La domanda posta è di quelle da far preoccupare i cittadini di una comunità: “Perderemo anche la Casa di Comunità dell’Asl?”. A porsela è stata il capogruppo consiliare di opposizione dei “Civici per S. Severino”, Giovanni Romano. L’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Salerno ha ricevuto finanziamenti europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per realizzare, nell’area donata dal Comune in località S. Vincenzo, la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT). E’ la stessa area dove l’ASL, con un’altra fonte di finanziamento, ha iniziato la costruzione della nuova sede del Distretto Sanitario del quale è stato realizzato un primo immobile. Le superfici occupate, la posizione degli immobili in costruzione, la loro distanza dalla strada regionale e dal torrente Lavinaio, gli spazi per realizzare i necessari parcheggi al servizio delle strutture, secondo Romano, sembrerebbero non conformi alle norme vigenti. Per approfondire l’argomento, il gruppo dei “Civici per San Severino” ha chiesto di accedere ai documenti ufficiali e ai permessi di costruzione rilasciati dal Comune che, per legge, devono essere rilasciati. “Ad oggi – rivela Romano – non abbiamo ricevuto ancora nulla. I cartelli all’ingresso dei cantieri devono essere chiari e trasparenti e riportare, per legge, le informazioni obbligatorie relative agli estremi dei titoli abilitativi rilasciati dal Comune con il relativo numero di pratica, alla tipologia dell’opera, all’importo complessivo dei lavori e alle relative fonti di finanziamento, all’impresa appaltatrice, ai dati dei professionisti incaricati e alle date di inizio e presunta di fine lavori”. “Gli estremi dei titoli abilitativi non sono stati riportati sui cartelli all’ingresso dei cantieri – spiega ancora il capogruppo di opposizione – Sono presenti due cartelli identici: riguardano le opere da realizzarsi con i fondi del PNRR (la sede della CDC e del COT) che riportano, stranamente, gli stessi importi (2.469.890,32 di euro) e le stesse descrizioni, ma uno riguarda il Comune di Pontecagnano Faiano e l’altro il nostro Comune”. Per entrambi, le “autorizzazioni” sono del Dirigente della Provincia di Salerno e non del Comune di Mercato S. Severino. I lavori sono iniziati il 30 giugno dello scorso anno e sarebbero dovuti terminare il 31 maggio 2026. Invece, secondo quanto denuncia Romano, questi lavori “sono ancora nelle fasi iniziali”. “Il mancato rispetto dei termini di ultimazione dei lavori per la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT) – aggiunge Romano – desta non poche preoccupazioni. Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesima opera pubblica non realizzata come, purtroppo, è già accaduto con l’ampliamento e la palestra del Liceo”. Da qui una serie di interrogativi posti all’amministrazione comunale: “E’ nostro diritto sapere se: sono stati regolarmente rilasciati dal Comune i permessi di costruire per gli immobili in costruzione; sono state rispettate le distanze, previste per legge, dalla strada regionale e dall’alveo del torrente Lavinaio; sono stati rispettati i parametri, previsti dalla legge, riguardo alle dotazioni di parcheggi e di aree scoperte a verde, in rapporto alle superfici coperte dagli immobili in costruzione. E ci chiediamo: come è possibile che si possano realizzare opere così importanti, che la Comunità attende da anni, senza le autorizzazioni comunali? Cosa è stato fatto per stimolare e controllare l’efficace andamento dei lavori visto che il termine di ultimazione è già scaduto? Un’amministrazione comunale degna di questo nome, quotidianamente, promuove e controlla quanto si realizza sul suo territorio. Soprattutto quando gli attori sono altri Enti pubblici”. Quesiti ai quali l’opposizione attende delle delucidazioni. Mario Rinaldi
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