Capaccio: Gradone nominato commissario

di Arturo Calabres

e Sarà Armando Gradone il commissario che guiderà il comune di Capaccio Paestum fino a nuove elezioni, nel 2027, o fino a nuove decisioni. Lo ha deciso il prefetto Francesco Esposito che lo ha nominato nella giornata di ieri. Si tratta di un prefetto a riposto. Laureato con lode in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, entra in carriera prefettizia nel 1985. Tra gli incarichi più importanti ricoperti figura quello di Presidente della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Casal di Principe nel casertano e di Molfetta in provincia di Bari. Di seguito alla nomina a Prefetto nell’anno 2012 ha svolto le funzioni di Prefetto di Siracusa, di Siena e di Perugia. Sul caso della decadenza del sindaco Gaetano Paolino, seguita alle dimissioni di nove consiglieri, sono stati diversi gli interventi. «La mia posizione nei confronti dell’amministrazione Paolino è sempre stata chiara e coerente: non era possibile sostenerne l’azione, poiché non ha messo in sicurezza l’ente, non ha corretto gli errori del recente passato e si è rivelata la diretta continuazione amministrativa della gestione precedente, senza una reale discontinuità – scrive Simona Corradino, unica dell’opposizione ad aver davvero svolto quel ruolo – dall’approvazione sostanzialmente invariata del rendiconto 2024 ai successivi bilanci, dalla riconferma del piano di riequilibrio alla macchina amministrativa e, in ultimo, alla gestione del Piano Urbanistico Comunale, approvato e poi revocato nel giro di pochi mesi, questa amministrazione ha dato prova di approssimazione, superficialità e di una cura insufficiente delle risorse pubbliche, senza mai avere una visione del territorio della sua comunità e degli obiettivi da raggiungere. La mancata sfiducia del 3 dicembre scorso avrebbe dovuto rappresentare un momento di riflessione e l’occasione per aprire un confronto trasparente con tutti i consiglieri comunali. Così non è stato. Si è preferito gestire la maggioranza a porte chiuse, caricando e scaricando consiglieri secondo la convenienza del Sindaco, senza offrire ai cittadini un chiarimento politico sulle ragioni di queste scelte». Corradino critica aspramente il sindaco su molte decisioni e infine guarda al domani: « Il futuro può e deve essere positivo per Capaccio Paestum, un Comune unico al mondo per la sua straordinaria identità storica, culturale e paesaggistica: un territorio senza eguali. Questa unicità rappresenta per tutti noi una grande responsabilità, ma anche una straordinaria opportunità di sviluppo sociale ed economico per l’intera comunità. È in questo spirito, e solo in questo spirito, che Capaccio Paestum potrà raggiungere obiettivi ambiziosi, migliorando concretamente la qualità della vita di tutti i cittadini in modo equo, inclusivo e duraturo. Ce la possiamo fare». Excusatio non petita per Marianna Ruggiero, eletta in minoranza e poi passata dall’altra parte della barricata, senza tra l’altro lasciare il gruppo nel quale era stata eletta in appoggio a Simona Corradino. «Gli amministratori di Capaccio Paestum sembrano ormai avvezzi a determinate procedure e, come ho letto in qualche post, forse alla fine a spuntarla è sempre il notaio – dice la donna il cui apporto in consiglio è stato poco più che la presenza e il ditino alzato – ad agosto 2025 i primi dissapori all’interno della maggioranza, fino ad arrivare a dicembre, quando quella stessa maggioranza decide di portare in Consiglio comunale una mozione di sfiducia. Per noi consiglieri di minoranza fu una scelta troppo prematura rispetto a un’amministrazione che non aveva avuto nemmeno il tempo necessario per provare ad amministrare concretamente. Ed è proprio lì che cambia lo scenario: la minoranza diventa maggioranza e la maggioranza diventa minoranza. Il mio avvicinamento al sindaco è avvenuto senza che fosse lui a cercarmi e senza che io chiedessi incarichi o garanzie personali». Dice la sua anche Carmine Caramante: «La nostra, mia e del gruppo di FDI, fin dal principio, senza chiedere in cambio nulla, né assessori né altri poteri, è stata una scelta di sostegno al Sindaco fatta nell’interesse della città per dare stabilità politica all’ente nel perseguimento dell’obiettivo di evitare uno scioglimento per infiltrazione che – conclude – a mio avviso è un pericolo non del tutto scongiurato. La procedura, pertanto, è tutt’ora in corso e non definita. La decisione finale potrebbe gettare un’altra onta su Capaccio Paestum»

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