Torino, sciopero lavoratori di Mondo Convenienza, magazzino bloccato: “Facciamo turni di 10-11 ore”


Da due giorni sono in sciopero un centinaio di magazzinieri, autotrasportatori e montatori di Veneta Logistic, società che ha in appalto la gestione del magazzino di Mondo Convenienza a Settimo Torinese. Lo stabilimento è bloccato e i mezzi non possono entrare né uscire. Oggi una delegazione di 40 lavoratori si è presentata in Questura chiedendo di interrompere lo sciopero.
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Migranti, naufragio al largo di Lampedusa: recuperato il corpo di un bimbo di quattro anni

Un’altra vittima, un’altra piccola vittima. Un bimbo di soli quattro anni, che si trovava nel gruppo di migranti salvati dalla nave italiana Dattilo, è morto mercoledì 12 luglio nel naufragio al largo di Lampedusa, nonostante i tentativi della madre di salvarlo tenendolo stretto tra le sue braccia. A comunicare l’età del bambino è stata la prefettura che ha coordinato le operazioni di sbarco iniziate nella mattinata del 13 luglio. Il piccolo, recuperato al largo di Lampedusa, secondo le prime informazioni, era di nazionalità nigeriana e viaggiava assieme ad altri migranti tra cui la madre, per la quale è stata disposta l‘assistenza psicologica. La salma del bimbo è stata portata nell’obitorio, in attesa dell’autopsia.

Un bimbo di soli quattro anni, che si trovava nel gruppo di migranti salvati dalla nave italiana Dattilo, è morto al largo di Lampedusa.
Sbarco migranti (foto repertorio Getty Images).

Aperta un’inchiesta da parte della magistratura

La magistratura di Reggio Calabria ha aperto un fascicolo ed ha affidato le indagini alla polizia che dovrà accertare nei dettagli cosa è accaduto sul barcone, rovesciatosi al largo di Lampedusa. I migranti che sono arrivati questa mattina a Reggio Calabria a bordo dell’imbarcazione della Guardia costiera sono in tutto 800, tra cui gli ultimi 50 soccorsi in mare nelle ultime ore, mentre gli altri provengono dall’hotspot di Lampedusa. I 550 migranti destinati a Reggio Calabria saranno accompagnati al centro di prima accoglienza allestito nella scuola Boccioni di Gallico in attesa di essere trasferiti in altre regioni.

Sondaggi politici, la Lega riprende quota: calano FdI e Forza Italia

L’effetto generato dalla scomparso di Silvio Berlusconi sembra essere finito per Forza Italia. Il partito, ora guidato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha perso consensi secondo quanto rende noto la Supermedia Agi/Youtrend. FI, dopo settimane di risalita, perde lo 0,7 per cento e torna a quota 7,5. Un dato importante, che diventa doppio se si legge l’intero sondaggio. A guadagnare la stessa percentuale, lo 0,7 per cento, è la Lega guidata da Matteo Salvini, ora al 9,4. Il centrodestra fa i conti, però, anche con l’ennesimo passo indietro di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni, resta saldamente in vetta alla classifica del consenso con il 28,6 per cento, ma perde lo 0,3 rispetto a due settimane fa.

Per la Supermedia Youtrend, la Lega guadagna quanto perde Forza Italia
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Pd e Movimento 5 stelle crescono dello 0,1 per cento

Dietro FdI, cresce, ma di poco, il Partito democratico. I dem guidati da Elly Schlein salgono dello 0,1 per cento rispetto alla precedente rilevazione e si portano al 20,3, riducendo a meno di 8 punti e mezzo il divario dal partito di Giorgia Meloni. Piccolo passo in avanti anche per il Movimento 5 stelle, che torna a quota 15,9 per cento guadagnando lo 0,1. Azione guadagna lo 0,2 per cento e si porta al 3,8, mentre Verdi e Sinistra italiana, aumentando dello 0,1, salgono al 3,1 e staccano Italia Viva, stabile al 3 per cento. Tra i partiti, scivola Noi Moderati, ora allo 0,8 per cento (-0,2) mentre salgono +Europa e Unione Popolare. Il primo vanta il 2,4 per cento (+0,1), il secondo l’1,7 (+0,2). Non aumenta né diminuisce Italexit, stabile a 1,9 per cento.

Per la Supermedia Youtrend, la Lega guadagna quanto perde Forza Italia
La segretaria del Pd Elly Schlein (Imagoeconomica).

Coalizioni: il centrodestra perde mezzo punto

La Supermedia Agi/Youtrend fa il punto anche sulle coalizioni. Il centrodestra complessivamente perde mezzo punto percentuale, ma è nettamente avanti agli altri a quota 46,3 per cento. Il centrosinistra insegue a quota 25,7, aumentando dello 0,2 rispetto a due settimane fa. Il Terzo Polo guadagna lo 0,2 per cento e si porta al 6,8, ma resta distante dal M5s, salito al 15,9 per cento.

Le università telematiche di Multiversity firmano un protocollo con la Pa

Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma, le università digitali di Multiversity, hanno firmato un protocollo d’intesa con il ministero per la Pubblica amministrazione con l’obiettivo di promuovere la collaborazione e lo sviluppo di iniziative congiunte nel campo dell’istruzione e della Pa, sostenendo la formazione dei dipendenti pubblici e la digitalizzazione del settore.

Accordo Multiversity-Pa: sconti per i dipendenti che si iscrivono alle università digitali

L’accordo si inserisce nell’ambito della convenzione Pa 110 e lode e prevede agevolazioni economiche per tutti i dipendenti della Pubblica amministrazione che si iscrivono a un corso di laurea o a un master di una delle università del Gruppo, fino a una riduzione della retta del 50 per cento. I percorsi di studio offerti da Multiversity, che comprendono 72 corsi di laurea e oltre 300 master, promuovono lo sviluppo professionale del personale attraverso upskilling (aggiornamento ed espansione delle competenze) e reskilling (acquisizione di nuove conoscenze e capacità). I dettagli sulle attività e sui progetti specifici relativi alla collaborazione con il ministero guidato da Paolo Zangrillo sono disponibili sui siti web dei tre atenei. Primo gruppo in Italia nel settore dell’Education, Multiversity ha tra gli obiettivi quello di fornire un’offerta didattica di alta qualità e accessibile a tutti «per consentire agli studenti di oggi di realizzare il mondo di domani».

L’ad Vaccarono: «Formazione continua dei dipendenti indispensabile per modernizzare il Paese»

Queste le dichiarazioni di Fabio Vaccarono, presidente e ad di Multiversity: «Il protocollo d’intesa garantisce una formazione continua ai dipendenti della Pa, indispensabile per il miglioramento e la modernizzazione della macchina amministrativa per un Paese a favore di cittadini e imprese. Le nostre università digitali, leader a livello nazionale nel campo della formazione avanzata e della ricerca, offrono corsi di studio di alta qualità in grado di migliorare il livello di competenze specialistiche e trasversali, che rispondono alle esigenze di un mercato del lavoro in veloce trasformazione. Siamo il primo e unico sistema di università telematiche digitali alle quali, se un dipendente della Pa si iscrive per un corso di laurea, ottiene da ministero in logica Pnrr fino al 50 per cento del costo della retta».

La Cina svela il piano per mandare astronauti sulla Luna entro il 2030

Prende forma il piano della Cina per inviare i propri astronauti sulla Luna entro il 2030 e rivaleggiare con la Nasa. Ad annunciarne i primi dettagli è stato Zhang Hailian, vice capo ingegnere della China Manned Space Agency (Cmsa) durante il summit aerospaziale del 12 luglio a Wuhan. Come ha riportato l’agenzia Xinhua, l’obiettivo della missione sarà studiare il suolo del satellite per preparare la costruzione di una struttura di ricerca permanente. Ancora ignoto il numero di scienziati coinvolti nel progetto, mentre sono già in corso i preparativi per l’equipaggiamento. Sarà l’ultima tappa di una corsa alle stelle iniziata soltanto nel 1970.

Previsto il lancio separato di una navicella e un lander per la discesa. I dettagli del piano della Cina per inviare astronauti sulla Luna.
Il lancio della missione Shenzhou-16 della Cina (Getty Images).

LEGGI ANCHE: I programmi spaziali della Cina, dalla rete di satelliti alla Luna

Un veicolo con equipaggio e un lander, così la Cina manderà astronauti sulla Luna

Hailan ha anticipato l’invio di due veicoli spaziali separati. Gli astronauti raggiungeranno l’orbita lunare tramite una navicella, ma per la discesa sulla superficie si serviranno di un lander, che si congiungerà al loro mezzo solo in un secondo momento. Come ha spiegato Reuters, si tratta della sola possibilità per la Cina di portare a compimento la missione, in quanto non ancora dotata di un razzo abbastanza potente da consentire il lancio simultaneo dei due veicoli. Raggiunto il suolo luneare, gli astronauti si occuperanno di raccogliere campioni di roccia e studiare il terreno. Una volta tornati sulla Terra dovranno infatti fornire indicazioni per costruire una stazione di ricerca permanente, base per le prossime missioni verso Marte. Per il rientro, gli astronauti utilizzeranno il lander per raggiungere nuovamente la navicella, rimasta ad attenderli in orbita, ed effettuare il passaggio inverso.

In attesa del conto alla rovescia, l’agenzia di stampa Xinhua ha riferito che un team di ricercatori è al lavoro per preparare l’equipaggiamento necessario. La China Manned Space Agency sta infatti sviluppando nuove tute spaziali, rover aggiornati e razzi più potenti e sicuri per il viaggio. Pur essendo partita in ritardo rispetto all’Occidente, la Cina ha recuperato rapidamente terreno. Nel 1970 inviò in orbita il primo satellite, mentre nel 2013 fece atterrare con successo il primo rover sulla Luna e dopo sei anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, ne raggiunse il lato nascosto. Nel novembre 2022 ha completato la costruzione della stazione spaziale Tiangong dove tre astronauti, partiti il 30 maggio 2023, trascorreranno cinque mesi di studio.

Decreto flussi, le Regioni chiedono al governo più lavoratori stranieri

Non bastano. Di lavoratori stranieri in Italia ne servono di più. La richiesta arriva direttamente dalle Regioni che quindi vogliono aumentare le quote previste dall’ultimo dpcm flussi del governo Meloni. E così la piroetta di 180 gradi sul tema migranti da parte del centrodestra – che guida sia l’esecutivo sia la maggior parte delle Regioni – è completa.

Decreto flussi, le Regioni chiedono al governo più lavoratori stranieri
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Intanto pure gli sbarchi schizzano: +134 per cento rispetto al 2022

Il governo aveva portato in Consiglio dei ministri il cosiddetto decreto flussi, il provvedimento che fissa le quote di ingresso di lavoratori stranieri nel nostro Paese. Archiviata la stagione del “Prima gli italiani” (da quanto tempo non se ne sente più parlare?) e del blocco navale per fermare gli approdi irregolari (i numeri del 2023 dicono che gli sbarchi sono più che triplicati dal 2021 e fanno registrare un +134 per cento rispetto al 2022), la maggioranza di centrodestra ha messo nero su bianco numeri molto più alti del passato e ha anche allargato le professioni in ingresso. Tra le nuove professionalità che potranno essere richieste, assieme a elettricisti e idraulici, una quota specifica viene riattivata per gli addetti ai settori dell’assistenza familiare e socio-sanitaria, come colf e badanti. Inoltre, l’esecutivo ha rilevato un particolare fabbisogno di lavoratori per il trasporto passeggeri con autobus e per la pesca, che sono stati quindi aggiunti.

Decreto flussi, le Regioni chiedono al governo più lavoratori stranieri
Secondo il governo servono più lavoratori stranieri, colf comprese (Imagoeconomica).

Richieste per un fabbisogno complessivo di 833 mila persone

Ma torniamo ai numeri. La programmazione triennale del governo prevede 452 mila ingressi (136 mila per quest’anno, compresi gli 82 mila di un decreto flussi di inizio 2023, 151 mila per il 2024 e 165 mila per il 2025). Tanti, se confrontati con i meno di 70 mila del 2021. Eppure pochi, visto che lo stesso governo ha raccolto richieste per un fabbisogno complessivo di 833 mila unità nel triennio.

Decreto flussi, le Regioni chiedono al governo più lavoratori stranieri
Massimiliano Fedriga (Imagoeconomica).

Fedriga voleva un muro tra Friuli e Slovenia, ora chiede più stranieri

E non bastano nemmeno per le Regioni. I governatori – ricordiamo che 14 Regioni, più la provincia di Trento, sono a guida centrodestra, mentre il centrosinistra ne governa solo quattro – hanno infatti chiesto al governo di rivedere al rialzo le quote. Nel parere richiesto dalla Conferenza delle Regioni – guidata dal leghista Massimiliano Fedriga che in passato aveva proposto la costruzione di un muro tra il suo Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia – i governatori suggeriscono infatti di «prevedere un incremento delle quote complessive di lavoratori stranieri» previste dal decreto. Insomma, non bastano. Di stranieri ne vogliamo di più. Anche se al governo c’è il centrodestra. Il cortocircuito narrativo è servito.

Morte di Emanuele Scieri, condannati per omicidio due ex caporali della Folgore

Emanuele Scieri, il parà di leva trovato privo di vita nella caserma Gamerra il 16 agosto 1999, fu ucciso: la Corte d’assise di Pisa ha condannato per omicidio volontario in concorso gli ex caporali della Folgore, Alessandro Panella a 26 anni, e Luigi Zabara a 18 anni. Secondo quanto riportato nella sentenza, letta dopo le 16 di giovedì 13 luglio, entrambi sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e all’interdizione dai pubblici uffici nonché al risarcimento dei danni.

La Corte d'assise di Pisa ha condannato per omicidio volontario in concorso Alessandro Panella a 26 anni, e Luigi Zabara a 18 anni.
Emanuele Scieri (foto Facebook).

La riapertura del caso e la richiesta di condanna

A riaprire il caso, nel 2017, era stata la procura pisana, alla cui guida vi era allora il procuratore capo Alessandro Crini che lo scorso 3 marzo aveva chiesto, durante la requisitoria, 24 anni per Panella e 21 per Zabara. La procura aveva riconosciuto la sussistenza di circostanze attenuanti generiche equivalenti all’aggravante dei futili motivi. «La nuova inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri» ha dichiarato lo stesso Crini a l’Adnkronos «è iniziata nell’aprile 2017 e ha comportato un lavoro lungo e complesso, visto che erano passati quasi 20 anni. Si è cercato di ricostruire i fatti accaduti per dare una risposta anche alla sua famiglia che cercava verità e giustizia. L’inquadramento della nostra inchiesta appare più o meno accolto dalla Corte, ma questo lo sapremo solo quando leggeremo le motivazioni della sentenza». E ha aggiunto: «Vedere la commozione del fratello di Scieri, Francesco, alla lettura della sentenza, ha dato un senso al nostro lavoro».

La reazione del fratello di Emanuele dopo la lettura della sentenza

«Mio fratello» ha affermato Francesco Scieri «non ci sarà restituito ma adesso c’è una verità, quella che noi abbiamo sempre voluto, sia io che i miei genitori. Hanno lottato fino allo stremo per avere questa giornata così importante e finalmente una sentenza di condanna per i colpevoli, per quelli che hanno sbagliato. Noi volevamo la verità e così oggi è stata scritta una pagina di verità. Purtroppo» ha concluso «per come sono andate le cose non avevo nessuna certezza di una sentenza di condanna e quindi sarebbe stata una ulteriore sconfitta. Oggi è un tassello importante se ci saranno altri gradi di giudizio».

Enna, neonato di 6 mesi muore dopo una caduta dal fasciatoio

Un neonato di appena sei mesi è morto nella mattinata di giovedì 13 luglio a causa di una caduta dal fasciatoio. È successo ad Agira, comune di circa 7 mila abitanti in provincia di Enna, proprio al centro della Sicilia. L’incidente, secondo la ricostruzione, sarebbe avvenuto nella serata del 12 luglio mentre i genitori cambiano il pannolino del bambino. Nella caduta la piccola vittima ha riportato gravissime lesioni ed è stato subito portato all’ospedale Umberto I di Enna. Poi un altro trasferimento, stavolta in elisoccorso, verso la struttura ospedaliera Cannizzaro di Catania, dov’è stato sottoposto a un doppio intervento chirurgico.

Un neonato di 6 mesi è morto a Enna dopo una caduta dal fasciatoio
I piedi di un neonato in un ospedale (Getty).

Filippo caduto da un metro d’altezza

Già nella notte, il piccolo Filippo è stato sottoposto al primo dei due interventi chirurgici con cui i medici hanno tentato di salvargli la vita. L’obiettivo era quello di fermare il vasto ematoma cerebrale riportato nella caduta. In mattinata la seconda operazione, prima del decesso. La comunità si è stretta intorno alla famiglia del neonato. Anche la sindaca di Agira, Maria Greco, ha voluto esprimere il proprio cordoglio ai genitori: «Non ci sono parole dopo una simile tragedia, nulla può lenire la sofferenza dei familiari del piccolo. Ci stringiamo a loro nel cordoglio». Già nelle prossime ore gli inquirenti potrebbero ascoltare madre e padre per acquisire la loro versione dei fatti. Dalla prima ricostruzione la caduta sarebbe avvenuta da un metro d’altezza.

Ad aprile a Messina morto un neonato di 2 mesi

La storia di Filippo ricorda quanto successo a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, nell’aprile scorso. Un neonato di 4 mesi di origini tunisine, Jad, è caduto dalle braccia di un parente. Il piccolo è stato prima trasportato all’ospedale di Milazzo e poi, dopo le dimissioni, al Policlinico di Messina. Ha rimediato un trauma cranico che gli ha generato una grave emorragia cerebrale. Nonostante l’intervento chirurgico in riva allo Stretto, non c’è stato nulla da fare.

Un neonato di 6 mesi è morto a Enna dopo una caduta dal fasciatoio
Un medico all’interno di un’ambulanza del 118 (Getty).