Sono bastate poche parole per spaccare il Partito democratico: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori». A pronunciarle dal palco della Festa dell’Unità di Reggio Emilia è stata la 28enne Virginia Libero, da un anno segretaria dei Giovani democratici, entrata a gamba tesa su uno degli argomenti su cui il campo largo sta cercando una linea comune, che – a dire il vero – manca pure tra i frequentatori del Nazareno.
La segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori”.@PolitikosIt pic.twitter.com/tUJbt2q5gT
— Politikos (@politikosit) September 14, 2026
Libero, la schleiniana iscritta alla giovanile dem dai tempi di Bersani
Libero, padovana (è nata a Salvazzano Dentro) e fresca di laurea in giurisprudenza, pro Pal e con un passato scout, alle ultime elezioni regionali in Veneto ha ottenuto 5 mila voti, non sufficienti per l’approdo al Consiglio con il Pd. Dove milita ormai da 13 anni, dato che si è iscritta alla giovanile quando ne aveva 15, ai tempi addirittura della leadership di Pier Luigi Bersani. Oggi è una schleiniana di ferro. «Mi piaceva l’idea di un partito che teneva dentro tante anime della sinistra e provava a dare risposte istituzionali», aveva spiegato al Corriere dopo essere stata indicata come candidata unitaria alla guida dei Giovani democratici.
Le critiche e gli applausi a Libero, tra riferimenti alla Resistenza e all’Ucraina
Già, le tante anime della sinistra. Le sue dichiarazioni hanno agitato in particolare i riformisti del Pd. «”Organizzeremo i disertori”, scandisce la segretaria del Giovani democratici. Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti – e che ogni 25 aprile giustamente celebriamo», ha scritto sui social l’eurodeputato Giorgio Gori: «Non è quello che ci chiede la Costituzione, che all’articolo 52 recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”».
“Organizzeremo i disertori”, scandisce la segretaria del Giovani Democratici.
— Giorgio Gori (@giorgio_gori) September 15, 2026
Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti – e che ogni 25…
Sulla stessa lunghezza la senatrice Sandra Zampa, che definendo «ripugnante» il concetto di organizzare i disertori, ha ringraziato «con il cuore chi si è battuto per liberarci da nazifascisti». Arturo Parisi, tra i fondatori del Pd, ha dichiarato: «L’Art.11 si limita al ripudio della guerra solo per i pigri che non riescono a leggere oltre la quinta parola. Quanto alla “giovanissima” dem, ben oltre il sogno, annuncia la diserzione mentre già oggi i nostri contrastano ogni aggressione sul fianco est dell’Unione Europea».
Libero, molto vicina a Elly Schlein, è stata difesa dai deputati Arturo Scotto («Di fronte a chi teorizza che in Europa dobbiamo acquisire una mentalità di guerra è una boccata di ossigeno») e Matteo Orfini («Il fatto che ci siano ragazze e ragazzi che continuano a sognare la pace è una delle poche cose che dà speranza»), così come da Laura Boldrini: «Il suo discorso è stato chiaro, radicale e inequivocabile. Ha dato voce a generazioni di giovani che ripudiano la guerra».
I chiarimenti (per modo di dire) della segretaria dei Giovani dem
Boldrini parla di discorso «chiaro e inequivocabile», ma raggiunta da Repubblica la diretta interessata ha trovato opportuno fare – appunto – dei chiarimenti.
Ripeterebbe le stesse frasi, ha assicurato, spiegando però che non si riferivano all’Ucraina, principale nodo da sciogliere col M5s: «Siamo pacifisti, ma Kyiv non c’entra nulla con quello che ho detto dal palco. Sappiamo da che parte stare, dalla parte dell’Ucraina».
Per la cronaca, a Reggio-Emilia (chiamando Schlein col nome di battesimo Elena) aveva detto: «Per noi parlare di patria significa ripudiare la guerra, significa dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure. Significa che nessuno nel nostro Paese deve sentirsi solo, al punto da perdere ogni singola speranza. Per arrivare a tutto questo, ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere». Intervistata dal Nordest, Libero alla domanda su cosa intendesse, ha risposto: «Che non ci abitueremo mai al fatto che la guerra, le armi, il vilipendio sistematico del diritto internazionale siano la strada considerata normale, o addirittura giusta, per risolvere le controversie».

Le critiche di FdI: «Noi preferiamo una generazione che non scappa»
Le parole di Libero, che restano piuttosto nebulose, hanno però offerto il fianco dem alle critiche di Fratelli d’Italia. «A una generazione di disertori, noi preferiamo una generazione che non scappa», ha detto al Foglio Fabio Roscani, deputato e presidente di Gioventù nazionale, la giovanile di FdI, con dichiarazioni dal sapore vannacciano. «Il Pd prova a fare l’equilibrista. Dice di voler sostenere l’Ucraina, di condannare Vladimir Putin e allo stesso tempo contesta le spese militari per la difesa». Ma, ha aggiunto, «la nostra capacità di difesa è la nostra capacità di difendere la nostra stessa libertà, fare finta di non capirlo serve soltanto ad avere uno slogan da usare in campagna elettorale».
















