Sigfrido Ranucci ha smentito la veridicità di un’immagine in cui lo si vede baciare Maria Rosaria Boccia, «evidentemente realizzata con intelligenza artificiale», ma finita al centro di un articolo di Libero.
«Altra falsità dei giornali di Angelucci, il parlamentare più assenteista d’Italia. Oggi Libero, ripreso da Open di Mentana e Franco Bechis, detto “Fosca” parla di una foto proveniente da uno scatto di investigatori o servizi segreti, in merito a un presunto bacio tra me e Boccia. È una fake e la foto a cui fanno riferimento, che ho recuperato dalla chat, è stata evidentemente realizzata con intelligenza artificiale», ha scritto Ranucci su Facebook. «Giusto per farvi capire cosa state finanziando con il vostro denaro pubblico. Il direttore è Sallusti, graziato dal carcere, che ha chiesto e ottenuto con FdI, la sospensione delle repliche estive di Report».

L’interrogatorio della compagna di Lavitola, ricostruito da Libero
Nell’articolo di Libero viene riportata una frase di Valter Lavitola, reo confesso mandante dell’attentato a Ranucci, rivelata dalla compagna Natalia Potenza in procura durante l’interrogatorio del 12 settembre: «Questo scemo non può più essere candidato. Ci hanno fatto vedere una foto in cui Sigfrido si bacia con la Boccia». Queste parole risalirebbero allo scorso maggio, ovvero al periodo in cui il faccendiere stava lavorando al famoso sondaggio su Ranucci in politica. Secondo la testimonianza, il Lavitola era «rientrato a casa dopo mezzanotte ed era proprio furioso, come una belva», dopo aver visto quella foto – palesemente fake – che, ha affermato Potenza, era stata mostrata al compagno «dai servizi segreti o da qualche investigatore». La foto in questione non era mai stata diffusa e lo stesso articolo di Libero, va detto, metteva in dubbio la sua effettiva esistenza: ci ha pensato Ranucci, come ha spiegato, a ripescarla dalla chat.

La reazione di Boccia, che ha scritto un libro sul rapporto con Ranucci
Sulla questione si è espressa (tramite il suo legale) anche Boccia. «Nell’interesse della mia assistita comunico che nella giornata odierna procederemo nelle competenti sedi giudiziarie nei confronti della signora Natalia Potenza, del quotidiano Libero e del giornalista Giacomo Amadori, in relazione alle dichiarazioni e ai contenuti pubblicati nell’edizione odierna», ha dichiarato l’avvocato Francesco Di Deco: «Contestiamo nel modo più categorico l’esistenza e la veridicità della fotografia descritta nell’articolo, nei termini in cui viene rappresentata, e ogni ricostruzione idonea a far ritenere che tra la mia assistita e Ranucci ci siano stati incontri o rapporti della natura insinuata dalla pubblicazione». Di Deco ha inoltre precisato che, negli ultimi due anni gli incontri tra Boccia e Ranucci «sono sempre avvenuti in presenza di altre persone e mai da soli». L’arco temporale indicato non è casuale: da domani sarà infatti disponibile Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, libro nel quale l’imprenditrice ricostruisce, dal proprio punto di vista, quasi due anni di rapporto con il giornalista, conosciuto a settembre del 2024 quando Boccia era al centro della vicenda politica legata all’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
