Movimento 5 stelle, seguendo le orme di Lucia Annunziata che, un anno dopo aver lasciato In mezz’ora, scese in campo col Partito democratico alle Europee trasferendosi a Strasburgo.

Chi l’ha visto? resisterà senza Federica Sciarelli?

Ai cahiers de doléances va poi aggiunto Chi l’ha visto?. L’uscita di scena di Federica Sciarelli potrebbe causare contraccolpi agli ascolti. Tra i papabili candidati a sostituirla c’era pure Fagnani, che si era resa disponibile. Non se ne è fatto nulla e al posto della Fede nazionale è arrivata l’interna Raffaella Griggi. Anche questo, per inciso, sarebbe uno dei motivi delle frizioni tra la Signora delle Belve e la Rai.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Federica Sciarelli nello studio di Chi l’ha visto? (Ansa).

Roberto Sergio lascia la poltrona di dg

Per non farsi mancare nulla, ai piani alti dell’azienda si registra l’uscita di Roberto Sergio che lascerà l’incarico di direttore generale a fine settembre. I motivi non sarebbero solo anagrafici (Sergio è nato nel 1960): si mormora che i rapporti con il presidente facente funzione Antonio Marano non siano dei migliori. A Sergio resta la guida di tv San Marino. L’interim, ha scritto Il Fatto, potrebbe andare all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, almeno fino a quando la tanto agognata riforma della Rai non vedrà la luce. Chissà se davanti alla nuova ondata di uscite (che arrivano, vale la pena di ricordarlo, dopo quelle di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, oltre che di Bianca Berlinguer, Amadeus, Corrado Augias, Massimo Gramellini e la già citata Annunziata) Rossi ripeterà la battuta con cui commentò le dimissioni di Augias: «La Rai è sopravvissuta all’addio di Baudo…». Il punto però è come sopravviverà.

Da Fagnani a Report, l’agosto terribile della Rai
Giampaolo Rossi e Roberto Sergio (Ansa).

Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media

Mario Calabresi è pronto a lasciare la direzione editoriale la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Chora & Will Media, società leader nel mondo dei podcast. Lo scrive il Sole 24 Ore. Nel futuro dell’ex direttore di La Repubblica e La Stampa c’è la candidatura a sindaco di Milano.

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Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media
Mario Calabresi (Imagoeconomica).

Gli attuali incarichi di Calabresi

Calabresi, che nel 2020 è stato tra i cofondatori di Chora Media assieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco, al momento è anche amministratore delegato e editor in chief a Chora News, e azionista di Be Water, la holding (su cui ha investito molto Tether) che controlla Chora & Will Media, Cronache di spogliatoio, la casa di produzione Be Water Film e molto altro.

Mosca: «Ridicola la nomina di Fedorov al ministero della Difesa italiano»

La nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov a consulente del ministero della Difesa italiano è «molto ridicola» e degna di una favola satirica di Gianni Rodari. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. «Se Gianni Rodari fosse vivo penso che scriverebbe una favola satirica su questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della storia vera», ha affermato durante un briefing. «È simbolico che l’innovazione in Italia sarà gestita da un uomo che, in una recente intervista, ha riconosciuto l’assoluta inefficacia del suo stesso dipartimento, dichiarando di ritenere che l’efficienza del sistema statale ucraino sia all’incirca del 5 per cento», ha aggiunto. «Questo è un esempio perfetto di come gli occidentali utilizzano l’Ucraina e gli ucraini. Mentre i cittadini comuni vengono mobilitati nelle trincee in Ucraina per affrontare una morte certa, i manager del regime di Kyiv stanno convertendo le sconfitte militari in contratti internazionali personali, e non se ne vergognano».

Sondaggio Swg-La7, Vannacci supera pure Forza Italia

Secondo l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto condotto da Swg per il TgLa7, Futuro Nazionale è ora virtualmente la quarta forza politica del Paese. Dopo aver superato la Lega e anche Alleanza Verdi e Sinistra, il partito di Roberto Vannacci ha infatti staccato pure Forza Italia, attestandosi al 7,5 per cento: +0,3 nel giro di quattro settimane.

Non solo Lega: FN rosicchia voti anche a FI e FdI

Fratelli d’Italia è ancora saldamente il primo partito d’Italia col 26,8 per cento. Ma ad agosto ha perso lo 0,2. Dietro c’è il Partito democratico, dato al 20,7 (+0,1). Sul gradino più basso del podio il Movimento 5 stelle col 12,7 per cento (-0,3). FI, superata da FN, si attesta al 7,1 per cento, con un calo dello 0,3: i vannacciani apparentemente hanno rosicchiato consensi anche ad altri partiti di centrodestra oltre alla Lega, che peraltro recupera qualcosa salendo al 5,7 per cento (+0,3). Sopra c’è Avs al 6,7 per cento (+0,2). Per quanto riguarda gli altri partiti, Azione è data al 3,2 per cento (-0,1), Italia Viva stabile al 2,4 per cento, +Europa all’1,3 per cento (+0,1), Noi Moderati all’1,1 per cento (+0,1).

Usa, il segretario dell’Esercito Daniel Driscoll si è dimesso

Daniel P. Driscoll, segretario del dipartimento dell’Esercito Usa, ha presentato le proprie dimissioni al presidente Donald Trump. La decisione sarebbe legata a divergenze con il segretario alla Difesa Pete Hegseth che, negli ultimi mesi, ha rimosso diversi e importanti ufficiali dell’esercito spesso senza dare spiegazioni e bloccato la promozione di vari colonnelli solo perché legati a figure a lui sgradite. Driscoll era la massima autorità civile dell’esercito statunitense. Il suo ruolo dipende direttamente dal segretario alla Difesa. È una figura strettamente amministrativa e politica, di nomina presidenziale e sottoposta a conferma da parte del Senato. Ora l’esercito si troverà senza un leader civile, almeno fino a quando Trump non ne nominerà un nuovo. Dato che le dimissioni di Driscoll sono arrivate a ridosso delle elezioni di metà mandato, potrebbe essere difficile nominare il suo successore in tempi brevi.

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?

La Festa nazionale dell’Unità parte martedì in pompa magna all’Iren Green Park di Reggio Emilia: dal Pd fanno sapere, con una certa enfasi, che saranno presenti, insieme a Elly Schlein che chiuderà la kermesse il 13 settembre, quasi tutti gli altri leader del centrosinistra. Da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs al presidente del M5s Giuseppe Conte, da Dario Franceschini al segretario della Cgil Maurizio Landini, da Matteo Renzi a Enzo Maraio del Psi e Riccardo Magi di +Europa. Insomma, il calendario è fitto di eventi con esponenti del campo largo (in versione allargata, vista la presenza del leader di Italia Viva).

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni (Imagoeconomica).

La carrellata di sindaci, meno uno

Tra i 255 ospiti protagonisti delle 74 iniziative in programma, non mancano i sindaci più rappresentativi del centrosinistra: Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli) e Matteo Lepore (Bologna). Ma all’appello ne manca una: Silvia Salis. La prima cittadina di Genova, che fa parte a tutti gli effetti del gotha degli amministratori della coalizione, non c’è. Il programma completo non è ancora stato ufficializzato, ma dal Nazareno confermano a Lettera43 che no: Salis, nella lista degli invitati, almeno fino a ora non compare.

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la segretaria del Pd Elly Schlein (Ansa).

I sospetti sull’assenza di Salis

E perché mai? Non è dato sapere. Sorge però spontaneo un malizioso sospetto: vuoi vedere che Schlein non vuole dare a Salis, annoverata da mesi nella rosa delle possibili figure “terze” per guidare la coalizione alle Politiche e indicata come sua concorrente alle eventuali primarie, la possibilità di “conquistare” la Festa? Un precedente induce a pensare non male, ma peggio: lo scorso primo agosto Salis ha partecipato alla festa del Pd di Villalunga Casalgrande, a una ventina di chilometri da Reggio Emilia, e ha infiammato la platea confrontandosi con Stefano Bonaccini su temi nazionali. Dunque, in attesa di conoscere nel dettaglio i nomi dei 255 ospiti della Festa nazionale reggiana, non si può non notare questa assenza. Assenza per assenza, ha fatto rumore anche quella della stessa Schlein alla Festa dell’Unità di Milano, in programma a Corvetto dal 3 al 13 settembre. 

Perché Silvia Salis non sarà presente alla Festa nazionale dell’Unità?
Elly Schlein (Imagoeconomica).