Francesco Rocca unchained. Il numero uno della Pisana in quota Fratelli d’Italia in questi giorni è vulcanico. Il bersaglio? il forzista Claudio Lotito. Circa l’inchiesta della Procura di Roma sul presunto complotto per destituirlo dalla presidenza della SS Lazio, Rocca, agguerrito tifoso biancoceleste, pare avere le idee chiare: «Sull’inchiesta sospenderei il giudizio», ha detto al Corriere della sera, «e comunque non ci vedo un nesso tra la protesta di popolo e la politica. Silvio Berlusconi candidò Lotito perché era il presidente della Lazio e dunque capace di portare consensi, ma con le sue baracconate si è cacciato lui adesso in questa situazione. È un problema di postura». E ancora: «Lui è fissato col complotto, credo abbia proprio un problema caratteriale, una totale mancanza di empatia». Complotto o meno, è un fatto che Lotito ormai è completamente isolato anche all’interno di Forza Italia. Sarà, maligna qualcuno, anche perché «Antonio Tajani è juventino». O più probabilmente perché la curva dà e la curva prende. E un ulteriore salasso di voti gli azzurri, tallonati se non superati da Futuro Nazionale, proprio non possono permetterselo.

Parole che hanno ringalluzzito gli aquilotti, tanto da far pensare a una possibile candidatura di Rocca per il Campidoglio. Suggestione che il diretto interessato ha però stroncato sul nascere. Non solo dovrebbe lasciare anzitempo l’incarico in Regione, ma vorrebbe ricandidarsi per un secondo mandato. Fatto sta che alle feste dei vip, come a quella di giovedì sera del Circolo Parioli, Roberto Gualtieri e Rocca sembravano impegnati in un “testa a testa” dal sapore elettorale. A questo punto resta da capire chi candiderà il centrodestra contro il sindaco di centrosinistra, che secondo i sondaggi è il favorito per una rielezione. I primi nomi sono noti: l’eterno gabbiano Fabio Rampelli, la destrissima Roberta Angelilli, assessora regionale allo Sviluppo economico e la consigliera regionale di FdI Laura Corrotti. E Rocca che dice? «Rampelli è un ottimo profilo, vediamo se accetta».

Rai, Sergio non va in pensione: deve recuperare le ferie
Guai a dire che Roberto Sergio ora andrà in pensione: il dg della Rai ha ufficializzato che il 30 settembre concluderà anticipatamente il suo percorso professionale e ha chiarito che il suo pensionamento scatterà il primo giugno 2027. Com’è possibile? Anche in Rai c’è l’abitudine di cumulare il cosiddetto “monte ferie” che deve essere liquidato o consumato prima di lasciare l’azienda. Forse Sergio di giorni arretrati ne aveva parecchi… Resta invece aperto il capitolo sammarinese, a cui Sergio pare tenere parecchio. «A valle delle determinazioni che il consiglio di amministrazione della Rai assumerà nella riunione prevista a fine mese», spiega, «valuterò, in piena e totale autonomia, il mio futuro professionale. Deciderò quindi se proseguire il mio impegno alla guida di San Marino Rtv, accompagnando il percorso di rilancio e sviluppo avviato in questi anni, oppure se considerare nuove sfide e opportunità professionali». Vedremo, anche perché si vocifera che Sergio ambirebbe a ritornare nel cda Rai alla prossima infornata di nomine.

Anniversario della presa di Porta Pia? Meglio l’Angelus di Leone
«Minimo sindacale, anzi, nemmeno quello»: in Campidoglio tengono a precisare che quest’anno le celebrazioni per il 20 settembre, anniversario della presa di Porta Pia, sono al lumicino. Quello che una volta era un rito della sinistra romana ora è solo un ricordo. Anzi, visto che quest’anno il 20 settembre cade di domenica, e che si avvicina l’appuntamento con le elezioni anche nella Capitale, è meglio andare a piazza San Pietro a sentire l’Angelus di papa Leone XIV, magari facendosi notare dalle telecamere.
