Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

La parola d’ordine è pareggio. Malgrado gli oltre 6,6 milioni di italiani al voto, maggioranza e opposizione a Roma faticano a dare un significato politico alle Comunali del 24 e 25 maggio, probabilmente le ultime elezioni prima delle Politiche del 2027. Tra i palazzi della politica nessuno intravede possibilità di cogliere segni precursori del mood elettorale in vista del voto nazionale. Seppur importanti, tra i quasi 900 Comuni al voto, solo 18 sono capoluoghi, e circa 700 hanno meno di 15 mila abitanti.

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Due i capoluoghi di Regione al voto: Venezia e Reggio Calabria.

Venezia e Reggio Calabria: obiettivo 1 a 1

Tutti gli occhi sono puntati su Venezia, l’unico capoluogo di Regione alle urne. In laguna suonano le note di Gustav Mahler e l’atmosfera è quella di una Morte a Venezia. Ma in questo film non ci sono compositori né giovani dalla bellezza efebica. La trama crepuscolare ha come protagonista il centrodestra locale. Dopo 10 anni alla guida della città con Luigi Brugnaro – noto per aver introdotto la tassa di ingresso e per le numerose gaffe – la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati guarda con una punta di pessimismo il voto. Certamente non hanno aiutato il caos e le polemiche degli ultimi mesi tra governo e due istituzioni culturali come la Biennale e il Teatro La Fenice. Il centrosinistra è determinato a riprendersi la città. Per questo ha schierato Andrea Martella, senatore e segretario regionale dem già sottosegretario all’Editoria nel Conte II. Il centrodestra invece è confluito su una scelta di continuità decidendo di far correre Simone Venturini, 38 anni, assessore uscente al Turismo per la lista Brugnaro, margherino doc trasferitosi a Venezia.

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Combo di Simone Venturini e Andrea Martella al voto (Ansa).

A Reggio Calabria, lo scenario è inverso. Dopo 12 anni di amministrazione di Giuseppe Falcomatà, il centrosinistra rischia di perdere il Comune. Il candidato è Domenico Battaglia che ha preso il posto – in qualità di facente funzioni – di Falcomatà, eletto in Consiglio regionale. Contro di lui, Francesco Cannizzaro, coordinatore regionale di FI e vice capogruppo alla Camera. Con cui il centrodestra spera di conquistare la città.

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Nel centrodestra lo sport più gettonato è finire all’opposizione

«Al massimo la sinistra si prenderà Venezia e noi Reggio Calabria, non mi sembra che cambi molto», ha profetizzato il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli. Insomma, obiettivo: pari e patta. Ovvero un modo per sminuire la portata del test elettorale ma anche la tensione verso il pessimismo propria del centrodestra in questa fase post referendaria. Tra i corridoi di Montecitorio, nella maggioranza sono ormai pochissimi quelli che ancora continuano a credere in una vittoria alle Politiche. Ormai lo ‘sport’ più gettonato è sperare di finire all’opposizione in caso di pareggio e nell’eventuale formazione di un governo di larghe intese. In FdI dicono sia Matteo Salvini a sperarci, nella Lega gli alleati di via della Scrofa. Una sorta di rincorsa per ‘rifarsi la verginità’, mentre per ora ci si accontenta dell’1-1, appunto, a Venezia e Reggio Calabria.

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Giovanni Donzelli (Imagoeconomica).