Wwe, morto il wrestler Bray Wyatt a soli 36 anni

Wrestling in lutto per la morte di Bray Wyatt. Il campione della Wwe nel 2017, all’anagrafe Windham Rotunda e uno degli interpreti più amati degli ultimi 15 anni, è deceduto all’età di 36 anni. Ad annunciarlo su Twitter (X) Triple H, ex lottatore e oggi responsabile della creazione di contenuti per la Wwe, che ha parlato direttamente con il padre di Wyatt. «Sarà per sempre un membro della nostra famiglia», ha scritto in un breve post social, chiedendo il rispetto della privacy per la famiglia. «I nostri pensieri sono con i suoi cari in un momento così triste». Secondo il giornalista di Fightful.com Sean Ross Sapp, Wyatt sarebbe stato stroncato da un infarto. «A inizio 2023 aveva contratto il Covid, che gli aveva provocato problemi cardiaci (e costretto a lasciare le competizioni, ndr.)», ha spiegato il reporter. «Stava però migliorando e progettava il rientro sul ring».

Numerosi i saluti da parte di colleghi e amici. La Wwe ha dedicato un breve post sui profili ufficiali in cui si dice «rattristata nell’apprendere la morte prematura di Bray Wyatt». Commosso anche l’attore Dwyane Johnson che proprio nel wrestling si guadagnò il soprannome di The Rock. «Ho il cuore a pezzi», ha scritto online la star di Hollywood. «Era un personaggio unico, interessante e raro, difficile da creare nel folle mondo del wrestling professionistico». Affranto anche John Cena, che come Johnson ha abbracciato il cinema dopo la carriera nella lotta. «Sono devastato», ha scritto l’attore. «Hai tirato fuori il meglio di me». L’intera Wwe ha annullato ogni riunione o incontro in sua memoria. Wyatt lascia la sua ex moglie Samantha e le loro due figlie, oltre all’attuale compagna JoJo Offerman, con cui ha avuto altri due bambini.

Chi era Bray Wyatt e la morte nel 2020 dell’ex collega Luke Harper

Classe 1987, nato a Brooksville in Florida, Bray Wyatt proveniva da una famiglia di lottatori. Avevano infatti trascorso una carriera nel wrestling suo nonno Blackjack Mulligan e suo padre Mike Rotunda. Nella Wwe anche il fratello Taylor, che si esibisce con il nome di Bo Dallas. Già campione al liceo, come ha ricordato la Bbc, Bray Wyatt vinse una borsa di studio alla Troy University per giocare a football. La sua passione per la lotta però gli fece abbandonare il corso prima del diploma, portandolo al debutto nel professionismo nel 2009. Windham Rotunda ha combattuto sotto diversi nomi, da Husky Harris a Duke Rotundo, ma ha legato la sua carriera a Bray Wyatt. Celebri le sue apparizioni nella Wyatt Family assieme a Erik Rowan, Braun Strowman e a Luke Harper, scomparso a 41 anni nel 2020. In carriera ha vinto, oltre al titolo mondiale Wwe Championship, anche lo SmackDown Tag Team Champioship e altre competizioni.

Bray Wyatt sarebbe stato stroncato da un infarto. Assente dal ring da febbraio, progettava il rientro. Il ricordo del mondo Wwe.
Da sinistra Braun Strowman, Bray Wyatt ed Erick Rowan (Getty Images).

Proprio la morte di Harper per una malattia polmonare lo aveva scosso profondamente. «Eri il mio migliore amico, ma anche mio fratello e il mio partner», aveva postato su Instagram. «Fa malissimo, avrei voluto tanto poterti dire addio». In conclusione del post, aveva espresso il desiderio di sedere di nuovo accanto a lui dopo la morte. «Conservami un posto ovunque tu sia, lì è dove appartengo», aveva scritto. «Quando sarà il mio momento ti raggiungerò, fratello». Nel 2022, Bray Wyatt rivelò anche di aver superato seri problemi di salute mentale. «Avevo perso la mia carriera», aveva detto a Sportsmanor. «Avevo smarrito la fiducia in me stesso e la mia strada. Credevo che a nessuno importasse di me, ma sbagliavo».

Bray Wyatt sarebbe stato stroncato da un infarto. Assente dal ring da febbraio, progettava il rientro. Il ricordo del mondo Wwe.
Bray Wyatt all’ingresso sul ring (Getty Images).

La Roma prepara il blitz a Londra per Lukaku: contatti con il Chelsea

Romelu Lukaku vestirà la maglia della Roma? I tifosi sognano e i portali sportivi ne sono sempre più convinti: la trattativa non solo è reale, ma si può chiudere già nelle prossime ore. Sky Sport ha parlato di un blitz della dirigenza della Roma a Londra già nel tardo pomeriggio del 25 agosto. Il Chelsea, squadra che detiene il cartellino dell’attaccante belga, ha aperto al trasferimento in prestito dopo le trattative naufragate con Inter e Juventus. L’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio intanto su Instagram ha svelato che «il vicepresidente Ryan Friedkin e il ds Tiago Pinto stanno partendo dalla capitale per un volo privato per Londra».

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Mourinho: «Pinto mi ha promesso un altro colpo»

In mattinata a parlare di Lukaku è stato il tecnico della Roma Josè Mourinho. L’allenatore ha parlato prima della gara dei giallorossi contro il Verona e a chi gli ha chiesto del belga ha risposto: «Quando il direttore Pinto mi ha proposto Azmoun mi ha detto che arriverà anche un altro attaccante. E così mi fa felice. Se l’altro è un attaccante di qualità, allora Belotti, Azmoun e questo ipotetico terzo attaccante, parliamo di buone opzioni lì davanti. Chi mi ha promesso Pinto? Nessun nome, però mi hanno detto che la società lavorerà forte per un altro attaccante, con caratteristiche diverse da quelli che abbiamo oggi». Sui social, intanto, molti fan romanisti hanno rilanciato la foto della coppia d’attacco da sogno composta dal centravanti ex Inter e Paulo Dybala.

Friedkin e Pinto sarebbero già in partenza. I tifosi sognano la coppia formata dal gigante belga e Paulo Dybala
Paulo Dybala durante un’amichevole estiva con la maglia della Roma (Getty).

La Roma chiede Lukaku in prestito secco

Resta da capire la formula del trasferimento. La Roma ha chiesto al Chelsea il prestito secco di Lukaku, senza alcun obbligo di riscatto. L’attaccante ha, però, un ingaggio pesante, da 12 milioni. La dirigenza giallorossa vorrebbe pagarne soltanto una parte, per non gravare troppo sulle proprie casse. Difficile, ma non impossibile.

Friedkin e Pinto sarebbero già in partenza. I tifosi sognano la coppia formata dal gigante belga e Paulo Dybala
Lukaku esulta dopo un gol in un match dell’Inter (Getty).

Ledure cambia foto su WhatsApp: è seduto sulla panchina della Roma

Mentre le indiscrezioni si susseguono, a far sognare i tifosi della Roma è anche il procuratore di Lukaku, Sebastien Ledure. L’agente nelle scorse ore ha modificato la propria foto profilo di WhatsApp e curiosamente appare seduto proprio sulla panchina dei giallorossi. Lo scatto, come sottolinea il portale forzaroma.it, risale allo scorso settembre, in occasione del Social Football Summit che si tiene allo stadio Olimpico ogni anno. Coincidenza o indizio di mercato?

Rubiales resiste dopo il bacio alla calciatrice: «Non mi dimetto, mi difendo fino alla fine»

«Non mi dimetto. Ho ricevuto molte pressioni. Magari lunedì troveranno la formula per cacciarmi. Intendo difendermi e lottare sino alla fine. E spero che si compia la legge e siccome non c’è niente non mi aspetto niente di male». Lo ha detto Luis Rubiales, aprendo l’assemblea della Federcalcio spagnola, in riferimento al caso del bacio sulla bocca dato alla calciatrice spagnola Jennifer Hermoso durante la premiazione e i festeggiamenti per il Mondiale femminile vinto. Un gesto per cui il premier Pedro Sanchez aveva chiesto un passo indietro. Anche la stessa giocatrice ha invocato sanzioni, tanto che le dimissioni sembravano ormai questione di tempo.

Rubiales: «Un bacio come se fosse mia figlia. Contro di me un falso femminismo»

Invece Rubiales si è messo in trincea: «Questo è l’organo che mi ha eletto, qui devo dare le mie spiegazioni. Devo ringraziare per tutti i messaggi di congratulazioni. Devo chiedere scusa per quello che è successo sul palco di Sydney, in un momento di euforia, in cui ho perso il controllo. Chiedo scusa alla famiglia reale e a chi s’è sentito offeso, per un gesto poco edificante e non mi giustifico. Ma era un bacio senza dominio, come se fosse dato a mia figlia. Poi contro di me c’è stato un falso femminismo», ha aggiunto Rubiales.

Legge anti-pezzotto, segnalati 100 siti pirata: ma nessuno di loro è stato bloccato

Il debutto della legge anti-pezzotto, in vigore dall’8 agosto e approvata dal Senato a luglio, è stato un flop. Secondo quanto previsto, i siti pirata in cui sono state trasmesse le immagini delle gare di Serie A rischiavano la chiusura entro 30 minuti. Uno stop che, però, non c’è stato. Repubblica racconta che nessun portale è stato bloccato e chi ha cominciato a vedere le partite in streaming illegalmente è riuscito ad arrivare fino al 90esimo. Il quotidiano spiega che sulla carta la struttura funziona. E infatti sono stati segnalati un centinaio di siti pirata. Ma nella pratica, nessuno di loro è stato oscurato.

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Perché i siti non sono stati oscurati

Il ritardo audiovideo nelle immagini mandate in streaming dai siti pirata è stato di appena 15 secondi rispetto a Dazn. Un danno per la società che detiene, fino alla stagione in corso, i diritti di 266 partite in esclusiva e di altre 114 in co-esclusiva della Serie A. La domanda adesso è: perché i siti non sono stati oscurati? Repubblica spiega che non si può intervenire perché AgCom sta ancora implementando la piattaforma, acquisita nei primi giorni d’agosto. Ci sarà un tavolo tecnico durante la prima settimana di settembre in cui gli operatori del settore definiranno i requisiti tecnici utili a disabilitare domini e indirizzi IP. Una questione anche burocratica, che farebbe slittare a inizio ottobre l’inizio del blocco dei siti.

Legge anti pezzotto, segnalati 100 siti pirata ma nessuno di loro è stato bloccato
Una telecamera a bordocampo (Getty).

Dazn ha chiesto il risarcimento a 26 siti pirata

Intanto Dazn ha avviato azioni legali contro 26 siti pirata. La richiesta di risarcimento danni sarà avanzata, entro fine settembre, anche contro altri 50 portali. I vertici della società hanno anche proposto «ad AgCom tutta la nostra collaborazione per la segnalazione ed il blocco dei siti pirata al fine di ridurre le perdite che l’intero sistema audiovisivo sta subendo ma soprattutto per tutelare il maggior numero di cittadini dai rischi della criminalità informatica». E sperano in una «rapida adozione della piattaforma», ritenuta «fondamentale».

Legge anti pezzotto, segnalati 100 siti pirata ma nessuno di loro è stato bloccato
Il logo di Dazn sul microfono di un inviato a bordocampo (Getty).

Rubiales e il bacio a Hermoso: il presidente darà le dimissioni

Nelle ultime ore, al termine di un confronto con il suo staff e sollecitato da diversi presidenti dei comitati locali, alla vigilia di una assemblea straordinaria della Federazione, la decisione è arrivata. Luis Rubiales ha scelto il licenziamento volontario di fronte alla possibilità di essere squalificato dal Consiglio superiore dello Sport.

El Pais: «Rubiales non voleva dimettersi»

«L’intenzione di Rubiales» – riporta El Pais – «non era quella di dimettersi, ma il susseguirsi di critiche e la perdita di sostegno nel mondo del calcio delle ultime ore, si pensi alle indagini avviate dalla Fifa, lo hanno convinto a mollare alla luce della bufera per il suo bacio sulla bocca, forzato e senza consenso, alla giocatrice Jenni Hermoso, durante la cerimonia di premiazione dei mondiali a Sidney».

Mondiali di basket 2023: gironi, favoriti e partite dell’Italia

Tutto pronto per la prima palla a due dei Mondiali di basket. Dal 25 agosto al 10 settembre i fenomeni della pallacanestro saranno in Giappone, Filippine e Indonesia per la 19esima edizione della competizione. Subito in campo l’Italia, sul parquet alle 10 italiane contro Angola in un match abbordabile. Nel Gruppo A assieme agli Azzurri anche i padroni di casa delle Filippine e la Repubblica Dominicana. «Dobbiamo sognare senza un obiettivo preciso», ha spiegato il commissario tecnico Gianmarco Pozzecco. «Nessuno è imbattibile, persino gli Stati Uniti non sono il Dream Team del 1992». La nazionale a stelle e strisce, pur facendo a meno delle migliori star dell’Nba, resta comunque la favorita per il successo finale, ma occhio anche a Slovenia, Spagna e Francia. Tutte le partite dei Mondiali saranno in diretta su Sky Sport, mentre l’Italia andrà in onda anche su Rai2.

Mondiali di basket, le partite e i convocati dell’Italia di Pozzecco

Dopo l’esordio del 25 agosto contro Angola, la nostra Nazionale tornerà sul parquet domenica 27, sempre alle ore 10 italiane, contro la Repubblica Dominicana. Ultimo match contro le Filippine in programma invece martedì 29 agosto alle 14 italiane. Gli eventuali ottavi di finale invece partiranno dal 31 agosto. Passaggio del turno obbligato per gli Azzurri, a caccia anche di uno dei sette pass per l’Olimpiade di Parigi 2024. Ai Mondiali ci sono in palio infatti i posti per i Giochi, per cui dipenderà il piazzamento a fine competizione. Si qualificheranno le due europee, le due americane, l’africana, l’asiatica e la compagine dell’Oceania che si piazzeranno meglio al termine del torneo. Un compito difficile per gli uomini di Pozzecco, che a livello continentale dovranno vedersela con grandi colossi come Spagna e Slovenia.

Azzurri in campo il 25 agosto per l'esordio ai Mondiali di basket contro Angola. I convocati di Pozzecco e le favorite alla vittoria finale.
Il commissario tecnico azzurro Gianmarco Pozzecco (Getty Images).

Quanto ai convocati, Gianmarco Pozzecco ha chiamato 12 giocatori per i Mondiali di basket. Presenti infatti tre playmaker con Marco Spissu, Matteo Spagnolo e Alessandro Pajola. Guardie saranno invece Stefano Tonut e il classe 2000 Gabriele Procida. Per quanto riguarda le ali e i centri spazio a Nicolò Melli, Giampaolo Ricci, Achille Polonara, Mouhamet Diouf, Luca Severini e Luigi Datome. Senza dimenticare Simone Fontecchio, il solo azzurro proveniente dall’Nba dove gioca con gli Utah Jazz. Quanto agli altri gironi, grande attesa per il confronto nel Gruppo H tra il Canada, che ha però perso per infortunio Jamal Murray, e la Francia di Rudy Gobert, rispettivamente in Nba con Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves. Stati Uniti invece nel Gruppo C con la Grecia, orfana però della sua stella Giannis Antetokounmpo, fermato da un infortunio.

Gli Usa di Banchero e la Slovenia di Doncic, i favoriti per la vittoria

Seppur non ci siano stelle del calibro di LeBron James o Steph Curry, gli States sono i veri favoriti dei Mondiali. I ragazzi di Steve Kerr, tecnico anche dei Golden State Warriors, puntano a riprendersi il trono del basket, attualmente occupato dalla Spagna campione in carica. L’ex vice del decano Gregg Popovich ha chiamato, tra gli altri, anche l’italoamericano Paolo Banchero, che ha detto no all’Italia per giocarsi le sue chance negli States. Nel roster nessun membro dei Denver Nuggets, campioni Nba 2023. Altra protagonista dei Mondiali sarà la Francia di Vincent Collet che punta alla medaglia d’oro, finora mai vinta. Ad aiutarla Isiaïa Cordinier, in forze alla Virtus Bologna, ma soprattutto Rudy Gobert, stella della Nba e pivot di Minnesota.

Azzurri in campo il 25 agosto per l'esordio ai Mondiali di basket contro Angola. I convocati di Pozzecco e le favorite alla vittoria finale.
Paolo Banchero con la maglia degli Orlando Magic (Getty Images)

A caccia del bis ai Mondiali anche la Spagna, che punterà sul veterano Rudy Fernandez e su Sergio Llull, assente per infortunio ad Euro 2022. In panchina una grande conoscenza della pallacanestro italiana come Sergio Scariolo, attuale tecnico anche della Virtus. Guai a sottovalutare poi la Slovenia di Luka Doncic e la Serbia che, pur non potendo contare su Nikola Jokic, avrà nel quintetto il fuoriclasse Bogdan Bogdanovic. Infine, merita una menzione particolare la Germania di Dennis Schroder, titolare nei Lakers assieme a Anthony Davis e LeBron James.

Luka Doncic in campo con la Slovenia (Getty Images).

Ecco perché Mancini ha salutato l’Italia: pronto un contratto da 90 milioni da ct dell’Arabia Saudita

Roberto Mancini, fresco dimissionario dalla guida tecnica della Nazionale italiana di calcio è pronto ad approdare alla corte degli sceicchi arabi. Nel mirino del tecnico di Jesi ci sono i mondiali 2026 di Stati Uniti e Canada. Non in azzurro però, secondo quanto raccontato da La Gazzetta dello Sport nell’edizione del 24 agosto: l’ex ct sarebbe pronto a diventare la nuova guida dell’Arabia Saudita. Per convincerlo gli arabi hanno messo sul piatto un contratto triennale da 25-30 milioni all’anno, per un totale di 90 milioni. A questo si aggiunge la libertà di poter scegliere il suo staff, portandosi dall’altra parte del mondo i suoi più fedeli collaboratori. Attesi a Riad i membri del team azzurro: Salsano, Lombardo, Nuciari, Battara, Gagliardi, Scanavino e forse Oriali che potrebbe non proseguire il rapporto con la Figc. Più difficile prevedere le mosse di Bollini, su cui il presidente della Federcalcio italiana Gabriele Gravina non vorrebbe cedere. Annunciato l’addio di Andrea Barzagli dal team azzurro: appena arrivato gli è stato chiaro che la situazione fosse cambiata rispetto ai precedenti accordi e così ha deciso di lasciare (per il momento) Coverciano.

Mancini, pronto un contratto faraonico in Arabia Saudita: 90 milioni dopo l'addio all'Italia
Lo Staff tecnico della nazionale italiana di Calcio agli Europei 2021, in foto anche Gianluca Vialli (Getty)

Mancini, da ct dell’Arabia Saudita due obiettivi: Coppa d’Asia e Mondiali 2026 negli Usa

Nelle prossime ore dovrebbe arrivare l’annuncio. Gli obiettivi sono due. Il primo, in ordine cronologico, è la coppa d’Asia il cui paese ospitante è il Qatar. Recente padrone di casa per i primi mondiali invernali. E poi, come detto, il Mondiale di Stati Uniti e Canada del 2026. Momento in cui il calcio saudita ha previsto di tracciare il primo bilancio e capire se la massa di investimenti faraonici ha sortito qualche effetto sul movimento sportivo nazionale. L’obiettivo della federazione araba è quella di poter avere Mancini seduto in panchina già l’8 settembre, quando la nazionale si confronterà con Costa Rica e Corea del Sud.

La nuova vita del tecnico: 183 giorni all’anno in Arabia per sfuggire al fisco italiano

Oltre al metodo d’allenamento che dovrà necessariamente variare, causa clima decisamente meno ospitale, Mancini dovrà intervenire anche sulle sue abitudini di vita. Secondo quanto raccontato da La Gazzetta dello Sport infatti «bisogna risiedere lì almeno 183 giorni all’anno per non pagare le tasse in Italia. Vivere a Riad o Gedda può non essere semplice per chi è abituato al mondo occidentale, oltre al caldo insopportabile per parecchi mesi all’anno. Mancini e i suoi dovrebbero vivere in un centro dotato di tutte le comodità. Gli allenamenti solo la sera per sfuggire al sole e alle temperature caldissime».

Blitz a sorpresa della Roma per l’iraniano Azmoun, trattativa verso la chiusura

Ancora a secco di attaccanti, col solo Andrea Belotti davanti (autore comunque di una doppietta alla prima giornata contro la Salernitana), la Roma si sta avvicinando a qualcosa di simile alla disperazione in queste ultime fasi di calciomercato. Dopo lo stop della trattativa per Zapata con l’Atalanta, e con la pista Lukaku che è suggestiva ma poco fattibile, il ds giallorosso Tiago Pinto si è reso protagonista di un blitz notturno per Sardar Azmoun. L’attaccante iraniano del Bayer Leverkusen dovrebbe arrivare a breve, visto che l’operazione è vicina alla chiusura.

Il “Messi dell’Iran” è sempre piaciuto a Mourinho

I due club stanno definendo l’operazione (compresa la formula dell’acquisto) che potrebbe sbloccarsi già nella giornata del 24 agosto, ma Azmoun, detto anche il Messi dell’Iran, è un profilo che la società giallorossa seguiva già dal primo anno di Mourinho. All’epoca l’attaccante iraniano era allo Zenit e le richieste del club russo furono troppo elevate per prenderlo, così i giallorossi virarono su Shomurodov. Oggi, invece, la trattativa sembra poter finire diversamente.

Spagna: Jenni Hermoso rompe il silenzio e chiede sanzioni per Luis Rubiales

La calciatrice spagnola Jenni Hermoso rompe il silenzio e anche lei chiede sanzioni ai danni del presidente della Federcalcio iberica Luis Rubiales, al centro di una bufera per il bacio in bocca dato alla giocatrice. «Io e il mio sindacato delle giocatrici»- afferma la campionessa in una nota – «stiamo lavorando affinché atti come quelli a cui abbiamo assistito non restino impuniti, siano sanzionati e vengano adottate le misure necessarie per tutelare i calciatori da azioni che riteniamo inaccettabili».

Chieste le dimissioni di Rubiales

Hermoso chiede dunque al Consiglio superiore dello Sport di agire per porre fine ai comportamenti che violano la dignità delle donne. Anche la Lega spagnola di calcio femminile professionistico ha chiesto le dimissioni del presidente della Federazione Luis Rubiales in seguito al suo bacio forzato a Jenni Hermoso durante la cerimonia di premiazione dei mondiali.

Milan, nuovo stadio a San Donato: il club cerca un’area di 40 mila metri quadrati

Se ne parla da anni, ma adesso il Milan sembra fare sul serio. Il nuovo stadio che ospiterà le gare casalinghe della squadra rossonera potrebbe sorgere a San Donato. Lì, infatti, la società sta cercando cercando di acquistare un terreno di circa 40 mila metri quadrati che fa parte del comparto San Francesco, riaprendo le trattative con il Consorzio Quartiere Affari. Questa stessa area è già stata al centro di un precedente accordo, decaduto a giugno. Protagonista è stata la società SportLifeCity, di cui il club ha acquisito il 90 per cento delle quote. Qualora si dovesse procedere, l’addio allo storico San Siro.

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Milan, nuovo stadio a San Donato il club cerca un'area di 40 mila metri quadrati
Tifosi fuori dallo stadio di San Siro (Getty).

Nuovo stadio a San Donato: a settembre se ne saprà di più

Milan, nuovo stadio a San Donato il club cerca un'area di 40 mila metri quadrati
Lo stadio San Siro prima di una gara del Milan (Getty).

Non solo calcio: nel nuovo stadio anche concerti

E intanto c’è chi già programma cosa fare. L’assessore di San Donato, Massimiliano Mistretta, ha parlato di cosa si potrà fare nel nuovo impianto del Milan. La società ha modificato il proprio statuto diventando una media company e aprendo la strada all’organizzazione di concerti ed eventi. Mistretta ha raccontato: «Non ci stupisce che il Milan abbia modificato il proprio statuto. Durante gli incontri avvenuti nei mesi scorsi la società aveva prospettato un numero di eventi fra 40 e 45 l’anno. Tolte le partite casalinghe del campionato che sono 19, quelle della Champions e della Coppa Italia, il resto degli eventi saranno di intrattenimento. D’altronde anche a San Siro, a campionato fermo si tengono i concerti».

Gravina risponde a Mancini: «Aveva fiducia totale, dopo la Macedonia ci ho messo la faccia»

Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina in un’intervista sulle colonne del Corriere della Sera è tornato a parlare della rottura con Roberto Mancini, ormai ex commissario tecnico della Nazionale. A specifica domanda sulle dichiarazioni di Mancini subito dopo la decisione di rassegnare le dimissioni, Gravina ha risposto: «Abbiamo lavorato insieme cinque anni, impegnandoci reciprocamente per un progetto straordinario. Ho aspettato a parlare di questa storia, volevo sedimentare e riflettere. Volevo soprattutto risolvere la questione allenatore: ho dato priorità alla maglia azzurra e all’interesse nazionale e non ai personalismi. Però, adesso, posso dirlo con sincerità: sono amareggiato. Ci sono rimasto male. Non porto rancore, ma i tempi di questo divorzio mi lasciano perplesso». Poi Gravina ha aggiunto: «Roberto non mi ha mai detto che voleva andarsene. È stato un fulmine a ciel sereno. Ho sentito parlare di dimissioni per la prima volta dalla moglie, Silvia Fortini, che è il suo avvocato, il giorno prima che arrivasse negli uffici della Federcalcio una pec formale. Considerati i rapporti personali avrei apprezzato di più se Mancini mi avesse espresso la sua volontà guardandomi negli occhi».

Gravina: «Staff rivoluzionato? Via solo Evani. Lui coordinatore dell’Under 21 e Under 20»

Sono stati diversi gli argomenti chiacchierati nelle ore successive alla comunicazione del commissario tecnico. C’è chi ha sostenuto che la decisione dell’ex allenatore di Inter e Lazio sia derivata dall’eccessiva ingerenza della Federazione nella scelta dello staff. Lo stesso Mancini aveva poi detto di sentire che la fiducia in lui era venuta a mancare. Ipotesi che Gravina ha smentito categoricamente. Rispetto alla fiducia, il presidente federale ha commentato: «La mia era totale e l’ho dimostrata con i comportamenti. A Palermo, dopo la sconfitta con la Macedonia che ci è costata il Mondiale in Qatar, sono andato in conferenza con lui. Ho messo la mia faccia per difendere la sua. Se non avessi avuto fiducia lo avrei messo sotto contratto sino al 2026? E lo avrei promosso coordinatore dell’Under 21 e Under 20?». E sullo staff: «Questa poi è grossa. Solo Evani, che non ha accettato un altro ruolo, era uscito. Lombardo e Nuciari, che avevano altri incarichi, sarebbero tornati a Coverciano nei giorni di Nazionale. E abbiamo rafforzato il gruppo con Barzagli e Gagliardi indicati da lui». L’ultimo passaggio sul tema, Gravina lo ha dedicato al rapporto umano: «Non ho mai invaso il campo, mai suggerito un giocatore, mai ho chiesto la formazione. Non meritavo parole così».

Serena Williams mamma per la seconda volta

Serena Williams è diventa mamma per la seconda volta. L’ex tennista statunitense e il marito Alexis Ohanian hanno annunciato la nascita della loro seconda figlia, Adira River Ohanian. La 41enne ha pubblicato un video su TikTok che la mostra insieme alla piccola e alla prima figlia Olympia.

«Benvenuto mio bellissimo angelo»

Il video postato da Serena Williams è stato accompagnato dalla frase «Benvenuto mio bellissimo angelo». Anche Ohanian ha confermato la notizia, rivelando il nome della figlia in un post pubblicato sui suoi social media scrivendo «Benvenuta, Adira River Ohanian».

La Germania in ansia per Beckenbauer: «Ha seri problemi di salute»

Franz Beckenbauer non sta bene, ha diversi problemi di salute. A parlarne Lothar Matthäus all’emittente tedesca Rtl: «Gli auguriamo di tornare a essere il vecchio Beckenbauer, pieno di energia» – ha detto – «Gli auguriamo la massima salute possibile. Speriamo possa stare meglio, lui stesso ha sempre detto che la salute è la cosa più importante al mondo. Al momento lui non ce l’ha. Non sta molto bene. Speriamo che il percorso possa andare nel verso opposto».

Beckenbauer aveva già subito due operazioni al cuore 

L’allenatore della nazionale tedesca che nel 1990 ha vinto i Mondiali in Italia, nelle scorse settimane non ha partecipato a un incontro al quale ha preso parte tutto il resto della spedizione, rinunciando a causa dei problemi di salute. Sono anni che Beckenbauer, 78 anni, non sta bene: nel 2016 e nel 2017 ha subito due operazioni al cuore, nel 2019 ha avuto un infarto oculare, come raccontò lui stesso: «Da un po’ di tempo ho qualche problema di salute, e questo è risaputo. Recentemente sono stato in una clinica specialistica perché mi hanno diagnosticato un problema di circolazione all’occhio. Ho avuto un infarto oculare. Dall’occhio destro vedo poco o niente. Non vi arrabbiate quindi se non vi vedo e vi sbatto contro».

Caso Samardzic, il padre: «L’Inter voleva trattare solo con Pimenta». E lei smentisce

A nove giorni dal chiusura del calciomercato estivo, il caso di Lazar Samardzic sembra non avere fine. Mladen, padre del calciatore dell’Udinese, ha raccontato in un’intervista a Sportitalia la propria versione dei fatti. E ha scaricato gran parte delle colpe per la trattativa fallita con l’Inter tanto sul club nerazzurro quanto sulla procuratrice sportiva Rafalea Pimenta. Quest’ultima ha poi replicato in maniera secca: «Parlano i fatti».

La versione del padre di Samardzic: «L’Inter ha fatto un errore»

Mladen Samardzic ha dichiarato: «L’Inter ha fatto un errore. Ha fatto tutta la trattativa e ha chiuso l’affare con una persona che non aveva il permesso per farlo. Ha trattato con Rafaela Pimenta, ma io l’ho vista una volta sola nella mia vita. Non so lei come abbia fatto a infilarsi in questa cosa, perché la trattativa era tra Udinese e Inter: poi ci siamo trovati lei in mezzo, che voleva chiudere l’affare senza il nostro permesso».

E ha aggiunto: «Quindi quando ho ricevuto la bozza di contratto dall’Inter e abbiamo visto che c’era lei come intermediaria e rappresentante di Lazar, abbiamo chiesto che questo fosse cambiato. Abbiamo chiesto di parlare direttamente con l’Inter, di avere un incontro con loro e di cambiare questo aspetto: ma loro ovviamente non hanno voluto più fare l’operazione così, senza di lei, sostenevano che l’agente di Lazar fosse lei».

Caso Samardzic, il padre «L'Inter voleva trattare solo con Pimenta». E lei smentisce
Samardzic durante un match con la maglia dell’Udinese (Getty).

Mladen Samardzic: «Mai parlato di soldi con l’Inter»

«Non abbiamo mai parlato di soldi con l’Inter», ha proseguito il padre del calciatore serbo. «Non abbiamo mai contrattato su nulla, non abbiamo avuto l’opportunità perché nel momento in cui ho spiegato che la Pimenta non era l’agente, automaticamente per l’Inter era già tutto chiuso e non erano più interessati, il perché non si sa perché. Noi non abbiamo nulla di cui pentirci, perché non avrei potuto fare nient’altro, visto che l’Inter non voleva parlare con noi. La stessa cosa l’ho detta a Mr. Pozzo, a Udine, che ha capito la situazione. Non abbiamo nessuna altra squadra. Non abbiamo fretta per il futuro: Lazar ha solo 21 anni, c’è così tanto tempo».

Caso Samardzic, il padre «L'Inter voleva trattare solo con Pimenta». E lei smentisce
Un’esultanza di Samardzic (Getty).

La smentita di Pimenta: «Ha avanzato richieste non condivise»

Di diverso avviso la procuratrice. Tirata in ballo da Mladen Samardzic, Raffaela Pimenta ha smentito la sua ricostruzione: «Mi dispiace che il papà di Samardzic abbia giustificato le sue decisioni con questi argomenti, ma per me parlano i fatti. Dall’incontro avuto con lui e la moglie insieme a Kolarov nel mio ufficio a Montecarlo, alle tante chiamate fatte insieme ai diversi club, alla sua richiesta rivolta all’Udinese di parlare direttamente con me. E ancora: il nostro appuntamento insieme presso la sede dell’Inter, gli ok dati all’Inter, i brindisi con lui e la moglie in un hotel di Milano, la videochiamata con il figlio per organizzare le visite mediche, l’arrivo di altri famigliari e del cameraman per le riprese video. Dopo tutto questo, il papà ha avanzato delle richieste che io non condividevo nella sostanza e nella forma e in quel momento ho deciso di farmi da parte».

Francesco Magnanelli e il nuovo gioco (duraturo?) della Juventus

Baricentro più alto, pressing, verticalizzazioni, voglia di attaccare anche dopo il vantaggio. La Juventus attendista della stagione 2022/23 non è scesa in campo a Udine, dove se n’è vista una nuova, capace di vincere 3-0 senza patemi, seppure giocando bene soltanto il primo tempo. Un abbaglio di fine estate o qualcosa di più solido su cui costruire successi? I tifosi si interrogano, intanto però la Juve è sembrata diversa nell’attitudine più che negli uomini, al netto delle new entry Andrea Cambiaso e Timothy Weah. Eppure in panchina, dopo aver detto no all’Arabia Saudita, c’era sempre lui, il risultatista e contestato Max Allegri, il tecnico del “corto muso”, l’allenatore fedele al motto “vincere è l’unica cosa che conta”, ritenuto il principale responsabile di due annate deludenti e senza titoli vinti. E allora a chi può essere attribuita buona parte del merito per questo parziale cambio di mentalità e pure di gioco? A Francesco Magnanelli, ex calciatore 38enne entrato da questa stagione nello staff di Allegri.

Chi è Magnanelli, l'artefice del nuovo gioco della Juventus che Allegri ha voluto nel suo staff come collaboratore tecnico.
L’esultanza di Federico Chiesa dopo il gol (Getty Images).

Magnanelli, l’addio al calcio giocato nel 2022 dopo 520 presenze nel Sassuolo

Non lo dicono analisti, giornalisti o chissà quali osservatori. Lo sottolineano proprio i giocatori, tipo Federico Chiesa ai microfoni di Dazn dopo la partita: «Dobbiamo giocare così, non chiuderci sempre dietro, questo è il calcio moderno. Oggi lo abbiamo dimostrato. Mi trovo bene, non siamo fermi, ci muoviamo, è quello che ci chiede il mister anche da quando è arrivato Magnanelli. Proviamo molte cose. Mi trovo bene». Quello dell’attaccante (che contro l’Udinese ha sbloccato il risultato) non suona proprio come un attestato di stima nei confronti del mister, ma tant’è: se la vedranno loro. Allegri cercava un collaboratore in estate e l’ha trovato non nel gabbione a Livorno, bensì a Sassuolo: ecco dunque Magnanelli, ex capitano e bandiera neroverde da 520 presenze, che nel 2022 dopo aver appeso le scarpe al chiodo era diventato collaboratore tecnico di Alessio Dionisi.

Chi è Magnanelli, l'artefice del nuovo gioco della Juventus che Allegri ha voluto nel suo staff come collaboratore tecnico.
Francesco Magnanelli con la maglia del Sassuolo (Getty Images).

Allegri-Magnanelli: le loro strade si erano incrociate in neroverde nel 2007/08

Nelle 17 stagioni spese al Sassuolo, Magnanelli – di mestiere centrocampista – è stato allenato da Stefano Pioli, ha giocato in Europa con Eusebio Di Francesco e ha visto esplodere come tecnico Roberto De Zerbi. Ma è stato anche un giocatore di Allegri: successe nel 2007/08, annata conclusasi con la promozione del club emiliano in Serie B. Da lì il tecnico livornese spiccò il volo verso Cagliari in Serie A, proseguendo poi la carriera ad altissimi livelli tra Milan e soprattutto Juventus.

Magnanelli sarebbe arrivato nella massima divisione nel 2013, da capitano del Sasôl. Tra i due in quella lontana stagione si era creato qualcosa. Oppure Allegri semplicemente ha voluto pescare nel Sassuolo dei “giochisti” (che gli dovrebbero essere invisi). Chissà. Fatto sta che le loro strade sono tornate a incrociarsi a distanza di tre lustri: se, come ha detto John Elkann, Cristiano Giuntoli è il «vero colpo di mercato di quest’estate», fin dalla tournée americana è apparso chiaro come Magnanelli stesse portando una impostazione nuova nello sviluppo del gioco bianconero.

Chi è Magnanelli, l'artefice del nuovo gioco della Juventus che Allegri ha voluto nel suo staff come collaboratore tecnico.
Massimiliano Allegri in panchina a Udine (Getty Images).

Nello staff di Allegri si occupa della manovra offensiva: la sua mano si vede già

“Mister Pressing”, lo ha definito Tuttosport in una prima pagina di inizio agosto. Lo stesso quotidiano sportivo, com’è noto molto vicino alla Juventus, ha sottolineato a più riprese l’intensità delle sedute di allenamento negli Stati Uniti, insieme alla richiesta di attenzione nella gestione del pallone da parte di Allegri. Manuel Locatelli, centrocampista come lo sono stati un tempo Allegri e Magnanelli, ha evidenziato la prima parte di preparazione è stata fondata sulla questi aspetti. Si respira aria nuova insomma. Da parte sua, Allegri aveva fatto capire di voler proporre qualcosa di diverso, dopo una tribolata e surreale passata stagione condizionata dalle note vicende extra-campo, oltre che da una sequenza impressionante di infortuni. L’esclusione della Juventus dalle coppe europee permetterà al tecnico toscano di allenare la squadra cinque giorni a settimana. E questo per sua stessa ammissione dovrebbe facilitarlo, così come la presenza di Magnanelli che, nell’ambito della riorganizzazione del suo staff, si occupa della manovra offensiva. Una vita per il calcio quella dell’ex capitano del Sassuolo, che si è dato subito da fare per intraprendere una nuova carriera da mister, ottenendo la licenza Uefa che gli permette di lavorare come allenatore in seconda in Serie A e B. Tutto vero, ma un dubbio rimane: Allegri – pagato 7 milioni netti l’anno – aveva bisogno di Magnanelli per capire che si può continuare ad attaccare anche dopo essere passati in vantaggio? Misteri del calcio.

Juve, il Consiglio di Stato respinge il ricorso: lo Scudetto 2006 resta all’Inter

Il Consiglio di Stato scrive la parola fine sui ricorsi della Juventus per lo scudetto della stagione 2005/06,
assegnato all’Inter dopo la revoca del titolo ai bianconeri a seguito del processo Calciopoli. È stato infatti respinto, scrive l’Ansa, il ricorso del club bianconero contro Figc, Inter e Coni (tutti costituiti in giudizio), ultimo anello di una catena di opposizioni legali alla decisione del commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, che aveva assegnato all’Inter il titolo, rimasto vacante dopo le decisioni della giustizia sportiva per lo scandalo di Calciopoli.

Juventus, il Consiglio di Stato respinge il ricorso: lo Scudetto del 2006 resta all'Inter. Fine della querelle.
Luciano Moggi (Getty Images).

Già nel 2011 il Consiglio Figc aveva detto no all’istanza di revoca in autotutela, presentata dai bianconeri. E. nello stesso anno, il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport si era dichiarato incompetente a intervenire. Nel 2019, poi, il Collegio di Garanzia aveva dichiarato inammissibile il ricorso della Vecchia Signora, così come il Tar del Lazio nel 2022. Ora il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso contro la decisione del Tar, mettendo fine in modo definito alla querelle.

Inter, Marotta: «Lukaku? Una delusione, non credo verrà in Italia»

L’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta ha parlato del caso Lukaku. Dopo l’esordio con vittoria dei nerazzurri, il dirigente sportivo si è soffermato sul mercato e ha analizzato anche la vicenda legata al mancato trasferimento del belga. Il centravanti sembrava destinato a essere il nome forte dell’attacco di Simone Inzaghi, soprattutto dopo una seconda parte della scorsa stagione in grande spolvero. Poi l’inserimento della Juventus, con Romelu Lukaku a ignorare le chiamate del suo ex club per tentare di accasarsi in bianconero. Ora Marotta parla di «tanta delusione».

Inter, Marotta «Lukaku Una delusione, non credo verrà in Italia»
Romelu Lukaku con la maglia dell’Inter durante la finale di Champions League della passata stagione (Getty).

Marotta: «Lukaku? Non verrà in Italia»

L’ad dell’Inter, intervistato dalla Radio TV Serie A con Rds, non ha nascosto la sua amarezza per il naufragio della trattativa: «L’operazione Lukaku ha lasciato tanta delusione, uso solo questo termine, lui farà la sua strada e noi no. Verrà in Italia? Penso di no, ma non so leggere le dinamiche del Chelsea e sue». E ha continuato: «Bisognerebbe aprire un altro capitolo. È venuta meno un po’ di serietà e di rispetto dei ruoli: alcuni ti dicono sì oggi e domani no. Dobbiamo adattarci ad un sistema cambiato anche nei valori, sono regole della vita e ci si deve stare. Le bandiere non ci sono più, i giocatori sono guidati dai loro agenti». Intorno a Lukaku, intanto, restano aperte le voci di possibili trasferimenti in extremis alla Juventus o al Milan.

Inter, Marotta «Lukaku Una delusione, non credo verrà in Italia»
Zanetti, Ausilio e Marotta, dirigenti dell’Inter (Getty).

Il mercato nerazzurro: «Non manteniamo i giocatori per forza»

Intanto il mercato in Serie A è ancora aperto e l’Inter punta a rinforzare il reparto offensivo. Ne ha parlato lo stesso Marotta: «Altri colpi in attacco? Correa vuole spazio e non siamo indifferenti a questo. Non manteniamo i giocatori per forza, Ausilio sta ragionando con lui. Se decide di andare via, cercheremo di accontentarlo. Sanchez è andato via a malincuore e ha mandato segnali di ritorno, questo è vero ed è positivo». Il prossimo acquisto dell’Inter intanto sarò Benjamin Pavard, difensore francese proveniente dal Bayern Monaco.

Tennis, Djokovic batte Alcaraz e vince il torneo di Cincinnati

Novak Djokovic ha vinto l’ATP Cincinnati Masters battendo Carlos Alcaraz per 5-7, 7-6 (9/7), 7-6 (7-4). Il 23 volte campione del Grande Slam ha avuto bisogno di tre ore e 49 minuti sotto un sole implacabile per vendicare la sconfitta subita proprio dallo spagnolo nella finale di Wimbledon del mese scorso.

Cincinnati: salgono a tre i titoli conquistati

Djokovic è stato visitato da un medico all’inizio del secondo set, ma poi è rientrato in campo. Con l’ultima vittoria salgono a tre i titoli conquistati a Cincinnati dal fuoriclasse serbo che diventa il vincitore più anziano del torneo dell’Ohio, battendo il record detenuto finora da Ken Rosewall. Per Alcaraz, si tratta della prima sconfitta in finale in un Masters 1000 dopo quattro vittorie consecutive.

Mondiali di atletica, Marcell Jacobs fuori dalla finale dei 100 metri

Marcell Jacobs non correrà la finale dei 100 metri ai Mondiali di atletica a Budapest. Il campione olimpico ha mancato la qualificazione correndo la sua semifinale in 10”05, quinto tempo. Alla finale si qualificano i primi due di ogni semifinale e i due migliori tempi assoluti. Per Jacobs, dunque, è impossibile anche il ripescaggio.

Le prime parole dell’atleta: «Dai tempi duri arrivano gli uomini forti»

La prima semifinale è stata vinta dallo statunitense Noah Lyles in 9″87, record stagionale, davanti al giapponese Abdul Sani Brown (9″97), anche lui qualificato alla finale. Davanti all’atleta azzurro si sono piazzati anche il keniano Ferdinand Omanyala (10″01) e il britannico Eugene Amo-Dadzie (10″03).

Mondiali di atletica, Marcell Jacobs fuori dalla finale dei 100 metri
Marcell Jacobs alla semifinale dei Mondiali di Budapest (Getty).

Queste le parole di Jacobs ai microfoni Rai dopo l’eliminazione: «Oggi (ndr domenica 20 agosto 2023) è andata molto meglio di ieri, sapevo che non era facile. Ci ho messo quello che potevo ma mi mancava gareggiare. Potevo stare a casa ma ho deciso di metterci la faccia, non ho paura di essere sconfitto e so che questo non è il mio valore. Ora grande impegno con la staffetta». E ancora: «Stare tanto tempo senza gareggiare e fare il mondiale non era facile. Torno in albergo soddisfatto anche se c’era la voglia andare in finale per un titolo che so essere mio. Dai tempi duri arrivano gli uomini forti».

Anche Kerley fuori dalla finale dei 100

Anche lo statunitense Fred Kerley, campione del mondo in carica e argento ai Giochi di Tokyo dietro a Marcell Jacobs, è rimasto fuori dalla finale dei 100 metri. Nella terza semifinale si è piazzato al terzo posto, preceduto dal giamaicano Oblique Seville e dal rappresentante del Botswana Letsile Tebogo. Il tempo di Kerley è stato di 10″02 e non gli consente di essere uno dei due ripescati.

Mondiali di atletica, Antonella Palmisano bronzo nella 20 km di marcia

Antonella Palmisano ha conquistato la medaglia di bronzo ai Mondiali di atletica leggera a Budapest nella 20 chilometri di marcia. È il secondo podio per l’Italia in questa edizione dei Mondiali, dopo l’argento di ieri di Leonardo Fabbri nel getto del peso. La gara è stata vinta dalla spagnola Maria Pérez, in 1h26’51”, davanti all’australiana Jemima Montag (1h27’16”) e all’azzurra (1h27’16”). «Quello che conta è la testa», ha raccontato l’atleta secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport. «Ho imparato in questi due anni a vedere tutto il bello che c’è intorno a me, senza concentrami sui problemi. Ora so che posso andare avanti al meglio, il prossimo appuntamento è con le Olimpiadi, c’è Parigi dietro l’angolo».

Carlo Mazzone morto a 86 anni: addio all’ex allenatore di Roma, Brescia e Bologna

È morto ad Ascoli Piceno Carlo Mazzone, storico allenatore dell’Ascoli e di tante altre squadre. Conosciuto come Sor Carletto, era il detentore di record di panchine in serie A: 792 quelle ufficiali, 797 considerando anche i cinque spareggi. Nel 2019 gli è stata intitolata la nuova tribuna Est dello stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno e nello stesso anno è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano. Aveva 86 anni.

Detiene il record di panchine nella storia del calcio italiano

La sua carriera da allenatore è durata quasi 40 anni, sulle panchine di Ascoli, Fiorentina, Catanzaro, Bologna, Lecce, Pescara, Cagliari, Roma (allenarla fu per lui un sogno realizzato), Napoli, Perugia, Brescia e Livorno, con cui ha stabilito il record di panchine nella storia del calcio italiano, con 1.278 ufficiali. Veterano dei tecnici in attività prima di ritirarsi a fare il nonno nella “sua” Ascoli, Sor Carletto non è stato soltanto un allenatore di calcio ma anche, per molti ragazzi che hanno lavorato con lui, un secondo padre. Non a caso, un film dell’ottobre 2022 su di lui era intitolato proprio così, Come un padre.

Perché tutti conoscono il tecnico, ma pochi hanno conosciuto veramente l’uomo che c’era dietro e quanto sia stato importante per la carriera e la vita di gente come Totti, Baggio, Guardiola (che gli dedicò la vittoria della Champions del 2009), Materazzi, Toni, Pirlo e tanti altri. L’immagine della sua corsa sfrenata sotto la curva avversaria dopo un pari in Brescia-Atalanta, a sfogare la rabbia per gli insulti ricevuti, lo ha inseguito a dispetto di una carriera a schiena dritta, povera di risultati eclatanti ma ricca di riconoscimenti personali.

Tonino Zorzi morto a 88 anni: addio al “Paron” del basket italiano

È morto a 88 anni Tonino Zorzi, punto di riferimento della pallacanestro italiana, prima da giocatore e poi da allenatore, e dal 2011 nella Italia Basket Hall of Fame. A dare l’annuncio della scomparsa è stato il figlio Maurizio tramite un post sui social network: «Ti voglio ricordare così, orgoglioso di quella palestra dove tutto è iniziato. Nonostante tutti i nostri casini ti ho sempre voluto bene. Ciao papà». Zorzi era malato da tempo ed è deceduto nella sua Gorizia.

Atletica, al via i Mondiali di Budapest: calendario delle gare, italiani e stelle

Tutto pronto per l’inizio dei Mondiali di atletica 2023. Dal 19 al 27 agosto a Budapest sbarcheranno i migliori campioni del pianeta fra velocisti, altisti e maratoneti. Grande attesa per le batterie dei 100 metri con l’oro olimpico Marcell Jacobs, a caccia dell’unica medaglia assente dalla sua collezione. Reduce da una stagione in chiaroscuro per i troppi infortuni, dovrà vedersela anche con l’altro azzurro Samuele Ceccarelli. Sfida difficile anche per Gianmarco Tamberi, che proverà a strappare il primato al qatariota Mutaz Barhim, a caccia del quarto successo mondiale consecutivo. Fra gli azzurri spiccano anche Larissa Iapichino, la figlia d’arte che cercherà di seguire le orme della mamma Fiona May, e Massimo Stano, vincitore a Tokyo 2020 della 20 chilometri di marcia. Il programma con le gare più attese e le stelle da tenere d’occhio.

Dal 19 al 27 agosto a Budapest i Mondiali di atletica. Attesi gli Azzurri Jacobs, Iapichino e Tamberi, oltre a Stano e Palmisano. Le gare.
Gianmarco Tamberi proverà a vincere l’oro nel salto in alto (Getty Images).

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Dai 100 metri al salto in lungo femminile, le gare più attese dagli italiani

Ad aprire i Mondiali di atletica 2023 sarà proprio la 20 chilometri di marcia maschile con Massimo Stano, in partenza alle 8.50, mentre in serata (intorno alle 19.40) inizieranno le batterie dei 100 metri con gli italiani Marcell Jacobs e Samuele Ceccarelli. Assente nella 4×400 mista Edoardo Scotti, vittima di una distrazione muscolare al flessore. Domenica 20 agosto sarà già il turno delle finali più attese. Alle 7.15 del mattino avrà inizio la 20 chilometri di marcia femminile con l’azzurra Antonella Palmisano, oro olimpico in carica a caccia del primo trionfo ai Mondiali. Alle 16.55 sarà la volta della finale per il salto in lungo femminile, dove sarà in gara anche Larissa Iapichino. Alle 19.10 invece la competizione regina, con l’assegnazione della medaglia d’oro nei 100 metri maschili. Lunedì 21 agosto invece, poco prima delle 22 toccherà alle donne con l’attesa Shelly-Ann Fraser-Pryce, fenomeno giamaicano tre volte oro olimpico.

Dal 19 al 27 agosto a Budapest i Mondiali di atletica. Attesi gli Azzurri Jacobs, Iapichino e Tamberi, oltre a Stano e Palmisano. Le gare.
Antonella Palmisano dopo la vittoria ai Giochi olimpici di Tokyo (Getty Images).

Martedì 22 agosto andrà in scena, alle 19.55, il nuovo capitolo della sfida tra Gianmarco Tamberi e il qatariota Mutaz Barshim, con cui ha condiviso ex aequo l’oro olimpico a Tokyo. Nella sessione serale del 25 agosto seguiranno, una dopo l’altra, le finali nei 200 metri maschili e femminili. Fra gli uomini scenderà in pista Filippo Tortu, che sfiderà il campione del mondo in carica Noah Lyles, che punta a battere persino il record di Usain Bolt. Fra le donne tutte a caccia del primato della giamaicana Shericka Jackson, che dovrà vedersela soprattutto con la britannica Dina Asher-Smith. Sabato 26 agosto gli italiani proveranno da casa a spingere la staffetta 4×100 maschile nella finale delle 21.40. In pista oltre a Jacobs e Tortu, anche Fausto Desalu e Lorenzo Patta.

Da Armand Duplantis a Femke Bol, le altre stelle al Mondale di atletica

Fra i campioni più attesi del Mondiale di atletica 2023 c’è indubbiamente il 24enne svedese ma nato negli Usa Armand Duplantis. Detiene il record di salto con l’asta, con un incredibile 6,22 raggiunto a febbraio in Francia. Gareggerà mercoledì 23 per le qualificazioni e, molto probabilmente, sabato 26 per la finale. Sui 1500 e i 5000 metri maschili occhio al talento del norvegese Jakob Ingebritsen, che nel 2022 a Eugene ha sfiorato la doppietta nelle due specialità con un oro e un argento. Sarà in pista già sabato 19 agosto per le batterie dei 1500. Fra le donne spicca invece la kenyota Faith Kipyegon, maestra sul mezzofondo a caccia del suo primo oro nei 5000 metri a un Mondiale.

Dal 19 al 27 agosto a Budapest i Mondiali di atletica. Attesi gli Azzurri Jacobs, Iapichino e Tamberi, oltre a Stano e Palmisano. Le gare.
La kenyota Faith Kipyegon sarà attesa ai Mondiali (Getty Images).

Nel getto del peso, invece, i riflettori saranno puntati su Ryan Crouser, statunitense che ha già in bacheca due Olimpiadi e un Mondiale, oltre al record di specialità. Un dato rappresenta bene la sua grandezza: fra i 21 lanci oltre i 23 metri di sempre, 17 sono suoi. Dando per scontato un suo accesso in finale, sarà in gara sabato 19 alle 20.30. Fra i più grandi velocisti di sempre sui 400 metri ostacoli, il 27enne norvegese Karsten Warholm punta a battere il record conquistato a Tokyo 2020, dove vinse con un incredibile 45.94. A Eugene 2022, vittima di un acciacco fisico, chiuse settimo. In campo femminile spicca invece l’olandese Femke Bol, l’unica in tutta la stagione a correre la distanza in meno di 52 secondi.

Calcio, la Premier League studia un protocollo per cacciare i proprietari “cattivi”

Dopo la caotica cessione del Chelsea da parte dell’oligarca russo Roman Abramovich avvenuta nel 2022, la Premier League sta definendo un procedimento formale con cui obbligare i proprietari “cattivi” a vendere i loro club. Lo scrive il Financial Times. Il protocollo di disinvestimento, questo il progetto, verrà attivato nel caso in cui il proprietario venga rimosso da amministratore a causa di «fatti squalificanti» come l’abuso dei diritti umani o reati quali la violenza, la corruzione, la frode e l’evasione fiscale.

Calcio, la Premier League studia un protocollo per cacciare i proprietari "cattivi". Si vuole evitare un Chelsea-bis.
Tifosi del Chelsea a Stamford Bridge (Getty Images).

Servirà il voto favorevole di almeno 14 dei 20 membri

Il protocollo verrà discusso in un’assemblea della Premier League a settembre: prevede anche un rafforzamento del “test” per proprietari e amministratori, finalizzato a valutare l’idoneità a rilevare un club. Affinché le nuove regole vengano approvate, sottolinea il Financial Times, servirà il voto favorevole di almeno 14 dei 20 membri della massima divisione del calcio britannico. Il sì è tutt’altro che scontato, visti che diversi club non vedono di buon occhio misure troppo draconiane.

Calcio, la Premier League studia un protocollo per cacciare i proprietari "cattivi". Si vuole evitare un Chelsea-bis.
Todd Boehly, co-proprietario e presidente del Chelsea (Getty Images).

nel 2022 la difficoltosa cessione del Chelsea a Boehly

Come detto, il protocollo servirà a gestire situazioni simili a quella che ha coinvolto il Chelsea lo scorso anno, quando Abramovich mise in vendita il club londinese prima che le sanzioni del governo britannico spingessero la Premier League a rimuoverlo da “director”, termine che indica chi abbia nei fatti il controllo di una società. La cessione al consorzio guidato da Todd Boehly, avvenuta sotto la supervisione del governo britannico, si è poi concretizzata per 2,5 miliardi di sterline a maggio, ben oltre il termine dei 28 giorni di tempo concesso all’oligarca russo. La cessione evitò la crisi dei Blues, la cui sopravvivenza era legata alle copiose iniezioni di liquidità del suo ricchissimo proprietario.

Psg, per Luis Enrique «l’addio di Neymar fa contenti tutti»

L’estate del Paris Saint Germain, complicata a livello di mercato soprattutto per la fuga dei vari campioni, si sta per chiudere. L’ultimo a salutare è stato il brasiliano Neymar, che ha accettato un ingaggio da circa 100 milioni di euro l’anno, a cui aggiungere decine di bonus di varia natura. Un addio che non è piaciuto ai tifosi, ma che testimonia come la rivoluzione parigina sia ormai in atto. Del fantasista verdeoro ha parlato pure il tecnico del Psg, Luis Enrique, che ha commentato: «Il trasferimento fa felici tutti».

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Luis Enrique: «Addio di Neymar? Contenti tutti»

L’allenatore ha commentato l’affare durante la conferenza stampa indetta alla vigilia del debutto stagionale contro il Tolosa. In palio c’è la Supercoppa di Francia. Luis Enrique ha dichiarato: «Penso che il trasferimento di Neymar in Arabia sia una decisione che faccia contenti tutti. Io vorrei ringraziarlo per il comportamento che ha avuto fin da quando sono arrivato. È un giocatore di classe mondiale e gli auguro il meglio per il prosieguo di carriera». Parole al miele per il brasiliano che ricalcano quelle del presidente del club parigino, Nasser Al Khelaifi. Poco dopo il trasferimento ha voluto ringraziare il campione: «Non dimenticherò mai il giorno in cui arrivò al Paris Saint-Germain e il contributo che ha dato al nostro club e ai nostro progetti in questi sei anni».

Psg, per Luis Enrique «l'addio di Neymar fa contenti tutti»
Neymar in campo con la maglia del Psg in una delle ultime apparizione: l’amichevole contro l’Inter dell’1 agosto (Getty).

Il tecnico su Mbappé: «Ha tanta voglia»

Luis Enrique ha poi parlato dell’altro caso che tiene banco a Parigi, il possibile addio di Kylian Mbappé. L’asso francese punta a un trasferimento al Real Madrid, ma tutto sembra ormai rimandato alla prossima stagione, quando scadrà il suo contratto e sarà libero di accordarsi alle proprie condizioni. Intanto il calciatore torna in squadra: «Kylian è in forma, ha tanta voglia e ha lo spirito giusto . Sono felicissimo di avere a disposizione un giocatore di classe mondiale come lui». Al suo fianco ci sarà il nuovo numero 10, Ousmane Dembelé: «È pronto a giocare dal primo minuto». Neymar sembra già un ricordo.

Psg, per Luis Enrique «l'addio di Neymar fa contenti tutti»
Neymar e Mbappé durante un allenamento dello scorso luglio (Getty).

Andrea Abodi, Arabia? «Serve una risposta internazionale»

«Non credo che la risposta possa essere nazionale; deve essere internazionale, facendo valere da parte della Fifa regole per l’equilibrio competitivo». Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, è tornato a commentare l’estate di acquisti milionari da parte dei club arabi. «Ciclicamente» – ha aggiunto, ai microfoni di Sky Sport – «ci sono stati fenomeni, come quello del campionato americano. Tutti ricordano i Cosmos, l’acquisto di Pelè, Chinaglia…. Poi è venuto il tempo della Russia, poi della Cina».

L’Arabia Saudita ha una strategia politica

«Probabilmente l’Arabia Saudita ha qualcosa di più, ha una strategia geopolitica. Bisogna rispondere non prendendo solo atto, nè con reazioni scomposte: sono fenomeni di mercato, servono regole per l’equilibrio competitivo. Il nostro campionato ha perso qualche campione» – ha concluso Abodi – «ma non credo subirà particolari contraccolpi: rimane affascinante. Certo, per contrastare questi fenomeni e altri come la Superlega bisogna migliorare il prodotto, non solo a livello nazionale, ma anche di alleanze continentali».

Scacchi, donne trans escluse da tutti gli eventi mondiali femminili

La Federazione internazionale degli scacchi (Fide) ha vietato a tutte le donne trans di partecipare agli eventi mondiali femminili. Le nuove regole, che entreranno in vigore da lunedì 21 agosto, rimarranno attive fino a quando non saranno effettuate ulteriori analisi per riscontrare eventuali vantaggi, che comunque potrebbero richiedere fino a due anni. Nel frattempo, l’eventuale ammissione di una giocatrice sarà valutata caso per caso prima delle competizioni. Lo ha riportato il Washington Post, che non ha però specificato cosa abbia spinto la federazione a varare la nuova regola. Immediata la reazione da parte dei sostenitori dei diritti Lgbtq+, che hanno parlato di una mossa basata su «idee ignoranti» e che rappresenta un «insulto non solo alle donne transgender, ma alle cisgender e al gioco stesso».

Polemiche per le nuove regole negli scacchi della Fide. Cambiare sesso da donna a uomo inoltre porterà alla perdita di tutti i titoli vinti in carriera.
La Fide ha deciso di escludere le donne trans dagli eventi mondiali di scacchi (Getty Images).

Alcune giocatrici di scacchi perderanno anche i titoli conquistati finora

«Le persone che cambiano il proprio sesso da maschio a femmina non hanno alcun diritto di competere in eventi ufficiali per donne», ha deciso la Fide, che ha poi aggiunto novità sul riconoscimento dei titoli vinti negli anni. «Se una giocatrice detiene un trofeo in categorie femminili e decide di passare al maschile, ogni vittoria deve essere abolita». Stranamente, però, non accadrà nulla in caso contrario. Sempre secondo il Washington Post, non è chiaro se le nuove norme influenzeranno le giocatrici transgender già registrate oppure se verranno applicate solo a chi effettuerà la transizione in futuro. La stessa Fide non ha risposto infatti per ulteriori commenti e spiegazioni della decisione. «Sembra che le donne trans rappresentino la massima minaccia per gli scacchi», ha scritto su Twitter (X) Yosha Iglesias, giocatrice trans francese. «Qualcuno può spiegarmi cosa sta succedendo?».

Il Center for Trans Equality ha invece parlato di «idee ignoranti» che insultano l’intero sistema. «Negli scacchi non c’è la dimensione di fisicità che potremmo vedere in altri sport, è un gioco di strategia», ha spiegato Richard Paigle, sociologo alla Monash University in Australia. «I maschi dunque sarebbero più abili strategicamente? Non è solo un’azione transfobica, ma anche antifemminista». Negli scacchi, intanto, la presenza femminile sta crescendo anno dopo anno, spinta dalla serie tv La regina degli scacchi. Nel 2020 però soltanto 37 degli oltre 1600 maestri internazionali erano donne.

Atletica, in vendita i biglietti per gli Europei 2024 di Roma

Al via la vendita dei biglietti per gli Europei 2024 di atletica, in programma a Roma dal 7 al 12 giugno. Oltre a mettere in palio importanti medaglie dal punto di vista continentale, sarà soprattutto l’ultimo grande evento prima dell’Olimpiade di Parigi, test cruciale per preparare i Giochi. Disponibili online su Vivaticket dal 17 agosto sia i tagliandi per i singoli giorni sia un abbonamento per le sei giornate di gara, esclusivamente in modalità paperless e digitale, nel rispetto dell’ambiente. Il prezzo parte da poco meno di 7 euro per le sessioni diurne e può arrivare fino a circa 90 per quelle serali. Ecco nel dettaglio il programma dell’evento e i costi di ogni biglietto.

Europei 2024 di atletica, il prezzo dei biglietti singoli e dell’abbonamento

Il programma degli Europei 2024 di atletica prevede cinque sessioni mattutine e sei serali, tra cui quella conclusiva del 12 giugno. In programma anche un Day 0 il 6 giugno, riservato alle qualificazioni del getto del peso, in una location speciale di Roma. L’ingresso sarà gratuito per tutti coloro che saranno in possesso di un biglietto per una qualsiasi giornata della competizione. Ulteriori dettagli arriveranno soltanto in futuro, tra cui la sede delle gare e l’orario di inizio. Per quanto riguarda i tagliandi di ingresso allo Stadio Olimpico, teatro dell’evento, è possibile acquistare un abbonamento per tutti i sei giorni a partire da 263,14 euro fino a un massimo di 435 euro.

Disponibili su Vivaticket i tagliandi per la competizione in programma nella capitale dal 7 al 12 giugno. Il programma dell’evento con gli Azzurri più attesi e i prezzi per abbonamento e ingresso nei vari giorni.
Samuele Ceccarelli e Marcell Jacobs saranno attesi nei 100 metri piani (Getty Images).

Quanto ai singoli giorni, dal 7 all’11 giugno la sessione mattutina inizierà alle ore 9. Il biglietto è disponibile ad appena 6,97 euro per qualsiasi zona dell’impianto. Più caro invece il costo delle sessioni serali, previste a partire dalle 17, dove si concentreranno le fasi salienti del torneo. In tal caso il prezzo parte da 38,72 euro e arriva fino a 88,50. Al fine di rendere la competizione ancora più coinvolgente e appetibile, sono previste anche promozioni speciali per appassionati e famiglie. I primi 5 mila che acquisteranno un tagliando durante i Mondiali di Budapest, in programma dal 19 al 27 agosto 2023, riceveranno uno sconto del 10 per cento.

Dai 100 metri piano al salto in alto, il programma dell’evento

Quanto al cartellone, le prime medaglie verranno assegnate già nella serata inaugurale del 7 giugno. Si terranno infatti le finali del lancio del disco e della marcia femminile da 20 chilometri, che si concluderà nello Stadio Olimpico. Il giorno seguente toccherà a uno degli eventi più attesi di tutta la manifestazione. In pista infatti i campioni dei 100 metri piani, tra cui la medaglia d’oro olimpica Marcell Jacobs e Samuele Ceccarelli. In pedana invece si affronteranno gli atleti del salto in lungo maschile. La mattina del 9 giugno sarà poi il turno delle mezze maratone maschile e femminile, che termineranno all’Olimpico dopo aver attraversato i luoghi più rappresentativi di Roma. Gli Europei 2024 di atletica proseguiranno il 10 giugno con altre sei finali, tra cui la sfida tra i velocisti sui 200 metri piani. L’11 giugno invece Gianmarco Tamberi andrà a caccia dell’oro nel salto in alto, mentre nella serata conclusiva sarà la volta di Larissa Iapichino nel salto in lungo femminile. Grande attesa anche per le staffette maschili della 4×100, medaglia d’oro a Tokyo 2020, e della 4×400.

Disponibili su Vivaticket i tagliandi per la competizione in programma nella capitale dal 7 al 12 giugno. Il programma dell’evento con gli Azzurri più attesi e i prezzi per abbonamento e ingresso nei vari giorni.
Larissa Iapichino è una delle star del salto in lungo femminile (Getty Images).

Caso Bonucci, la Juventus: «Garantiti tutti i diritti dei nostri tesserati»

Nel calcio nostrano continua a tenere banco il caso di Leonardo Bonucci, calciatore di cui secondo l’Aic la Juventus avrebbe «calpestato la dignità» mettendolo di fatto fuori rosa. La Juventus, tramite una nota ufficiale, «ribadisce con forza la correttezza del proprio operato nei confronti di tutti i calciatori tesserati cui sono riconosciuti e garantiti pienamente tutti i diritti previsti dall’Accordo Collettivo di categoria». Il club bianconero si è detto inoltre pronto, «nell’ipotesi in cui ciò si rendesse necessario, a difendere la piena legittimità del proprio comportamento nelle sedi competenti».

Caso Bonucci, la Juventus risponde all'Associazione italiana calciatori: «Garantiti tutti i diritti dei nostri tesserati».
Leonardo Bonucci premiato il 14 maggio 2023 per le 500 presenze con la Juventus (Getty Images).

L’Aic: «La Juve lo deve reintegrare subito, sta subendo danni professionali gravi»

Poco prima dell’inizio della preparazione estiva, la società ha fatto sapere a Bonucci, nella stagione passata capitano, di non volerlo più in rosa, invitandolo a cercarsi squadra. La decisione è stata presa dal tecnico Massimiliano Allegri e avallata dalla nuova dirigenza juventina, non è piaciuta per niente all’Associazione italiana calciatori, così come testimoniato dal presidente Umberto Calcagno. «La situazione che sta vivendo Bonucci è paradossale: è oggettivamente fuori rosa, subisce condotte illegittime e vietate dall’ accordo collettivo, viene calpestata la sua dignità. La Juve lo deve reintegrare subito, sta subendo danni professionali gravi», ha detto all’Ansa. Aggungendo poi: «È il capitano della Nazionale, al quale questa vicenda sta precludendo opportunità importanti, compresa la maglia azzurra. Bonucci è la punta dell’iceberg di numerose situazioni. Poi c’è chi, come lui, ha le spalle larghe e va avanti a petto in fuori, e chi invece subisce».

Caso Bonucci, la Juventus risponde all'Associazione italiana calciatori: «Garantiti tutti i diritti dei nostri tesserati».
Leonardo Bonucci nell’ultima partita giocata con la Juve (Getty Images).

L’esperienza di Bonucci alla Juventus si chiuderà dopo 12 stagioni e 502 presenze

Sempre a proposito del caso Bonucci, la Juventus nella nota «si auspica che la problematica della definizione di un corretto bilanciamento tra diritti dei calciatori e esigenze dei Club possa essere definitivamente affrontata e risolta nell’ambito della negoziazione del nuovo Accordo Collettivo tra AIC e Lega Nazionale Professionisti Serie A che avverrà in vista della stagione sportiva 2024/25». Comunque vada a finire, Bonucci nella stagione che sta per iniziare non giocherà nemmeno un minuto nella Juventus. Si chiuderà così nel modo peggiore una storia lunga 12 annate calcistiche (con intermezzo nel Milan), nel corso delle quali il difensore ha collezionato ben 502 presenze in bianconero.

Ryder Cup: Francesco Molinari vicecapitano del team Europe

Francesco Molinari sarà il quinto e ultimo vicecapitano del team Europe alla Ryder Cup di Roma, in programma dal 29 settembre al primo ottobre prossimi sul percorso del Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio, come appreso dall’Ansa. Per la prima volta nella storia quasi centenaria della competizione due fratelli, peraltro italiani, ricopriranno questo incarico. Chicco Molinari, scelto dal capitano Luke Donald, va ad aggiungersi infatti al fratello Edoardo, ma anche al danese Thomas Bjorn, al belga Nicolas Colsaerts e allo spagnolo Josè Maria Olazabal. Francesco Molinari in carriera ha giocato e vinto tre Ryder Cup.

Dal debutto al successo

Il debutto nel 2010, insieme al fratello Edoardo, in Galles al Celtic Manor Resort. Poi, nel 2012, il bis con tanto di pareggio decisivo ai fini della vittoria del team Europe, nel match di singolo con Tiger Woods negli Usa. Quindi, il capolavoro del 2018 a Parigi, con cinque vittorie in altrettanti incontri disputati (record europeo). Primo e unico italiano ad essersi imposto in un Major, il The Open, sempre nel 2018 ma a Carnoustie, in Scozia, Molinari con il fratello Edoardo ha conquistato nel 2009 la coppa del mondo di golf in Cina.

«Francesco Molinari ha scritto pagine storiche della Ryder Cup»

«Un unicum, che rende ancora più prestigiosa questa Ryder Cup che, sono sicuro, sarà indimenticabile». Così il presidente della Federazione italiana golf, Franco Chimenti, ha commentato la nomina. «Francesco Molinari ha scritto pagine storiche della Ryder Cup e sono certo che avrebbe potuto rappresentare un valore aggiunto anche in campo. Porterà calma, esperienza ed estro. Insieme al fratello Edoardo e a tutto lo staff del capitano Luke Donald, sarà un punto di riferimento non solo per i più giovani ma anche per i più esperti. Non poteva esserci una Ryder Cup, quella di Roma, senza Francesco Molinari, un campione che darà ancora tante soddisfazioni al golf italiano».