Campagna, il testamento milionario davanti al giudice

Di processi di tal natura economica se ne vedrebbero pochi. Ma quel che è arrivato al tribunale di Salerno è davvero singolare: da una parte i legittimi eredi con tanto di testamento olografo, dall’altra i presunti falsi eredi che sono comparsi dinanzi al giudice monocratico Centola già “scoperti” dal giudice per le indagini preliminari Vincenzo Pellegrino che impedì loro di costituirsi parte civile. Praticamente li mise alla porta. Ieri nuova udienza al tribunale di Salerno , gli imputati d.g. e a. c. sono due fortunati soggetti di Campagna beneficiari di un testamento olografo milionario ( brni immobili, oltre 200 ettari di terreno e contanti ) ma ora imputati dalla Procura. I due sono difesi dagli avvocati Saverio Maria Accarino e Agostino De Caro. I fatti. Muore Giuseppina Izzo, nel 2019. Alla morte della signora che viveva da sola, esce fuori un testamento olografo a favore dei due, poi, imputati. Vengono fuori soggetti che si ritengono eredi e sulla scorta di una consulenza tecnica che ritiene il testamento falso. E sulla base delle dichiarazioni dei presunti eredi stessi riferiscono di una dichiarata volontà della deceduta di lasciare loro i beni. La Procura li mette sotto processo. Il procedimento fin dall’inizio è ricco di colpi di scena. L’avvocato Saverio Maria Accarino presenta in aula una consulenza notarile con la prova che i querelanti non alcun titolo, non sono eredi diretti perché parenti oltre il quinto grado e quindi non titolari di alcun diritto vuoi in sede civile che penale. A questo punto il gip capisce tutto e li esclude dal processo ove avevano chiesto di costituirsi parte civile. Ma la clamorosa svolta processuale avviene ieri nel corso di in serrato controesame: uno dei soggetti che si ritiene erede ammette che non vedeva la presunta sua zia da oltre 10 anni prima della morte e che in ordine alle condizioni di salute della defunta, condizioni di salute non buone, lo apprende da terzi. Ha dovuto così ammettere che la presunta zia non li frequentava. Sta di fatto che nel corso della successiva escussione di altro teste, la figlia della vicina che frequentava la casa smentisce quanto dichiarato dal presunto erede. “Giuseppina – ha detto la vicina di casa – non solo è stata lucida fino alla morte, che era sempre stata autonoma e stava bene. Anzi, Giuseppina decideva in autonomia chi fare entrare in casa e non ho mai visto frequentare la casa i presunti proclamatisi eredi” A queste dichiarazioni le difese di Saverio Maria Accarino intenderanno difendere i loro clienti con maggiore forza sia con consulenti tecnici ma escussione di testi che saranno chiamati a riferire sia sull’autenticità del testamento che sulle lucide condizioni di salute di Giuseppina Izzo. Il processo e stato aggiornato al 6 maggio 2027 per sentire i consulenti sul lascito milionario ai veri eredi. AN.MAN.

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