Cantiere Navale Vittoria, stipendi non pagati: milioni sotto indagine

Per acquistare il cantiere erano arrivati milioni di euro attraverso una rete di società campane. Ma per pagare gli operai, invece, i soldi continuano a mancare. È la seconda estate consecutiva segnata da problemi salariali al Cantiere Navale Vittoria, l’azienda di Adria finita nelle inchieste di Report (che tornerà sul tema nella prima puntata della nuova edizione) e nelle carte giudiziarie sull’attentato al conduttore Sigfrido Ranucci. Il 21 settembre la Fiom-Cgil di Rovigo ha denunciato in una nota come Cnv Srl non abbia versato le retribuzioni di luglio e agosto 2026. I due appalti acquisiti con Actv, l’azienda che gestisce i traghetti a Venezia, non sarebbero ancora partiti e nello stabilimento restano 22 dipendenti, contro la sessantina prima della crisi. Il sindacato proclama lo stato di agitazione e diffida l’azienda. Ci sono 10 giorni per saldare gli arretrati, altrimenti valuterà anche il ricorso al giudice. E non si capisce dove siano finiti gli 1,4 milioni di euro di anticipo versati da Actv: sarebbero dovuti servire per pagare proprio gli stipendi.

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Il varo del pattugliatore delle Fiamme Gialle (Ansa)

Il passaggio dalla famiglia Duò a Roberto Cavazzana

Per capire quello che sta succedendo serve un piccolo passo indietro. Fondato nel 1927 dalla famiglia Duò, il Vittoria ha costruito centinaia di imbarcazioni: vedette per Guardia costiera e Guardia di finanza, mezzi militari, commerciali e da lavoro, conquistando commesse anche all’estero. Un patrimonio industriale fatto di progettisti, saldatori e maestranze specializzate, non soltanto di capannoni e banchine. Poi è arrivata la crisi finanziaria della precedente gestione, la ricerca di un acquirente e il rischio di chiusura. Nel settembre 2024 è stata selezionata la proposta di Roberto Cavazzana, nell’ambito di un piano di ristrutturazione omologato dal Tribunale di Rovigo. Il rogito è stato firmato il 14 febbraio 2025: 8,2 milioni di euro per il complesso aziendale e immobiliare. La nuova proprietà si è presentata con l’impegno di salvaguardare l’occupazione e riportare il cantiere alla produzione. Nel frattempo la precedente gestione è finita sotto inchiesta. La Procura Europea di Venezia indaga per presunta truffa aggravata ai danni dell’Ue Paolo Duò, ultimo presidente della vecchia Cnv Spa, e l’allora direttore amministrativo Gabriele Busetto. Al centro ci sono circa quattro milioni di euro di finanziamenti ottenuti durante la pandemia da tre banche, con garanzie di un fondo europeo destinato alle imprese in crisi. Gli inquirenti verificano se il cantiere potesse accedere a quelle garanzie, considerata l’attività nel settore militare.

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Il proprietario del Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo), Roberto Cavazzana (da Report).

Un rilancio rimasto solo sulla carta

La promessa di Cavazzana è quella di una seconda vita. A ottobre 2025 la Regione ha presentato il piano industriale della nuova Cnv: tre unità operative, manutenzioni, costruzione di imbarcazioni, ricerca e sviluppo. C’era anche la prospettiva di una commessa Actv. Ma già a novembre il gruppo dirigente che aveva accompagnato il passaggio di proprietà era uscito dall’azienda. È stato allontanato Francescomaria Tuccillo, socio al 5 per cento e manager considerato dalla Regione una figura centrale per la transizione. Con lui se n’è andata anche la direttrice generale Valentina Cristanini. Cavazzana, rimasto amministratore unico, al tavolo regionale del 27 novembre aveva assicurato che il piano restava valido e sarebbe stato rafforzato con una nuova squadra. Dieci mesi dopo, secondo la Fiom, i lavori non sono ancora partiti. Il rilancio è rimasto solo sulla carta. 

Il nuovo rinvio del tavolo regionale

La questione degli stipendi, poi, ha una storia lunga più di un anno. Nel verbale reso alla Dda di Roma il 21 novembre 2025, Tuccillo ha raccontato di ripetuti contrasti con Cavazzana per i pagamenti bloccati. Ha detto di essersi fatto garante nei confronti dei dipendenti che non ricevevano la paga e di aver anticipato personalmente circa 40 mila euro. Il 27 agosto 2025, dopo l’ennesimo confronto sulle retribuzioni, Cavazzana gli avrebbe affidato una delega finanziaria rimasta, secondo il manager, lettera morta. Oggi, a distanza di oltre 12 mesi, il problema si ripresenta.  Cavazzana intanto ha chiesto il rinvio del tavolo regionale del 21 settembre, dopo quello già slittato il 2 luglio. Nella mail inviata sabato 19 settembre parla di un impegno aziendale «strategico» e non differibile, che gli impedirebbe di partecipare persino da remoto. Nega di sottrarsi al confronto e propone nuove date. Veneto Lavoro lo prende in parola: riunione fissata per lunedì 28 settembre alle 15, a Mestre e online, esattamente nel giorno e nell’orario indicati dall’azienda. Eppure in questi mesi Cavazzana aveva trovato il tempo di difendere sui giornali l’acquisizione e negare legami con la camorra.

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I Cantieri Vittoria di Adria, Rovigo (Ansa).

I presunti legami con il Casertano

L’altra storia del Cantiere passa infatti per Caserta, Padova e Rovigo. Nel suo verbale, Tuccillo racconta che il 25 agosto 2025 il commercialista avrebbe lamentato la mancanza dei documenti giustificativi delle somme utilizzate per gli acquisti, compresi gli otto milioni del Vittoria. Tre giorni dopo Cavazzana gli avrebbe annunciato un viaggio a Caserta per «sbloccare i fondi». Così flussi provenienti dalla Campania diventano oggetto degli accertamenti della Guardia di finanza, riportati negli atti della Dda romana. Tra luglio 2024 e febbraio 2025 la società casertana Arkipiù avrebbe bonificato quasi 7 milioni di euro alla Rete Het, riconducibile a Cavazzana. Le causali indicavano consulenze e riqualificazioni energetiche. Ma, secondo l’ipotesi dei militari, le somme provenivano invece dalla monetizzazione di crediti Superbonus creati attraverso fatture per lavori inesistenti. Nel circuito compare Pev Lavorazione Alluminio, società del Casertano sulla quale gli atti segnalano sospetti di contiguità con ambienti camorristici: avrebbe emesso fatture per 3.248.956,16 euro quando, secondo gli investigatori, le opere non erano ancora state eseguite.

Quali fondi sono stati destinati a produzione e stipendi?

Da quel circuito, secondo la ricostruzione investigativa, il denaro avrebbe raggiunto Cnv attraverso finanziamenti infruttiferi: cinque milioni da M6 e 1,99 milioni da Solid Epcm, società riferibili a Cavazzana. I bonifici urgenti da Het a M6 sarebbero seguiti al rifiuto delle banche di trasferire direttamente fondi al cantiere. Gli atti registrano altri 815.936 euro affluiti tra marzo e settembre 2025. Gli inquirenti ipotizzano un sistema di reimpiego di capitali di provenienza illecita. Cavazzana respinge questa lettura. Arkipiù sostiene che i rapporti commerciali fossero leciti e documentati e nega legami consapevoli con ambienti camorristici. Sul piano industriale una domanda resta però aperta, indipendentemente dall’esito dell’inchiesta: quali risorse sono state effettivamente destinate alla produzione e alle retribuzioni

L’inchiesta di Report

Un’intercettazione del 12 maggio 2026 aggiunge un altro capitolo. Parlando con l’architetto di Badia Polesine Giorgio Faccioli, Cavazzana riferisce di contatti con «istituzioni governative, della Difesa» e della necessità di pagare Pev con contabilità dettagliate e importi precisi «al centesimo». I Carabinieri ipotizzano una sistemazione documentale successiva e la ricerca di una «schermatura» istituzionale. Nel settembre 2025 Report stava indagando sul Vittoria quando nel cantiere furono trovate due mitragliatrici, poi sequestrate.

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Le mitragliatrici trovate nel magazzino dei Cantieri Vittoria (Ansa).

Il 16 ottobre esplose la bomba davanti alla casa di Ranucci. Il giorno dopo Cavazzana comunicò a Tuccillo la revoca dell’incarico. La Dda romana approfondì un possibile movente economico, parlando di «allarmante coincidenza temporale», ma precisò che mancavano elementi chiari per attribuire a Cavazzana la decisione dell’attentato. L’indagine sulla bomba ha poi portato al faccendiere Valter Lavitola e Clesio Tavares Gomes. Nelle carte si prospetta comunque un possibile passaggio del relativo filone dalla Dda di Venezia a Napoli. Il 28 settembre Cavazzana avrà così davanti Regione, Confindustria e sindacati. Dovrà spiegare perché, dopo gli anticipi salariali raccontati da Tuccillo nel 2025, si sia arrivati a una seconda estate di stipendi in ritardo. E quando partiranno le commesse Actv. Il Vittoria ha quasi un secolo di storia e un patrimonio di competenze che la crisi sta distruggendo. Il cantiere è stato comprato. Gli operai aspettano ancora di sapere quando tornerà davvero a costruire navi e quando saranno pagati.