Fonderie Pisano, Comune presenterà un documento

di Erika Noschese

È il giorno della verità per le Fonderie Pisano. Oggi, presso la sede distaccata della Regione Campania, in via Generale Clark, si riunirà la Conferenza dei Servizi chiamata a decidere sul futuro dello stabilimento di via dei Greci, a Fratte, e in particolare sulla riattivazione dell’AIA, l’Autorizzazione integrata ambientale che consentirebbe la ripartenza delle attività produttive. Gli enti competenti, tra cui il Comune di Salerno, la Regione Campania, l’Asl e l’Arpac, saranno chiamati a valutare il nuovo progetto green presentato dalla proprietà per superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in relazione alle BAT (Best Available Techniques), ovvero le migliori tecnologie disponibili in grado di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente. Il progetto prevede una trasformazione tecnologica dello stabilimento, destinata a renderlo maggiormente sostenibile attraverso lo smantellamento dei forni a carbone, già avvenuto nei giorni scorsi, e la loro sostituzione con forni elettrici. Un intervento che, secondo la proprietà, consentirebbe una significativa riduzione delle emissioni e dell’impatto olfattivo. Il sindaco Vincenzo De Luca ha fatto sapere che il Comune sarà presente alla Conferenza dei Servizi e presenterà un proprio documento. «Abbiamo già spiegato nell’incontro con sindacati e lavoratori che è opportuno delocalizzare la fabbrica nel medio-lungo periodo, sia per tutelare i lavoratori, sia perché in quelle condizioni è impossibile anche uno sviluppo dell’attività produttiva – ha detto il primo cittadino -. Per il resto, ovviamente, chiariamo, contro alcune speculazioni fatte soprattutto dai 5 Stelle, che non perdono mai il vizio di fare demagogia, che alla fine i pareri definitivi li dà la Regione, perché il parere definitivo va dato sulle emissioni in atmosfera e sulla tutela sanitaria e queste competenze sono dell’Asl e dell’Arpac, che sono organismi della Regione. Quindi cercheremo di chiudere il capitolo della demagogia e inviteremo tutti quanti a fare le persone serie». A puntare il dito contro la proprietà è invece il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra. Lo stabilimento, infatti, «si trova a ridosso del nostro territorio e delle nostre zone residenziali» e, ha aggiunto, «per anni questa vicenda ha alimentato una contrapposizione durissima: da una parte la tutela della salute e dell’ambiente, dall’altra la difesa del lavoro e dei livelli occupazionali». «Oggi, però, leggiamo della possibilità di un progetto di riqualificazione dello stabilimento, dell’ammodernamento degli impianti e del superamento della lavorazione tradizionale legata al coke, attraverso tecnologie potenzialmente capaci di ridurre l’impatto ambientale. E allora una domanda è inevitabile: perché non si è imboccata con decisione questa strada prima?». Morra ricorda inoltre che «per anni si è discusso di chiusure, provvedimenti giudiziari, delocalizzazione e conflitti, mentre lo stabilimento continuava sostanzialmente a produrre con le tecnologie esistenti. Nel frattempo si è creata una frattura profonda tra cittadini preoccupati per la propria salute e lavoratori preoccupati per il proprio futuro. Non so quale sarà l’esito del nuovo progetto e, naturalmente, saranno gli organismi competenti a doverne verificare la reale efficacia e sostenibilità. Ma se oggi l’innovazione tecnologica può consentire di produrre riducendo significativamente l’impatto sul territorio, viene spontaneo chiedersi quanto tempo sia stato perso – ha detto ancora – Forse avremmo potuto evitare anni di contrapposizioni e una guerra tra due diritti che non dovrebbero mai essere messi l’uno contro l’altro: il diritto alla salute e il diritto al lavoro». Per il sindaco di Pellezzano, «la vera sfida, oggi, deve essere proprio questa: pretendere innovazione, sicurezza, tutela dell’ambiente e, contemporaneamente, difendere il lavoro. Perché lo sviluppo è tale solo quando riesce a tenere insieme tutte queste esigenze».

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