E’ ormai una certezza che la sede storica di Salerno dell’ordine delle Ancelle del Sacro Cuore ha chiuso le sue porte. La notizia è trapelata in estate per divenire ufficiale nei giorni successivi,lasciando i fedeli e chi le ha conosciute, amareggiati. Tale ordine,fondato a Napoli da una laica, colta e nobile di cuore prima che di casata,Caterina Volpicelli,ha concretizzato,per l’epoca passata, un’innovativa visione della testimonianza cristiana,non trincerata ed abbarbicata nelle austere mura degli edifici ecclesiastici per scendere attraverso “le ancelle” tra il popolo,in modo che la Parola di Gesù ed i suoi insegnamenti,richiamati dai vangeli e dalle letture, fossero conosciuti da tutti,senza distinzione di classe.La cultura,in vero,a quei tempi era patrimonio di pochissimi e chi non vi poteva accedere era di fatto escluso anche dalla comprensione dei precetti proclamati nelle chiese e dispensati dai soli sacerdoti nelle omelie.Siamo a metà del 1800, le messe venivano celebrate in latino e il clima rivoluzionario aveva posato il suo sguardo anche sulle millenaria tradizione cattolica.Molti conventi furono chiusi. Caterina Volpicelli,pertanto, mise in atto con estrema semplicità ciò che aveva chiesto Gesù alle prime discepole,sotto la guida perfetta della Madre Maria depositaria della sapienza e di tutte le virtù,di condurre le persone a Lui,per essere beneficiate e redente, promuovendo la misericordia del Suo Amore per TUTTI incarnata nel suo Cuore,per questo SACRO, da molti offeso e vilipeso. Caterina,quindi,muove le donne consacrate e non,ispirandole alla loro naturale inclinazione all’amore,cura e dedizione,quali figlie,sorelle,madri. Ed ecco che la sorgente Divina della sua ispirazione si fa rivolo concreto nella testimonianza della Divina parola senza limitazioni di forma. Le Ancelle,infatti, non indossavano come non indossano abiti propriamente clericali(ex.velo) per rivelare concretamente la vicinanza al “popolo”,accorciando l’esistente divario nella comune umanità che ci vede tutti fratelli, e indipendentemente dai voti professati e rassegnati,per divenire tutti uniti nel cuore di Gesù. In vero l’ordine contemplava le ANCELLE DEL S. CUORE- un ramo di anime consacrate, nubili, viventi nelle loro abitazioni, le PICCOLE ANCELLE- con la possibilità di diventare Sorelle esterne dopo dieci anni ed infine le AGGREGATE- spose e madri, per la santificazione della famiglia e l’evangelizzazione capillare. Santa Caterina,quindi, promosse una concezione rivoluzionaria che ha riconosciuto alle donne,nei differenti ruoli ricoperti,la capacità di farsi mediatrici della cultura cristiana, di “accogliere” nella carità sfiancando le paure del giudizio e allegerendo le coscienze pentite con la testimonianza di un Gesù,buono ed in paziente attesa di chiunque lontano,in un percorso di preghiera e riparazione per gli altri. Accorciare le distanze era una prerogativa dell’Ordine ed è stato un traguardo raggiunto dalle testimoni salernitane di Santa Caterina. Suor Elisabetta,suor Lina e suor Valentina hanno accolto,coinvolto e volto l’attenzione di molti al senso del SACRO CUORE di Gesù,in un moto di riflessione che ha accompagnato tanti in un percorso di devozione che è sfociato nella consacrazione laica al Sacro Cuore a memoria di quanto aveva ispirato Santa Caterina,a molti sconosciuta, e l’ordine stesso. Il trio “consacrato” ha movimentato le attività dell’Unità Pastorale del centro storico di Salerno di cui è parroco don Felice Moliterno,creando momenti di incontro e di preghiera,con la preparazione ai vari sacramenti,organizzando momenti di meditazione della Parola,pellegrinaggi,confrontandosi con i gruppi laici preposti alle varie attività parrocchiali ecc…inserendosi così nel tessuto clericale e laicale della nostra città facendosi presenza tangibile e vivace,aggettivi che,senza nulla togliere alle consorelle,hanno caratterizzato maggiormente l’apostolato di suor Lina e della sua connaturata napoletanità. La sua genuinità diretta e priva di orpelli, in vero, ha in più occasioni disarmato le distanze facendosi concreta portavoce di un messaggio rincuorante,che ognuno,nessuno escluso,chiamato a seguire Gesù porta inevitabilmente con sé un bagaglio fatto della sua “umanità”, zavorra che diviene misura del cambiamento,nel comune traguardo, purtroppo non a tutti ben chiaro:la perfezione dell’amare in un amore che non conosce se e ma. Ed è proprio nella metafora del cammino che tutti,laici e non, siamo chiamati a scontrarci con l’evidenza delle “imperfezioni”,piccole e grandi che siano,svelando alla umana memoria quelle che caratterizzarono l’incontro di Cristo con i dodici apostoli,ed in particolare con Pietro,il cui cuore seppure celato ai gallilei dalla sua rozzezza, irruenza dialettica,minacciosità,rinnegazione,lo rese agli occhi di Gesù e poi del mondo, fondatore e capo della Sua Chiesa nonchè testimone veritiero tra i suoi compagni, e per questo credibile, della possibilità di arrivare ad incarnare l’amore perfetto a discapito delle fisiologiche necessarie cadute e del prossimo spesso giudicante. Mi sovvengono,al riguardo,le parole richiamate da un francescano nell’omelia della scorsa domenica sul vangelo di Matteo che invita alla pazienza caritatevole nel riservato ammonimento quale strumento di correzione e di accoglienza dell’altro quando è nell’errore :“Tutti i santi hanno un passato ma ogni peccatore può avere un futuro di santità”! Ciascuno,dunque, dovrebbe sentirsi responsabile della redenzione dell’altro,perché ognuno può decidere di essere strumento di conversione,cambiando la propria vita e quella di chi incontra sul suo cammino,o almeno provarci. Purtroppo,però, a Salerno l’opera delle Ancelle del Sacro Cuore è giunta al suo epilogo dopo 60 anni,scardinando in nome dell’OBBEDIENZA un riferimento consolidato che, inevitabilmente, lascia un vuoto nella quotidianità di molti. Quelle porte chiuse dell’edificio di fianco alla Chiesa del Crocifisso,all’inizio dei Mercanti,segnano un tempo che non tornerà più,come non torneranno le battute, i confronti,le proposte,le riflessioni,i consigli…. assenza che si fa presenza che rivive e rivivrà nella ritualità dei momenti che fino a ieri erano condivisi e che per questo,ed in rispetto al senso dell’incontro con loro,non dovranno essere perduti,in nome del percorso da loro tracciato. Quel vuoto che già si sente e che pungola il nostro spirito ci dona una certezza, ognuna di loro, a suo modo, ha deposto semi.E dopo i semi ci sono le lacrime, pioggia necessaria a farli schiudere perché i cuori in cui sono stati lanciati portino frutto dove ancora non l’hanno portato svelando,così, il senso di ciò che non sembra averne.Le vie del Signore,dunque, non sono finite ma se ne sono aperte di nuove,rivoli destinati a divenire fiumi con tanta buona volontà. Grazie Ancelle del Sacro Cuore
Laura Scermino
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