Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra

È una vittoria di Marina Berlusconi e di Roberto Occhiuto, che hanno voluto fortemente la sua candidatura. Parliamo di Fabio Roscioli – tesoriere di Forza Italia, avvocato di Fininvest e quindi molto vicino alla famiglia Berlusconi ma anche al governatore calabrese – che lunedì si è imposto alle elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria con oltre il 52 per cento, diventando deputato al posto di Francesco “Ciccio” Cannizzaro, che aveva lasciato Montecitorio a seguito della sua elezione a sindaco di Reggio Calabria.

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Fabio Roscioli (Ansa).

Meloni tira un sospiro di sollievo

In parte è pure una vittoria per Giorgia Meloni, che dopo tante parole e sondaggi, ha visto circoscritto il successo di Roberto Vannacci. Anche se il candidato dell’ex generale, l’ex forzista Domenico Giannetta, non è andato affatto male, toccando la soglia del 10 per cento. Il grande timore del centrodestra era che Futuro Nazionale facesse il botto tanto da provocare la sconfitta di Roscioli in favore del candidato del campo largo, Frank Benedetto, che partiva in netto svantaggio e poi arrivato a oltre il 36 per cento. Un grande risultato di Vannacci poteva davvero compromettere la vittoria del candidato berlusconiano. A fare da quarto incomodo c’era poi Francesco Toscano (1,37 per cento) di Democrazia sovrana e popolare, fresco di rottura con Marco Rizzo.

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Domenico Giannetta (Ansa).

Per la prima volta la maggioranza ha dovuto vedersela con un competitor di destra

Sono le prime elezioni in cui la maggioranza di governo ha dovuto vedersela con un competitor alla sua destra. Non solo. Roscioli da queste parti era un perfetto sconosciuto: si è trattata di una candidatura calata dall’altro per volere della famiglia, si è più volte fatto notare, con l’obiettivo di avere più occhi e orecchie possibili tra i parlamentari. Roscioli ha però beneficiato del sostegno sia di Occhiuto sia del sindaco Cannizzaro, che nelle ore di chiusura della campagna è stato protagonista di un acceso scontro verbale con l’ex generale a colpi di «curnutu sarai tu e chi non te lo dice!».

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Francesco Cannizzaro (Imagoeconomica).

Anche Lotito presente ai festeggiamenti

Il primo dato però significativo è l’affluenza, bassissima (una tendenza comune a tutte le Suppletive): ha votato solo il 22,34 per cento degli aventi diritto (702 mila persone), mentre alle Politiche 2022 votò il 49,40 per cento, anche se in una sola giornata. Con la chiusura dei seggi alle 15 e senza exit poll, si è rimasti col fiato sospeso fino a oltre le 16, anche se fonti dal centrodestra davano già dal primo pomeriggio per certa la vittoria di Roscioli. E a ufficializzarla è stato proprio Occhiuto con un post su X alle 16.20, con tanto di bottiglia stappata: «Vittoria!», ha esultato il governatore. In un video postato poco dopo si vedono gioire lo stesso Occhiuto, l’infaticabile Cannizzaro, Roscioli, Stefania Craxi e pure Claudio Lotito, senatore forzista nonché patron della Lazio e della Reggina che milita in serie D. In molti si sono chiesti che ci facesse in prima fila, e i più maliziosi sostengono che sia stato un modo per garantirsi una rielezione, magari proprio in Calabria. Occhiuto poi ha rincarato la dose: «Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio Calabria ha preso sassate…».

La soddisfazione di Ronzulli… e di Tajani

La prima a esultare sulle agenzie è un’altra esponente della cosiddetta minoranza anti-Tajani, Licia Ronzulli, che proprio nei giorni scorsi aveva avvisato che al partito «serve una svolta». «La vittoria di Roscioli alle Suppletive di Reggio Calabria è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. È un successo di Fabio ma è anche il frutto del lavoro importante del presidente Occhiuto e del sindaco Cannizzaro», ha sottolineato la senatrice azzurra. «Grande affermazione di Roscioli. Non c’è stato alcun effetto Vannacci e i consensi avuti da Giannetta sono per lo più suoi…», le ha fatto eco la capogruppo al Senato, Stefania Craxi.

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Licia Ronzulli (Ansa).

Dopo le 17, a vittoria ultra-acquisita, arrivano anche le parole di Tajani. «È la conferma della forza del nostro partito sul territorio, del suo radicamento tra la gente e della capacità di attrarre cittadini e categorie su idee serie, condivise e popolari. Ci confermiamo, anche in queste elezioni, un pilastro di quel centrodestra», ha commentato il vicepremier azzurro (insidiato però da Occhiuto nella corsa alla leadership azzurra). Seguito poi da Giorgia Meloni. «Il centrodestra si conferma unito anche nelle Suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori», le parole della premier.

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Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Marina B ora vorrà dire la sua sulle liste elettorali

La netta vittoria di Roscioli porterà a due conseguenze, in FI e nel governo. Il successo del tesoriere, infatti, rafforzerà la linea di rinnovamento chiesta da Marina, visto che Roscioli è un suo fedelissimo. Naturalmente anche Antonio Tajani ci metterà il cappello, sta di fatto che il nuovo deputato è una pura emanazione della famiglia e il ministro degli Esteri, nelle sue prossime mosse, dovrà farci i conti. Anche perché il vicepremier negli ultimi giorni è stato messo sotto accusa su più fronti: il calo nazionale nei sondaggi, ma pure alcune sue gaffe, come quella sulle donne con le gonne corte o lunghe, tanto da ricevere un “cazziatone” dalla primogenita del Cavaliere, che lo avrebbe indotto a scusarsi. Ma anche il ritardo nel bonifico della famiglia al partito di cui è avuta notizia negli ultimi giorni ha contribuito ad accentuare un clima poco sereno intorno al leader. E la vittoria di Roscioli verrà fatta pesare soprattutto in fase di compilazione delle liste elettorali, dove la famiglia vorrà contare per due terzi e avere l’ultima parola sui sui capilista.

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Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

I futuri equilibri del centrodestra in vista delle Politiche

Ma anche per Meloni la giornata non è nera. Intendiamoci: il 10 per cento di Giannetta è tanta roba. Ma il fatto che il partito di Vannacci non sia risultato decisivo sul risultato finale consente alla premier di ragionare più a mente fredda sia sull’atteggiamento da tenere nei confronti di Futuro Nazionale, sia anche sulla data del voto. La premier non ha ancora deciso se imbarcare o meno l’ex generale nell’alleanza: dipendesse da lei lo lascerebbe fuori, ma con un Fn a oltre 10 per cento, Meloni sarebbe quasi obbligata ad aprire una trattativa. Sempre che l’obiettivo sia quello di vincere subito e non di mirare a un pareggione per poi tornare più agguerrita di prima dopo un governo di larghe intese o tecnico che dir si voglia. Una domanda resta: ma se invece dello Stabilicum si fossero lasciati più collegi uninominali, non sarebbe stato meglio per tutti (tranne che per Vannacci)? 

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).