La prima uscita pubblica di Ranucci dopo l’arresto di Lavitola

Sigfrido Ranucci ha fatto la sua prima uscita pubblica dopo l’arresto di Valter Lavitola, l’imprenditore e suo stretto amico che ha confessato di aver organizzato l’attentato di ottobre 2025 contro di lui. Il giornalista ha partecipato a una presentazione del suo ultimo libro, Il ritorno della casta, al centro congressi di Lavarone, in provincia di Trento. Durante l’evento, ha commentato alcune delle notizie degli ultimi giorni che lo riguardano, tra cui la possibile sospensione dalla conduzione di Report. Un’ipotesi su cui i dirigenti Rai stanno ragionando dopo che il comitato etico ha depositato una relazione su di lui (il cui contenuto è secretato). Sul suo eventuale successore, però, non si sa ancora nulla – se non che Milena Gabanelli, a cui è stato proposto l’incarico, ha rifiutato. «L’azienda può fare quello che vuole», ha detto Ranucci. E sulla possibilità di fare un passo indietro, cioè andarsene volontariamente: «Lo posso fare in avanti, indietro, di lato. Il problema non sono io, ma la storia di Report».

Ranucci: «Problema mia amicizia con Lavitola? C’è chi è amico di Ciavardini»

I commenti sulla vicenda giudiziaria relativa all’attentato, invece, sono stati pochi. Ranucci si è limitato a difendersi da chi ha criticato la sua frequentazione con Lavitola, personaggio controverso condannato per diversi scandali degli ultimi 20 anni, ma con cui lui aveva una grande familiarità. «Se il problema è la mia amicizia con Lavitola, c’è chi è amico di Luigi Ciavardini (ndr il terrorista condannato per la strage di Bologna)», ha detto. Il riferimento è alla presunta amicizia tra Ciavardini e la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo, deputata di Fratelli d’Italia. Lei ha sempre negato spiegando di averlo incontrato solo per attività relative al reinserimento dei detenuti.