In un’intervista telefonica con un ristretto gruppo di media internazionali, alla quale ha partecipato anche La Stampa, il presidente Volodymyr Zelensky ha affrontato i principali nodi della guerra in Ucraina. Il suo messaggio è stato netto: Kyiv è disponibile al compromesso, ma non intende essere l’unica parte a fare concessioni. Il cuore dell’intervista ha riguardato i contatti diplomatici tra Stati Uniti, Ucraina e Russia. Zelensky ha riconosciuto agli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner un ruolo importante nel riavvio dei negoziati. La guerra, tuttavia, continua a pesare soprattutto sul fronte della difesa aerea. «Abbiamo bisogno di missili», ha detto Zelensky. Il nodo delle forniture dei sistemi per proteggere i cieli ucraini da missili e droni-jet del Cremlino è al centro dei rapporti con la Casa Bianca. A partire dal programma Freyja, sul quale il leader ucraino spera di ottenere l’appoggio di Washington. La questione dovrebbe essere sollevata anche nel prossimo incontro con Trump, che Zelensky conta di avere intorno al 20 settembre.
Zelensky: «Fedorov? Non lo sento da molto tempo»
Durante il colloquio si è parlato anche di Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, oggi indicato come consigliere del ministro italiano Guido Crosetto per l’innovazione e le tecnologie militari. «A dire il vero, non lo vedo né lo sento da molto tempo», ha dichiarato Zelensky, aggiungendo di non avere notizie precise sui suoi spostamenti. «Mi dicono che si trovi all’estero. Non ho dettagli, nessuna chiamata, nessun messaggio».
