Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni ha deciso: nessuna alleanza con Roberto Vannacci. «Mai e poi mai», ribadiscono a Lettera43 fonti autorevoli di Fratelli d’Italia. Seconde e terze file del centrodestra, disposte anche ad accordarsi con Futuro Nazionale pur di avere la certezza di rivincere le elezioni, possono mettersi il cuore in pace. La premier è infatti convinta che il centrosinistra, una volta individuato il leader della coalizione (la vera mina politica inserita nella nuova legge elettorale) andrà in frantumi. Meloni così punta tutto sul voto utile: in campagna elettorale tratterà Vannacci come se fosse “alleato” di Conte e Schlein. Rincorrendolo a destra, se necessario. E se senza il booster futurista dovesse accontentarsi di un pareggio, allora potrebbe sempre optare per un governo di scopo, almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica (che, secondo i maligni, potrebbe essere l’unico vero collante del campo largo). Due anni di limbo e poi di nuovo al voto, magari senza zavorre.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

Il muro della Rai contro un eventuale reintegro di Ranucci

Tanto rumore per nulla. Intorno alla decisione del giudice del lavoro di Roma sul reintegro a Report di Sigfrido Ranucci si sta scatenando una bagarre mediatica sostanzialmente senza senso. Anche nel caso in cui la decisione fosse favorevole al giornalista, infatti, la Rai pare non aver alcuna intenzione di consentire il ritorno dell’ex conduttore a Report. Si annunciano, nel caso, altre mosse legali.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Fedez alla Leopolda ma gli occhi sono puntati sullo sceriffo De Luca

È partito il conto alla rovescia per la Leopolda. Quest’anno la kermesse renziana ha un titolo evocativo: «Riprenderci Itaca». E il Kraken ha cominciato a snocciolare i primi ospiti big, tra cui spiccano Vincenzo De Luca, lo “sceriffo” di Salerno (un colpo basso sia al Pd schleiniano sia al M5s di Giuseppe Conte) e Mario Calabresi, considerato candidato in pectore a Milano per il dopo Sala.

Ma sabato salirà sul palco pure Fedez. Il rapper ormai è un habitué degli eventi di partito, dopo la partecipazione alla convention dei Giovani di Forza Italia. E pare sempre più attratto dalla politica visto le ospitate a Pulp Podcast di Giorgia Meloni e, recentemente, di Beppe Grillo. A Firenze, Federico Leonardo Lucia sarà intervistato dai giovani di Italia viva sui nuovi media e sul successo del suo podcast. È passata un’eternità da quando, mano nella mano con l’allora moglie Chiara Ferragni, attaccava Renzi per l’affossamento del ddl Zan. «Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan?», twittava nel 2021 il rapper ancora in versione attivista.

Tutto perdonato. Del resto Fedez ci ha abituati a capriole e cambi di prospettiva. Venerdì però i riflettori della Leopolda saranno tutti puntati su De Luca chiamato a parlare di sicurezza, tema scivoloso su cui Renzi cerca di mettere con le spalle al muro i dem e i cinquestelle e, in generale, chi non lo vuole nel campo largo. Il giorno dopo, invece, sarà la volta di Calabresi, aspirante candidato sindaco del fronte progressista a Milano.