Nuova mossa di Donald Trump: alla ricerca di una via d’uscita dal pantano dello stretto di Hormuz, il presidente Usa ha annunciato una «guerra economica» e un «isolamento senza precedenti» contro l’Iran, minacciando «conseguenze tremende» per qualsiasi Paese che aiuti o faccia affari con la Repubblica Islamica. L’annuncio di Trump è arrivato dopo giorni in cui si sono rincorse voci di nuove durissime sanzioni contro Teheran.

«Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti», ha scritto Trump su Truth. Il presidente Usa ha poi aggiunto: «Qualsiasi Paese che consentirà alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende». Trump non ha citato alcun Paese alleato dell’Iran, ma il riferimento è ad altri due storici rivali degli Stati Uniti: Russia e Cina, che hanno consentito a Teheran di aggirare le misure occidentali tramite contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro e società di facciata. «Sapete bene chi siete. Sarà un “D-Day economico” e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran», ha scritto The Donald.

Tra le ipotesi l’introduzione di sanzioni di secondo grado
Non è ancora chiaro cosa abbia di preciso in mente Trump: negli ultimi mesi il segretario al Tesoro Scott Bessent ha infatti già varato misure volte a colpire valuta, società di comodo e intermediari che aiutano i pasdaran. Tra le ipotesi ci sono il blocco terrestre delle merci e la stretta sulle raffinerie indipendenti cinesi, così come l’introduzione di sanzioni di secondo grado, destinate a colpire soggetti e aziende di paesi Terzi che effettuano transazioni commerciali o finanziarie con stati, entità o individui già sottoposti a misure restrittive. In questo caso verrebbero interessate soprattutto banche e aziende cinesi.
