
Sarà indetto il lutto cittadino per la morte del piccolo Gabriele, il bimbo di 10 anni travolto dall'esplosione di un ordigno bellico a Vivaro (Pordenone). Resta in gravi condizioni il nonno.
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Una donna è in gravissime condizioni dopo che il marito nella notte le ha gettato addosso liquido infiammabile, per poi darle fuoco. È successo a Pantelleria. La 48enne è ricoverata all’ospedale Civico di Palermo, dove è stata trasportata con l’elisoccorso, con ustioni sul 70 per del corpo. Anche il marito è rimasto ustionato al volto con il ritorno di fiamma e rischia ora di perdere la vista. A lanciare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito le urla della donna. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

















È morto Gabriele Cesaratto, il bambino di 10 anni rimasto gravemente il 22 settembre dopo essere stato colpito da un’esplosione avvenuta nella pertinenze della sua abitazione a Vivaro, in provincia di Pordenone. Lo scoppio sarebbe stato determinato da un ordigno bellico, verosimilmente un residuato. Il bambino era stato portato in gravissime condizioni all’ospedale di Pordenone dove il nonno Silvio, che era con lui, rimane ricoverato in gravi condizioni.
A Vivaro, nel giorno dei funerali del bambino di 10 anni morto dopo essere stato investito dall’esplosione di un ordigno bellico, sarà proclamato il lutto cittadino. Lo ha deciso il sindaco del piccolo centro, Mauro Candido, che lo ha reso noto con un post sul profilo social esprimendo dolore, a nome della comunità di Vivaro, Basaldella e Tesis, per «la drammatica scomparsa del piccolo Gabriele». Rivolgendosi ai genitori del bambino, Candido ha rivolto«”le più sentite condoglianze e la vicinanza dell’ Amministrazione comunale , nonché di tutta la popolazione, per questa immane tragedia». Secondo le prime ricostruzioni, l’ordigno sarebbe deflagrato nel garage-officina del nonno di Gabriele: sarebbe stato proprio lui a portare in casa il residuato bellico.

Scorrono i titoli di coda sulla storia del boss riuscito a sfuggire alla cattura per 30 anni, arrestato il 16 gennaio mentre andava in una delle cliniche più prestigiose di Palermo per sottoposti alla chemioterapia: Matteo Messina Denaro è in coma irreversibile.
Dopo l’arresto il capomafia di Castelvetrano è stato portato nel supercarcere de L’Aquila dove è stato sottoposto alle cure per il cancro al colon scoperto a fine 2020. Ed è lì che sta vivendo le sue ultime ore. Il boss di Cosa Nostra ha chiesto infatti di non essere più alimentato, rifiutandosi di subire accanimento terapeutico. Negli ultimi giorni, dopo due interventi, al peggiorare delle condizioni di salute Messina Denaro è stato prima sottoposto alla terapia del dolore, poi sedato. Al capezzale la nipote e legale Lorenza Guttadauria e la giovane figlia Lorenza, riconosciuta recentemente e incontrata per la prima volta nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila ad aprile. Dall’arresto il padrino è stato interrogato più volte dai pm di Palermo precisando, fin dal primo incontro, che non avrebbe mai collaborato con la giustizia. E così è stato.




