
Una ragazzina di 16 anni è stata picchiata da tre 14enni per un ragazzo: è successo a Gardone Valtrompia. L'aggressione è stata ripresa e il video diffuso sui social. Nessuno avrebbe difeso la giovane.
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Né missili, né bombe, né tantomeno uno sbarco anfibio. La Cina prova a giocare la carta economica per attrarre Taiwan. Pechino ha infatti proposto di trasformare la provincia meridionale del Fujian, la più vicina a Taipei, in una cosiddetta zona di sviluppo integrato, con il fine ultimo di creare un ponte virtuale con l’isola. Le autorità cinesi hanno varato una serie di misure politiche definite “speciali” per migliorare l’accesso delle imprese taiwanesi al Fujian, il tutto attraverso lo Stretto di Taiwan e nell’ambito di un piano a lungo termine. La situazione potrebbe risuonare come paradossale, visto che gli aerei e le navi da guerra del Dragone – da poco anche i droni – continuano a praticare manovre attorno alla possibile preda, aumentando la pressione sul governo locale guidato da Tsai Ing-wen e spingendo gli Stati Uniti ad aprire il loro ombrello protettivo sul partner asiatico.

Eppure, accanto a una strategia apparentemente orientata più a drenare le risorse dell’esercito taiwanese, fino a spuntarne le armi, che non a imbastire uno sbarco, ecco che prende forma un modus operandi parallelo. In quest’ultimo, la Cina ha iniettato massicce dosi di soft power, nel tentativo di fare breccia nell’élite imprenditoriale di Taipei, una parte della quale risulta tanto pragmatica quanto desiderosa di continuare a fare affari con Pechino.
Le nuove misure sono state rilasciate dal Comitato centrale del Partito comunista cinese e dal Consiglio di Stato. I due organi istituzionali hanno fatto sapere che la provincia costiera cinese del Fujian sarebbe diventata una “zona di dimostrazione” per lo sviluppo integrato con Taiwan. Sul tavolo ci sono, per la precisione, 21 misure, che spaziano dal concedere facilitazioni ai taiwanesi per vivere nella suddetta provincia e ad accedere ai servizi sociali locali, all’espandere le iscrizioni degli studenti di Taipei nelle scuole cinesi, senza dimenticare la proposta di agevolare cooperazione industriale tra le due parti dello Stretto. Tra gli altri provvedimenti troviamo anche quelli volti a incoraggiare i cittadini di Taiwan ad acquistare case e investire sul territorio cinese. «La mossa ha lo scopo di approfondire lo sviluppo integrato attraverso lo Stretto in tutti i campi e di promuovere la riunificazione pacifica della madrepatria», ha scritto il quotidiano cinese China Daily. Il Global Times, altro giornale di Pechino, ha descritto il documento contenente le misure come un piano «equivalente a delineare il futuro progetto di sviluppo dell’isola di Taiwan».

Cong Liang, vicepresidente della Commissione nazionale cinese per lo sviluppo e la riforma, ha spiegato che la Cina approfondirà lo sviluppo integrato della città di Xiamen e delle isole Kinmen controllate da Taiwan, consentendo a queste ultime di accedere al sistema economico cinese speciale presente sull’altra sponda dello Stretto. In termini concreti, questa integrazione dovrebbe riguardare i trasporti nonché i collegamenti di gas ed energia elettrica. L’apertura di una zona di sviluppo sperimentale a Pingtan, il punto più vicino della Cina alla principale isola di Taiwan, sarà inoltre accelerata. Nel frattempo, le azioni di alcune società del Fujian sono schizzate alle stelle. I titoli di Strait Innovation Internet e Zhongfu Straits Pingtan Development Co, entrambe con sede a Pingtan, sono aumentati rispettivamente dell’8 e del 5 per cento, in un mercato altrimenti relativamente piatto.

Oltre alle 21 misure, Pechino è tornata a parlare della volontà di costruire una ferrovia ad alta velocità attraverso lo Stretto, senza però fornire dettagli. Al netto delle tensioni politiche, qualsiasi collegamento ferroviario tra Cina e Taiwan affronterebbe formidabili sfide tecniche, come la perforazione di complessi strati di roccia e la necessità di progettare l’opera tra due linee di faglia sismiche.
Taipei ha criticato l’intero piano cinese, e non solo per le evidenti divergenze geopolitiche. «Se la parte continentale non può migliorare efficacemente i suoi problemi economici interni, le misure pertinenti per integrare e beneficiare Taiwan saranno irrealistiche», ha infatti aggiunto il Consiglio per gli affari continentali di Taipei. Certo è che l’approccio morbido di Pechino per integrare l’economia del Fujian a Taiwan ricorda vagamente quanto attuato nei pressi di Hong Kong, risucchiata dal Dragone e inserita a pieno titolo, come punta di diamante, nel progetto della Greather Bay Area, ossia il tentativo cinese di creare una sorta di Silicon Valley nel sud del Paese.

In attesa di capire se una simile ricetta avrà successo anche per Taiwan, il Dragone non ha abbandonato l’opzione di una riannessione da conseguire con il pugno duro. L’esercito cinese ha inviato un gruppo di attacco di portaerei oltre la punta meridionale della “provincia ribelle”, nell’Oceano Pacifico occidentale, guidato dalla portaerei Shandong e scortato da decine di aerei da guerra. Il ministero della difesa giapponese ha rilevato due flottiglie di otto navi da guerra che navigavano attraverso lo stretto di Miyako, a sud di Okinawa, su un percorso che secondo gli analisti potrebbe convergere con il suddetto gruppo. Altre decine e decine di sortite di aerei sono state rilevate nelle ore seguenti. Se il cerchio dovesse chiudersi, Taiwan si ritroverebbe, di fatto, circondata. A gennaio 2024, intanto, sono in programma le elezioni presidenziali a Taipei e la Cina sembra aver fornito due opzioni al prossimo leader taiwanese: l’integrazione economica o lo stato di assedio.
Svolta storica nei rapporti tra arbitri, informazione e tifosi: dal 24 settembre sera gli audio dei dialoghi tra i Var e i direttori di gara saranno trasmessi, grazie ad un accordo appena firmato tra la Federcalcio e Dazn. Per questioni regolamentari gli audio saranno quelli del turno precedente di campionato e andranno in onda nella trasmissione Sunday Night Square, subito dopo il posticipo domenicale.

Gli audio delle conversazioni tra arbitri e sala Var saranno resi pubblici nel nuovo format “Open Var”, nel quale saranno analizzati i casi più interessanti (e controversi). Nella puntata d’esordio del 24 settembre, per l’occasione, sarà in studio il designatore degli arbitri di A e B Gianluca Rocchi, che ricostruirà insieme alla squadra di Dazn i principali episodi di questa stagione calcistica.

«Accogliamo con grande favore questo nuovo progetto, realizzato insieme a Figc. È un momento storico che consentirà al mondo arbitrale di aprirsi sempre di più in un’ottica di trasparenza. In tale maniera potremo spiegare i percorsi decisionali dell’arbitro sul terreno di gioco e l’importante attività svolta dai video match officials al Centro Var di Lissone. Questo favorirà anche la conoscenza del regolamento per accrescere sempre più la cultura calcistica a vantaggio di tutti gli appassionati», ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italia Arbitri Carlo Pacifici. Così Gabriele Gravina, presidente della Figc: «Vogliamo contribuire a creare nel nostro Paese una rinnovata cultura sportiva, una profonda conoscenza del regolamento del gioco più amato dagli italiani e far conoscere meglio il mondo arbitrale. Lo spazio Figc-Aia all’interno della programmazione di Dazn non è una moviola, ma l’occasione per capire, in totale trasparenza, come nascono le scelte dei direttori di gara in uno dei settori più innovativi e rivoluzionari del calcio degli ultimi anni, che è il Var».










A seguito della decisione della Russia azzerare le esportazioni di gasolio e di benzina, il gas naturale al Ttf di Amsterdam si è portato sui massimi dal 28 agosto, quando i future su settembre chiusero a 41,5 euro, poco sotto i 41,7 euro registrati cinque giorni prima. I contratti future sul mese di ottobre hanno chiuso la seduta del 22 settembre a 39,79 euro al megawattora.
In una settimana i future di Amsterdam hanno guadagnato l’1,8 per cento, ma il prezzo il 22 settembre è salito fino al 7,3 per cento a 41,9 euro, considerando il massimo di giornata. La corsa non è finita però: sono infatti previsti ulteriori aumenti nel corso dell’autunno, nonostante il livello elevato di scorte in Europa, che ha raggiunto il 94,48 per cento a 1.075,88 TWh. Prima è la Germania con 240,22 TWh, pari al 94,61 per cento della capacità di riempimento, seguita dall’Italia, con 185,94 TWh, pari al 95,21 per cento dello stock disponibile. Seguono i Paesi Bassi con il 95,86 per cento a 136,5 TWh e la Francia, con l’89,48 per cento di riempimento a 122 TWh.
Nonostante ciò, la mossa di Mosca di fermare temporaneamente le esportazioni dei carburanti, spiegano gli analisti, ha ripercussioni anche su altre materie prime, come appunto il gas. Attualmente Il 60 per cento di quello consumato in Europa giunge via gasdotto e il 40 per cento è Gnl trasportato su nave, su cui incide il maggior costo dei carburanti. Proprio sul fronte del gas liquido sembrano ormai alle spalle i problemi degli scioperi in Australia, da dove proviene circa il 10 per cento del Gnl mondiale, mentre proseguono le manutenzioni di una piattaforma in Norvegia, principale fornitore del Nord Europa, che incidono sulle estrazioni.


Un 17enne è stato arrestato perché per tre mesi, non accettando la fine della relazione con la fidanzata, avrebbe costretto la ragazza a subire atti di violenza, con minacce gravi rivolte alla giovane e anche ai suoi famigliari. I fatti risalgono ai mesi di giugno, luglio e agosto: il ragazzo, arrestato dai carabinieri di Sorrento, è accusato di atti persecutori, violenza sessuale e rapina ai danni della ex fidanzatina. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip per i minorenni di Napoli, è stata eseguita dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura per i minori. L’arrestato è stato trasferito presso l’istituto penale per i minorenni di Nisida.






A volte la sofferenza può diventare un’importante fonte di ispirazione per gli artisti: ne sa qualcosa Micaela Ramazzotti, la cui separazione dal marito Paolo Virzì si è rivelata molto utile per il suo progetto cinematografico appena uscito nelle sale.
Intervistata dal Corriere della Sera, l’attrice ha avuto l’occasione di raccontarsi a pochi giorni di distanza dall’anteprima veneziana del suo Felicità, la prima pellicola in assoluto che ha avuto l’occasione di girare come regista. Un’esperienza che forse non sarebbe stata la stessa, a quanto pare, se nel medesimo periodo Ramazzotti non avesse dovuto affrontare il dolore per la fine del matrimonio con Paolo Virzì, a sua volta noto regista. Quando le è stato chiesto in che modo la rottura abbia influito sul tono del racconto, la regista ha commentato: «Avevo questa storia in testa ormai da tempo, ma il periodo di dolore che stavo attraversando mi ha permesso di essere molto illuminata e presente sul set. Nell’arte la sofferenza può aiutare. Felicità ha preso vita in un momento in cui avevo un grande dispiacere, ma ho saputo trasformarlo. Ero creativa». Nonostante quello che ha passato di recente, Micaela Ramazzotti oggi si definisce «molto felice» e ha precisato che si augura che nella sua prima fatica cinematografica si possa ritrovare «chi è in affanno, chi ha la testa piena di moscerini, ma non ha ancora trovato la forza di curarsi».
Virzì e Ramazzotti si erano conosciuti nel 2007 sul set di Tutta la vita davanti ed erano convolati a nozze nel 2009. I due in realtà già nel 2018 avevano dovuto affrontare un momento molto difficile, che però erano poi riusciti a lasciarsi alle spalle. Ma i problemi di cuore sarebbero presto tornati a bussare alla loro porta. A marzo del 2023 il magazine Oggi aveva infatti confermato in anteprima le loro intenzioni di separarsi nuovamente, questa volta in modo definito.




