Un’aula che per qualche ora diventa una bottega del casaro. Una palestra che si trasforma in un piccolo forno. Un cortile dove si semina, si osservano le piante o si scopre il mondo delle api. Non è la scuola che porta i bambini fuori: questa volta è il mondo della campagna, dei mestieri e delle antiche lavorazioni ad arrivare direttamente tra i banchi. È questa l’idea alla base dei Laboratori Didattici a Scuola di Feudo Ron Alfrè, un progetto nato a Bellizzi nel 2007 e cresciuto in quasi vent’anni di attività attraverso la collaborazione con scuole ed enti pubblici. Migliaia di bambini hanno già sperimentato un metodo semplice quanto efficace: imparare facendo. Per il nuovo anno scolastico 2026/27, rivolto soprattutto alle Scuole dell’Infanzia e Primarie, il programma si rinnova con attività consolidate e nuove proposte. Il filo conduttore, invece, resta lo stesso: trasformare la conoscenza in un’esperienza concreta. Quando l’aula diventa una bottega La differenza rispetto a una lezione tradizionale sta tutta nel modo in cui l’esperienza viene costruita. Feudo Ron Alfrè arriva negli istituti con materiali, strumenti, grembiuli, allestimenti e operatori. Gli spazi della scuola cambiano temporaneamente funzione e diventano luoghi nei quali fare, osservare e sperimentare.Si impasta, si pesa, si travasa, si semina, si modella, si annusa, si osserva, si classificano semi e prodotti. Il risultato finale conta, ma conta altrettanto il percorso per arrivarci.È un modo per avvicinare i più piccoli a concetti che spesso sembrano astratti: stagionalità, biodiversità, trasformazione degli alimenti, sostenibilità, rispetto della natura. Tutto passa attraverso un gesto concreto. Il programma 2026/27 attraversa molti dei passaggi che per secoli hanno scandito la vita rurale. Ci sono i grandi protagonisti della trasformazione alimentare: vino, olio, pane, formaggio, pomodoro e mais. Nel laboratorio del casaro, ad esempio, il latte diventa il punto di partenza per scoprire come nasce un formaggio fresco. I partecipanti aggiungono il caglio, osservano la coagulazione, rompono la cagliata e utilizzano le fuscelle.Il pane, invece, permette di seguire un’altra trasformazione: dalla farina all’impasto, attraverso tempi, consistenze e lavorazioni che riportano a una delle preparazioni più antiche della nostra cultura alimentare.Anche il mais diventa un’occasione per conoscere una pianta che ha avuto un ruolo importante nell’economia agricola, mentre i percorsi dedicati all’orto riportano il rapporto con la terra alla sua dimensione più elementare: un seme, il terreno, l’acqua, la cura e il tempo necessario perché qualcosa possa crescere. Il piccolo mondo delle api Tra i percorsi dedicati alla natura c’è quello sulle api,che utilizza un’ arnia didattica trasparente per permettere di osservare da vicino l’ organizzazione dell’ alveare. Attraverso l’osservazione si entra in un mondo nel quale ogni elemento ha una funzione precisa e si comprende anche il ruolo fondamentale degli insetti impollinatori nell’equilibrio degli ecosistemi e nella produzione agricola.Non servono quindi grandi discorsi per parlare di biodiversità. Basta fermarsi davanti a un’arnia e osservare. La scuola segue il calendario della terra Una delle novità più interessanti della proposta è il legame con la stagionalità. L’autunno porta con sé castagne e zucca, due prodotti che diventano strumenti per conoscere piante, territori e antiche consuetudini.Con le castagne si parte dal frutto, dal riccio e dal castagno per arrivare alla trasformazione delle castagne secche in farina, utilizzando mortai e setacci. La zucca, invece, permette di osservare forme e dimensioni, aprire il frutto, raccogliere e classificare i semi e comprendere il ciclo che può riportare quel seme a diventare una nuova pianta. In inverno il racconto passa agli agrumi. Arance, mandarini e limoni diventano un viaggio fatto di profumi, colori, bucce e succo, ma anche un modo per parlare della stagionalità e della cultura mediterranea. La campagna, insomma, entra in classe seguendo il proprio calendario. Dal campo alla casa: arrivano anche sapone e bucato Il nuovo programma allarga però lo sguardo anche oltre l’agricoltura e la produzione alimentare. Con “La Lavandaia – Il bucato come una volta”, i bambini riscoprono gesti ormai lontani dalla quotidianità: preparare il bucato, insaponare, strofinare, risciacquare, strizzare e stendere. Tinozze, tavolette, sapone e mollette diventano strumenti per confrontare abitudini di ieri e di oggi e per riflettere anche sull’uso dell’acqua.Nel laboratorio dedicato al sapone, invece, materiali sicuri, erbe e profumazioni naturali permettono di conoscere antiche pratiche legate alla cura della casa e della persona.E poi c’è la pasta fatta in casa, una delle esperienze più familiari della nostra cultura. Farina, semola, matterelli e tavolette riportano i bambini al gesto dell’impastare e del modellare. Nel percorso Chef, infine, la preparazione di un semplice dolce diventa l’occasione per riconoscere gli ingredienti, rispettare le regole igieniche e imparare a lavorare insieme. Quasi vent’anni e una formula che continua a funzionare La longevità del progetto non è casuale. Feudo Ron Alfrè ha iniziato questa esperienza nel 2007 e, nel corso degli anni, ha accompagnato generazioni diverse di bambini mantenendo fermo un principio: l’apprendimento non passa soltanto dalla spiegazione.Per i più piccoli, soprattutto, toccare una materia, sentirne il profumo, modificarne la consistenza o vedere una trasformazione può lasciare una traccia molto più forte di una spiegazione teorica.Per questo le attività vengono calibrate in base all’età e hanno una durata indicativa compresa tra 50 minuti e un’ora e mezza. A scuola arrivano anche materiali, allestimenti, grembiuli e costumi, educatori e operatori.. Un viaggio senza autobus C’è poi una ragione molto concreta per cui la formula dei Laboratori Didattici a Scuola continua a incontrare l’interesse degli istituti.Organizzare un’uscita significa autobus, autorizzazioni, spostamenti, tempi e una complessa gestione della giornata. Portare l’esperienza dentro la scuola consente invece di costruire un’attività strutturata senza lasciare l’istituto.E permette di seguire il ritmo dell’anno: la vendemmia in autunno, i prodotti stagionali, le attività legate all’orto, gli agrumi, le castagne, la zucca. Da settembre 2026 a giugno 2027, dunque, il programma può accompagnare l’intero calendario scolastico. Da Bellizzi a Paestum, ma la strada resta quella dell’esperienzaOggi il mondo di Feudo Ron Alfrè comprende anche le esperienze sviluppate a Paestum, con LABPAESTUM Villaggio Experience e il Museo della Bufala e della Mozzarella.I Laboratori Didattici a Scuola seguono però una direzione diversa e complementare.A Paestum sono gli studenti a raggiungere i luoghi nei quali la storia e il lavoro possono essere osservati direttamente. Con il progetto itinerante, invece, sono operatori, strumenti e saperi a mettersi in viaggio per raggiungere le scuole.Una formula che cambia gli spazi senza cambiare la sostanza.Perché il vero obiettivo non è semplicemente far conoscere un mestiere antico, un prodotto agricolo o una ricetta. È restituire ai bambini il tempo e il piacere della scoperta.E così una classe può diventare per un giorno una masseria, un forno, un laboratorio artigiano o un piccolo campo. Perché alcune cose si possono imparare ascoltando. Altre, invece, si capiscono davvero solo quando ci si mette le mani.
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