Sara Annachiara Spinelli: “FI partito per i giovani”

di Claudio Antinori

Nel nuovo direttivo cittadino di Forza Italia Agropoli militano molti giovani che vogliono affacciarsi alla vita politica. Tra essi c’è la Sara Annachiara Spinelli che ricopre il ruolo di vice coordinatore. Dopo un’esperienza alle Amministrative del 2022, oggi sta ragionando sul suo futuro e sul suo impegno per le prossime elezioni. “Ad oggi – dice – non ho ancora deciso quale sarà il mio ruolo in vista del prossimo anno, né se ci saranno le condizioni per una mia eventuale candidatura. In Forza Italia ho trovato un partito aperto ai giovani e sensibile alle alle difficoltà”.

Da un anno circa è cominciata una esperienza politica nel direttivo di Forza Italia, quali le impressioni?

“La mia esperienza in Forza Italia è relativamente recente, soprattutto perché provengo da una realtà civica. Fin dal primo momento, però, ho trovato un partito che ha dimostrato di voler investire sui giovani, affidandomi il ruolo di vicecoordinatore cittadino ad Agropoli, un incarico che in passato non era mai stato assegnato. Questo per me è stato un segnale chiaro di fiducia e di apertura verso una nuova generazione di amministratori e dirigenti politici. In questo anno ho avuto l’opportunità di lavorare attivamente a diverse iniziative: dalla campagna elettorale di Roberto Celano, oggi consigliere regionale, all’organizzazione di gazebo informativi sul territorio, fino ai convegni e agli incontri legati al referendum del 2026. Esperienze che mi hanno permesso di confrontarmi con tanti amministratori, dirigenti e giovani militanti del centrodestra. Una delle impressioni più significative che porto con me riguarda il confronto tra generazioni diverse. È naturale che tra chi fa politica da decenni e chi si affaccia oggi ci siano sensibilità, approcci e modi di comunicare differenti. La cosiddetta “vecchia guardia” e la nuova generazione, a volte, possono avere visioni diverse su come affrontare alcune sfide. Tuttavia, ho sempre riscontrato la capacità di trovare una sintesi e una linea comune quando c’è da lavorare per il bene del territorio. Le differenze diventano una ricchezza se messe al servizio di un obiettivo condiviso. L’aspetto che apprezzo maggiormente è che, se hai idee, entusiasmo e voglia di impegnarti, hai la possibilità concreta di metterti in gioco. Allo stesso tempo credo che ci sia ancora tanto da fare: dobbiamo continuare a rafforzare la nostra presenza tra i cittadini, essere più vicini alle esigenze delle comunità e trasformare le proposte in azioni concrete. La politica deve tornare a essere soprattutto ascolto, presenza e capacità di dare risposte”.

Continuano ad essere pochi i giovani in politica, in particolare nei ruoli che contano: secondo Lei, perché?

“Credo che il tema della scarsa presenza dei giovani nei ruoli decisionali della politica sia ancora oggi una delle principali criticità del nostro Paese. Rispetto ad altri Paesi europei, in Italia il ricambio generazionale in politica è ancora troppo lento, soprattutto in realtà territoriali come il Cilento, dove le dinamiche politiche sono più consolidate e spesso meno aperte al cambiamento. Questa difficoltà riguarda in modo particolare le giovani donne, che oltre a dover dimostrare capacità e competenza, si trovano ancora oggi a confrontarsi con pregiudizi e resistenze culturali che ne rendono più complesso il percorso politico. Eppure la storia ci insegna che i giovani, con tutta la loro irruenza e la loro voglia di cambiare le cose, sono stati spesso i protagonisti delle più grandi rivoluzioni culturali, sociali e politiche. La passione e l’entusiasmo rappresentano un valore enorme. Certo, queste qualità non appartengono automaticamente a tutti i giovani, ma quando sono presenti possono diventare una straordinaria forza di innovazione. Dove la politica rischia di diventare stagnante o autoreferenziale, i giovani possono rappresentare l’elemento capace di rimettere in moto idee, energie e visioni nuove. Il problema è che spesso si fa fatica a concedere spazio alle novità. Ed è anche comprensibile: chi ha costruito nel tempo un percorso politico o amministrativo lo ha fatto con sacrificio, impegno e dedizione, e tende naturalmente a proteggere ciò che ha conquistato. Tuttavia, credo che una vera classe dirigente si misuri proprio sulla capacità di formare chi verrà dopo. Non ha senso costruire un gruppo politico o una classe dirigente se non si ha già l’idea di trasmettere competenze e valori a una nuova generazione. Chi oggi guida deve avere la generosità di insegnare; chi si affaccia alla politica deve avere l’umiltà di ascoltare e imparare. Le persone passano, le idee continuano a camminare sulle gambe di altri uomini e di altre donne”.

Quattro anni fa è stata candidata a supporto dell’attuale primo cittadino, ma è chiaro adesso un allontanamento: come mai questa presa di posizione?

“Ritengo che fare esperienza gradualmente sia una grande fortuna, soprattutto per chi è giovane. Ti permette di confrontarti con i problemi reali, di lavorare sul campo, di seguire progetti e iniziative concrete, evitando di vivere la politica esclusivamente all’interno di circoli o salotti. Il contatto diretto con i cittadini è la parte più autentica di questo percorso e credo che il lavoro svolto in quei tre anni parli da sé. La mia candidatura nel 2022 è avvenuta all’interno di una lista civica sulla base di un progetto, di idee e di proposte che condividevo e nelle quali ho creduto. È stata un’esperienza importante della quale non mi pento affatto, perché mi ha permesso di crescere sia sul piano umano che politico. Detto questo, la politica, come spesso accade anche nelle migliori famiglie, è fatta di confronti e visioni che nel tempo possono evolvere. Capita che il proprio modo di interpretare alcuni temi non coincida più pienamente con quello di altre persone. Quando questo accade, credo sia naturale e legittimo cercare contesti che rispecchino maggiormente la propria visione. Non parlerei quindi di un allontanamento personale, ma di una fisiologica evoluzione”.

Amministrative 2027: come vede la situazione politica?

“È ancora presto per definire con precisione quale sarà il quadro politico delle amministrative del 2027 ad Agropoli e prima delle alleanze e dei nomi sia necessario concentrarsi sui contenuti e sulle esigenze reali della città. Quello che mi sento di chiedere a tutti coloro che fanno politica, a qualsiasi livello, è di mettere al primo posto i cittadini e il bene della comunità. Troppo spesso il dibattito politico rischia di concentrarsi sulle persone, sulle appartenenze o sulle contrapposizioni, quando invece dovrebbe partire dai valori, dai principi e dalla visione che si ha per il futuro del territorio. Prima ancora di essere esponenti politici, siamo cittadini di una stessa polis e abbiamo il dovere di contribuire alla sua crescita. Se non riusciremo a riportare il focus su questi aspetti, rischieremo di essere soltanto una copia sbiadita di chi ci ha preceduto, senza lasciare un’impronta reale. Per questo, secondo me, il confronto dei prossimi anni deve svilupparsi soprattutto attorno a progetti concreti, realizzabili e misurabili. Agropoli ha bisogno di una visione chiara, ma anche di amministratori capaci di trasformare le idee in risultati. I cittadini oggi chiedono meno slogan e più risposte, meno promesse e più capacità di programmazione”.

Tra un anno al voto, dunque, Lei cosa farà?

“Ad oggi non ho ancora deciso quale sarà il mio ruolo in vista del prossimo anno, né se ci saranno le condizioni per una mia eventuale candidatura. Credo che sia ancora presto per fare valutazioni di questo tipo e, sinceramente, non è questo l’aspetto che mi interessa maggiormente in questa fase. Credo che prima delle posizioni e delle candidature debbano venire i progetti. Mi chiedo spesso: se un progetto non riesce a convincere nemmeno chi fa politica e conosce le dinamiche amministrative, come può convincere i cittadini? Per questo motivo ritengo che il confronto debba partire dai contenuti e non dalle etichette. In questa fase mi riservo quindi la possibilità di partecipare a un dialogo aperto e costruttivo con quelle sensibilità che condividono l’obiettivo di far crescere Agropoli, mantenendo sempre al centro la serietà delle proposte e la loro concreta realizzabilità. Guardo alle idee, ai programmi e alla capacità di tradurli in azioni utili per la città”.

L'articolo Sara Annachiara Spinelli: “FI partito per i giovani” proviene da Le Cronache.