Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino

Roberto Gualtieri è andato su tutte le furie, ma non vuole metterci la faccia: c’è grande caos in Campidoglio dopo il premio conferito a Wanna Marchi e alla figlia Stefania Nobile nella sala della Protomoteca, un “luogo trofeo” del Comune di Roma, nell’ambito di un’iniziativa organizzata dalla casa editrice 100 Edizioni. Premiate in qualità di scrittrici: Nobile è stata insignita del “Premio Internazionale della Cultura” per il suo libro Vendere… cara la pelle e la madre ha ottenuto il riconoscimento grazie a La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. Entrambi i volumi, non a caso, sono editi proprio da 100 Edizioni.

Il consigliere presente, Dario Nanni, ha fatto pubblica ammenda dopo le polemiche sorte per l’iniziativa: «Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca per il Premio organizzato dalla casa editrice 100 Edizioni. È una procedura spesso utilizzata nel tempo dai consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Ovviamente non ero assolutamente a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra le persone premiate. Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala».

Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino
Dario Nanni (foto Imagoeconomica).

Ci aveva messo anche il suo “carico da undici” l’ex sindaco di Roma Virginia Raggi, oggi consigliere comunale del Movimento 5 stelle: «Forse il Campidoglio vuole ridefinire i confini della cultura. Che l’amministrazione non sapesse chi e cosa sarebbe stato celebrato nella sala della Protomoteca, la più prestigiosa del Campidoglio, appare davvero surreale».

Il caos in Campidoglio su Wanna Marchi, la furia di Gualtieri e il consigliere nel mirino
Virginia Raggi (foto Imagoeconomica).

Ma qual è il problema? La leggerezza con cui si gestisce l’accesso alla sala della Protomoteca, ossia la possibilità di ottenere la “location”. Un luogo che ha un costo, con tanto di tariffario per accedere e allestire un’iniziativa. La spesa può essere annullata grazie a un’antica consuetudine, usata da decenni da politici locali di maggioranza e di opposizione: un eletto dal popolo alla carica di consigliere comunale ha diritto di ottenere la sala a titolo gratuito, specificando che l’iniziativa da ospitare ha, appunto, valore culturale.

E nel tempo il concetto è stato allargato agli eventi gastronomici, dato che la cucina italiana gode del patrocinio dell’Unesco, oltre ai classici appuntamenti con il mondo del cinema, del teatro, della danza, dell’arte contemporanea. Un’elasticità che ha portato ad allestire eventi spesso borderline, godendo però del fatto che la domanda era appoggiata da un consigliere comunale. Alcuni infatti sono presenti nella sala con una decina di appuntamenti, ogni anno, sempre con finalità culturali. Ora Gualtieri vuole mettere una stretta, selezionando le domande o, come dicono alcuni consiglieri (anche della maggioranza), mettendo becco sui nomi dei partecipanti.

Anche nella prima edizione c’era lo zampino del consigliere ex calendiano

Formalmente era un’iniziativa culturale, quella con Wanna Marchi e Stefania Nobile: si trattava della cerimonia per il Premio Internazionale alla Cultura, un riconoscimento inventato dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri e dall’imprenditore Silvestro Muccillo. Un premio giunto alla sua seconda edizione, sempre in Campidoglio dove era presente il consigliere comunale Nanni, ex Partito democratico poi eletto con la lista di Carlo Calenda, passato al gruppo misto ed entrato in maggioranza a dicembre del 2025. Stavolta però Nanni ha voluto comunicare a tutti il suo mea culpa, battendosi il petto. Ma anche alla prima edizione (in quel caso il premio era stato dato a Muccillo per due libri autobiografici, tanto per capirci) è stato sempre lui, Nanni, ad aver appoggiato la domanda per allestire la kermesse nella sala della Protomoteca. Solo che stavolta il Campidoglio non si è trovato «d’accordooo!» (cit.).