Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi

Il centro politico del vertice BRICS del 12 e 13 settembre potrebbe trovarsi fuori dalla sala delle plenarie. Al Bharat Mandapam di Nuova Delhi, dove si tenne il G20 del 2023, Narendra Modi riunirà un gruppo ormai esteso a 11 membri e 10 Paesi partner. Ma la fotografia più attesa è quella del primo ministro indiano accanto a Xi Jinping. Il presidente cinese è atteso per la sua prima visita in India dal 2019, dopo anni di gelo e tensioni militari sul confine himalayano.

I temi in agenda

I bilaterali cominciano venerdì. Delhi ha predisposto circa 25 mila addetti alla sicurezza, sistemi anti-drone, 35 itinerari protetti e squadre negli 11 hotel delle delegazioni. Le plenarie si tengono sabato 12, la sessione con i partner esterni domenica 13 prima dell’approvazione e diffusione dei testi congiunti finali. La presidenza indiana ha scelto il tema “Building for Resilience, Innovation, Cooperation and Sustainability”. Non a caso l’agenda comprende catene di fornitura, commercio digitale, intelligenza artificiale, finanza per lo sviluppo, energia e riforma delle istituzioni multilaterali. Modi ci tiene molto: il vertice è stato preparato nel corso di 350 riunioni tenute in più di 25 città.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Narendra Modi (Ansa).

Il ruolo della Nuova Banca di Sviluppo

Il principale documento economico dovrebbe essere la Strategy for BRICS Economic Partnership 2030. I ministri hanno lavorato su catene del valore, credito commerciale per le piccole e medie imprese e servizi digitali. Le differenze su standard, controlli alle esportazioni e politiche industriali escludono un mercato comune, ma lasciano spazio a progetti pilota per ridurre i costi degli scambi. Sulla finanza tornerà la discussione sul dollaro. Una moneta BRICS non è all’ordine del giorno. Si lavora sull’uso delle valute nazionali, sui prestiti della Nuova Banca di Sviluppo del gruppo in moneta locale e su collegamenti selettivi fra pagamenti. Il programma di obbligazioni in rupie, fino a 250 miliardi in cinque anni, finanzierebbe infrastrutture riducendo parte del rischio di cambio.

Cina e India divise su pagamenti, dati e infrastrutture digitali

La diffidenza tra India e Cina attraversa anche questo dossier. Nuova Delhi ha congelato il progetto che avrebbe collegato UPI, la rete indiana dei pagamenti istantanei, ad Alipay+, la piattaforma internazionale controllata dal colosso cinese Ant Group. Il sistema avrebbe facilitato le transazioni dei viaggiatori indiani all’estero e, in prospettiva, dei turisti stranieri in India. Ma l’India vuole esportare il proprio modello di identità digitale e pagamenti istantanei, senza affidare a imprese cinesi i nodi sensibili. Il caso mostra quanto il riavvicinamento tra Pechino e Nuova Delhi resti selettivo: il dialogo politico riprende, ma pagamenti, dati e infrastrutture digitali continuano a essere trattati come questioni di sicurezza nazionale.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Xi Jinping (Ansa).

Le crisi geopolitiche: Iran, Gaza e Ucraina

Anche per questo, tra i BRICS non sarà semplice raggiungere un’intesa su una dichiarazione politica di ampio e concreto respiro. Lo scorso maggio, i ministri degli Esteri non riuscirono a concordare un comunicato unitario, soprattutto per le divisioni sulla guerra in Iran. A Nuova Delhi si sommeranno Ucraina e Gaza. Il testo dei leader dovrebbe limitarsi a richiami per il cessate il fuoco, diplomazia, sovranità e tutela dei civili, senza però indicare responsabilità condivise. Per Modi conta ottenere una firma comune. Una dichiarazione della sola presidenza certificherebbe che l’allargamento ha superato la capacità di consenso del gruppo.

Il rapporto con gli Usa

Cina e Russia vorrebbero accentuare il profilo anti-americano dei BRICS. L’India li considera uno strumento di riforma compatibile con la propria autonomia: coopera con Stati Uniti, Giappone e Australia nel Quad, tratta con l’Europa, compra energia e armamenti russi e riapre canali con Pechino. Le tariffe della seconda amministrazione Trump hanno reso questa postura più conveniente. Molte economie emergenti cercano nuovi mercati e finanziamenti mentre dazi, sanzioni e controlli tecnologici dividono le catene produttive. A ogni modo, va ricordato che i BRICS non sono un’alleanza. I recenti ingressi di Iran ed Emirati Arabi Uniti portano al tavolo le rivalità mediorientali. India e Cina continuano ad avere una disputa irrisolta sul confine conteso. E proprio la rivalità tra Delhi e Pechino ha sin qui rappresentato uno dei principali ostacoli allo sviluppo operativo dei BRICS.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Vladimir Putin e Narendra Modi (Ansa).

Il rilancio dei rapporti tra Pechino e Nuova Delhi non è scontato

Per questo, il previsto bilaterale Modi-Xi può pesare quasi quanto la plenaria. L’economia e la strategia spingono Cina e India a un disgelo. L’industria indiana dipende da componenti e macchinari cinesi, la Cina vuole evitare che l’India si saldi a un fronte statunitense. Modi e Xi potrebbero concordare più voli e visti, riaprire valichi, rafforzare i canali militari e fissare il prossimo round dei negoziati sulla gestione della frontiera contesa. Ma eventuali investimenti cinesi sarebbero vincolati alla produzione locale e nessuno si aspetta un accordo territoriale. Alla vigilia del summit, l’India ha peraltro raccomandato un’inchiesta sulle attività di Xiaomi e dato il via libera a una visita del dissidente cinese Wang Dan, che ha incontrato il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio a Dharamsala. Un episodio che segnala che passare dalla convergenza tattica a un vero rilancio dei rapporti è tutt’altro che scontato.

Il vertice BRICS di Nuova Delhi e le sfide di Modi
Narendra Modi e Xi Jinping nel 2019 (foto Ansa).

I limiti dell’allargamento

L’allargamento dei BRICS incontra lo stesso limite. I nuovi ingressi hanno aumentato il peso demografico ed energetico del gruppo, ma anche il numero dei veti. Cina e Russia spingono per espandere, India e Brasile chiedono criteri e maggiore equilibrio regionale. La categoria dei partner offre un compromesso. A Delhi potrebbe essere chiarito il percorso verso l’adesione e potrebbero aggiungersi nuovi partner. Un’altra ondata di membri pieni è meno probabile. Il Pakistan troverebbe l’opposizione indiana. Il vertice sarà misurato sui testi e sugli allegati: una dichiarazione sottoscritta da tutti, una strategia economica con scadenze, prestiti della Nuova Banca di Sviluppo in valute locali, un eventuale comunicato Modi-Xi. I BRICS allargati pesano più del vecchio formato e garantiscono ai vari governi membri un capitale politico da utilizzare nei loro rapporti esterni, a partire da quelli con gli Stati Uniti di Donald Trump. Ma i BRICS allargati fanno anche più fatica a decidere. Nuova Delhi proverà a risolvere il problema, o quantomeno a farlo dimenticare a chi osserva i leader del mondo non occidentale riuniti in terra indiana.