Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Donald Trump è tornato a minacciare l’Iran. «Ho una decisione importante da prendere: si concluderà un accordo che permetta loro di ricostruire e creare un Paese molto più grande di quanto non sia mai stato in passato, magari una delle nazioni più importanti del Medio Oriente o addirittura del mondo, oppure devo annientare la Repubblica Islamica, e farlo in fretta, senza mai dare loro la possibilità di uccidere e distruggere ancora persone e Paesi?», ha domandato il tycoon davanti ai leader di tutto il mondo.
Trump: «L’Iran non è più il bullo del Medio Oriente»
«Devo forse spedirli all’inferno, senza alcuna possibilità di sopravvivenza e senza alcuna speranza di grandezza futura o di una discendenza?», ha rincarato la dose Trump, dicendosi però fiducioso su un accordo che potrebbe essere raggiunto appena dopo le elezioni di midterm, «perché per loro non avrebbe senso fare diversamente». Trump ha poi dichiarato: «Per 51 anni, il fanatico regime iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte, carneficina e caos in tutto il Medio Oriente e oltre; agivano da bulli in Medio Oriente, ma non lo sono più».
Il riferimento al 7 ottobre e le parole su Hormuz
Nel suo discorso alle Nazioni Unite, Trump ha rivendicato la bontà del suo operato in Medio Oriente: «Dopo aver concesso all’Iran ogni possibilità di raggiungere un accordo, ho agito per garantire che né gli Stati Uniti né alcuna nazione dovessero mai trovarsi ad affrontare un simile incubo, un problema così catastrofico», ha detto riferendosi all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele da parte di Hamas. Così sullo stretto di Hormuz: «Anche dopo aver concordato una tregua in vista dei negoziati sul nucleare, l’Iran l’ha prontamente violata con sfacciati atti di terrorismo contro navi civili di altri Paesi. Desidero ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i vili attacchi terroristici dell’Iran contro il traffico marittimo commerciale».
Trump: «Cuba uno Stato fallito, cadrà»
Sempre riferendosi al Medio Oriente, Trump ha aggiunto: «Altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Quella tra Ucraina e Russia si farà presto». Nella sede del Palazzo di vetro, dove si sono riuniti circa 200 tra presidenti, primi ministri, ministri e diplomatici provenienti da tutto il mondo, Trump non ha poi “risparmiato” nemmeno Cuba: «È uno Stato fallito e cadrà» ha detto The Donald. Le sue parole hanno spinto la delegazione dell’Avana ad alzarsi e lasciare l’aula dell’Assemblea generale.
